SEGA Forever, smanacciarsi coi classici  26

La nuova, interessante piattaforma SEGA debutta su iOS e Android con i primi cinque titoli. Com'è andata?

Lanciato una settimana fa su App Store e Google Play, SEGA Forever è un progetto ambizioso e dal grande potenziale, una sorta di "Netflix del retrogaming" che idealmente dovrebbe consentire a tutti i possessori di dispositivi iOS e Android di scorrere una lunga lista di classici SEGA da giocare in modo completamente gratuito, al netto di una certa quantità di banner e filmati pubblicitari, oppure pagando 2,29 euro a titolo per eliminare i suggerimenti promozionali, sbloccare la funzionalità di salvataggio in locale e poter dunque fruire di questa esperienza anche offline, senza una connessione a internet sempre attiva.

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Non c'è dunque un abbonamento da pagare per poter accedere all'intera collezione, sebbene nulla vieti che tale soluzione venga presa in considerazione in futuro, quando la lista dei classici raggiungerà un numero sufficiente a giustificarlo. Per il momento, infatti, sono solo cinque i giochi coinvolti nell'operazione: Sonic the Hedgehog, Altered Beast, Phantasy Star II, Kid Chameleon e Comix Zone. Una selezione che lascia un po' perplessi, vista la quantità e la vastità del catalogo SEGA, ma che va appunto considerata per quello che è: una base di partenza su cui costruire l'ossatura di questa interessante piattaforma. Una base solida? Non proprio.

Incoerenze iniziali

Al di là delle critiche riguardanti le performance mediocri dei giochi su alcuni dispositivi, dovute secondo SEGA all'alta frammentazione che da sempre affligge in particolare il mercato Android (sebbene probabilmente c'entrino anche gli strumenti utilizzati, nella fattispecie la tanto criticata piattaforma Unity), l'offerta iniziale di SEGA Forever appare incoerente dal punto di vista dell'emulazione: se da un lato Sonic the Hedgehog viene visualizzato in modalità widescreen e utilizza controlli touch ottimizzati, con uno stick analogico virtuale riposizionabile e un unico pulsante invisibile nella parte destra dello schermo, tutti gli altri titoli utilizzano invece un rapporto 4:3 e fanno affidamento su controlli fissi e visibili, che emulano il joypad del Mega Drive con risultati contrastanti ma generalmente negativi. Il problema risiede però anche nell'interfaccia: quella di Sonic the Hedgehog si apre con una sequenza in cui viene mostrata la cartuccia giapponese del gioco che viene "inserita" virtualmente nella piattaforma di SEGA Forever, ma tutti gli altri titoli di lancio sono privi di queste finezze e appaiono molto più spartani nell'emulazione. Insomma, possiamo anche accettare il fatto che SEGA non abbia realizzato un vero e proprio hub di partenza con interfaccia unificata, mettendo a disposizione i singoli classici su App Store e Google Play, ma un esordio così maldestro non gioca assolutamente a favore del progetto.

Porcospini e bestie mutanti

Com'era lecito attendersi dopo quanto detto, Sonic the Hedgehog risulta essere in assoluto il titolo migliore del pacchetto iniziale, quello più curato dal punto di vista tecnico e dunque fruibile in maniera migliore, grazie agli ottimi controlli touch riposizionabili. Su iPhone 7 le rapidissime scorribande del porcospino blu vengono rappresentate senza scatti o rallentamenti, in modo fedele rispetto alla versione originale, e allo stesso modo vengono valorizzati i punti di forza dell'esperienza messa a punto nel 1991 dal Sonic Team, con i suoi diversi approcci per il completamento dei livelli: procedendo a tutta birra oppure dedicandosi a un'esplorazione profonda degli scenari, pieni di zone nascoste e segreti da scoprire.

Lo scenario cambia con Altered Beast, allo stato attuale la migliore alternativa a Sonic, perché come già riportato il gioco utilizza un'interfaccia spartana, con controlli touch fissi e visibili che cercano di replicare il layout del controller del Mega Drive, incluse le otto direzioni del d-pad. Ciò si traduce in qualche incertezza durante i movimenti, anche se per il resto l'esperienza side scrolling realizzata originariamente per gli arcade SEGA alla fine degli anni '80 è rimasta intatta, con i suoi punti di forza e le sue ingenuità tecniche. Strano che nessuno abbia mai pensato a un reboot, che fra mitologia greca e trasformazioni bestiali potrebbe avere qualcosa da dire anche oggi.

Fumettisti violenti, ragazzini e giochi di ruolo

Comix Zone è un action game che fa parte della "fase della maturità" del Mega Drive, essendo stato pubblicato nel 1995. L'incipit è intrigante e vede un fumettista risucchiato nelle sue stesse opere e costretto a combattere contro i personaggi che ha creato, anche quelli più scaltri e pericolosi, alla ricerca di una via d'uscita. Le soluzioni adottate sono molto originali, con il protagonista che deve muoversi da una vignetta all'altra, mentre il combat system cercava di ovviare alla mancanza di tasti extra sul controller della console SEGA chiamando in causa le diagonali della croce direzionale e assegnandogli funzionalità particolari, fra cui la parata. Com'era facile immaginare, riprodurre questo tipo di approccio su di un touch screen non poteva che creare grande confusione, e infatti purtroppo il gioco è viziato da una serie di grosse problematiche relative ai controlli: un gran peccato.

La soluzione con tasti fissi e visibili funziona in modo tutt'altro che convincente anche con Kid Chameleon, un platform del 1992 molto popolare negli USA ma oggi come oggi non propriamente irresistibile, specie per via di una grafica che già all'epoca sembrava appartenere più ai sistemi a 8 bit che non a quelli a 16 bit. Le trasformazioni rappresentano l'elemento chiave dell'esperienza, che ci mette nei panni di un ragazzino intrappolato in un mondo virtuale pieno di insidie e nemici da combattere. L'ultimo classico disponibile al lancio di SEGA Forever è Phantasy Star II, uno dei primi esponenti della celebre serie di RPG, uscito originariamente nel 1990 e caratterizzato dalla tradizionale visuale dall'alto a tre quarti, nonché da un canovaccio narrativo che già ai tempi appariva un pochino inflazionato. Viziato da meccaniche legnose e da un'interfaccia abbondantemente superata, il gioco purtroppo non trasmette grandi emozioni e va dunque a occupare una posizione di nicchia nell'ambito di questa offerta.

Un futuro incerto

La piattaforma di SEGA Forever verrà arricchita ogni mese con nuovi classici, dunque torneremo senz'altro a parlarne. La speranza naturalmente è che il publisher giapponese effettui una selezione più accurata dei giochi, quantomeno durante i primi tempi, attingendo all'enorme ludoteca delle sue console storiche. Serve però un lavoro di ottimizzazione e di adeguamento che al momento manca, e che rende frammentaria l'esperienza: le soluzioni adottate per Sonic the Hedgehog vanno estese anche agli altri classici, altrimenti l'intero progetto non potrà che assumere i contorni di una mera operazione commerciale, con pochi punti di forza e tante, troppe perplessità.