Assembla il tuo PC - Cooler Master Masterliquid Pro 280, G.Skill FlareX  18

Prosegue il nostro speciale per la realizzazione di un sistema basato sull'architettura ZEN

Abbiamo già selezionato il case e la scheda madre, ma c'è ancora molto da lavorare per realizzare un PC a prova di Ryzen. In questa terza puntata ci occuperemo della rimanente componentistica. Il motore del cambiamento che ha dato vita a questo sistema è il nuovo processore di AMD; nello specifico il Ryzen 7 1700, in vendita a circa 300 euro.

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AMD Ryzen 7: meglio scegliere la versione 1700 o la 1700X

Non si tratta dell'esemplare più potente, essendo superato dai modelli 1800X e 1700X: nel concreto le lievi differenze con i fratelli non sempre giustificano il maggior esborso richiesto. In particolare evidenziamo un thermal design power più contenuto (65Watt, 30 in meno di 1800X e 1700X); frequenze operative inferiori (sia in modalità normale che in turbo) e una minore efficacia della tecnologia XFR, grazie alla quale, in base a determinate condizioni di temperatura, il clock della CPU viene innalzato automaticamente di 100Hz (per i modelli più costosi) e della metà per quello in nostro possesso. Nella scelta ha giocato un ruolo fondamentale il "verbo" di Kyle Bennett e del suo HardOCP, una vera e propria guida per gli overclocker. In un illuminante speciale l'editor dimostra come si tratti in buona sostanza del medesimo processore e che i modelli più veloci siano semplicemente più tolleranti alle frequenze maggiori. Agendo di overclock, grazie anche alla piattaforma ASRock a disposizione, è possibile però ridurre notevolmente i gap prestazionali, in particolare tra 1700X e 1700. Il nostro obbiettivo era quello di avvicinarsi alla soglia dei 4 GHz: certo, serve un po' di fortuna con il pescaggio dell'esemplare, ma si tratta di un territorio di caccia che non è del tutto inaccessibile. Come vedremo nell'ultima puntata però non siamo molto fortunati. In ogni caso il divario di prezzo tra 1700X e 1700, presso alcuni rivenditori, si è talmente assottigliato da far propendere per la versione più spinta.

Dissipatore

Per raggiungere questi obbiettivi, oltre ad un'ottima scheda madre, serve naturalmente anche una dotazione accessoria di prim'ordine, specie se si considerano le elevate temperature che il dissipatore stock non sarebbe in grado di gestire all'aumentare delle frequenze. Riteniamo consigliabile dotarsi di un sistema di dissipazione a liquido, che mediamente è più efficace di quelli tradizionali ad aria: i principali produttori mettono a disposizione dei kit all-in-one che non richiedono manutenzione e sono alla portata dei meno esperti. Per il nostro sistema ci siamo affidati al nuovo MasterLiquid Pro 280 da 120 euro circa: il supporto al socket AM4 è stato aggiunto di recente e chi non lo trovasse incluso nella confezione può comunque richiedere gratuitamente l'adattatore. Come intuibile dal nome la soluzione di Cooler Master è composta da un radiatore da 280mm e da due ventole da 140mm dall'aspetto estetico accattivante: si inserisce all'interno del nostro case MasterCase Maker 5t e più in generale nei fratelli della stessa casa, mentre in altri casi bisogna prestare attenzione che ci sia spazio a sufficienza all'interno dello chassis.

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Il sistema di raffreddamento di Cooler Master è silenziosissimo

Analizzando più nel dettaglio il contenuto della confezione troviamo un radiatore la cui solidità costruttiva rispetta gli standard, elevati, della linea dell'azienda di Taipei. Ciò che colpisce non è solo la robustezza della scocca, ma anche il design delle alette squadrate, diverse da quelle dei sistemi tradizionali in cui seguono un andamento sinusoidale: questo accorgimento permette di massimizzare il flusso d'aria e di conseguenza lo smaltimento del calore. Alla struttura si collegano, attraverso una guaina di gomma che riduce le vibrazioni, le due ventole MasterFan 140 Air Pressure, dotate di un selettore che permette di stabilirne il range di rotazione scegliendo tra tre profili: Quiet (attivo di default), Silent e Performance. Per le nostre prove abbiamo mantenuto la modalità più silenziosa che, come si vedrà, è risultata comunque efficace e di gran lunga la preferibile per il comfort acustico. I tubi in cui scorre il liquido refrigerante sono ricoperti da un cavo intrecciato di nylon che ne conferisce gradevolezza al tatto e alla vista, oltre ad aumentarne la resistenza. La pompa si divide in due camere: in quella superiore entra l'acqua fresca ed è proprio qui che si trova il motore; da qui poi parte un getto che insiste nella zona centrale del waterblock, con il liquido che scorre lungo piccole canaline per poi essere sparato nuovamente verso il radiatore. Questo particolare sistema dovrebbe garantire, stando ad analisi interne di Cooler Master, una durata più che doppia rispetto ai sistemi tradizionali. La base in rame misura 40x40mm: è sufficiente pertanto a coprire abbondantemente tutti le CPU presenti e passate, compreso il nostro Ryzen 1700. Sul top è stata installata una cover in plastica: purtroppo non permette di vedere il flusso dell'acqua, ma viene comunque illuminata da un LED blu che certifica il corretto funzionamento del sistema. Il neo è che non si può modificare la colorazione. Tra gli altri Kit AIO presenti sul mercato ci sentiamo di consigliare anche il NZXT Kraken X62 e l'Arctic Cooling Liquid Freezer 240, caratterizzato da un eccellente rapporto qualità/prezzo.

RAM

Uno degli aspetti più affascinanti dell'architettura Ryzen è la tecnologia di interconnessione Infinity Fabric: in questa sede non intendiamo approfondirne le logiche sottostanti, ma semplicemente far notare come, all'aumentare delle frequenze dei moduli RAM aumentino in maniera tangibile anche le prestazioni della CPU, sia negli scenari di produttività che in quelli dei videogiochi che a noi più interessano.

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G.Skill ha creato due serie appositamente per piattaforma Ryzen: la FlareX è la più performante

Ci sono numerose testimonianze che indicano come il passaggio da dei moduli a 2133 Mhz (le DDR4 più lente in assoluto) a 3200 Mhz (al momento di scrivere il limite massimo supportato dalla scheda madre ASRock) comportino incrementi prestazionali anche superiori al 10%. La barriera dei 3,2 Ghz è stata peraltro abbattuta dalla nuova relase di AGESA: è l'acronimo di AMD Generic Encapsulated Software Architecture, ossia un bootstrap sulla base del quale i vari produttori di mainboard compilano i propri BIOS. La versione 1.0.0.6 supporta DDR4 fino a 4 GHz, ma attualmente nessuno si è spinto sino a quel livello: a tendere però è verosimile che ci si possa arrivare, per cui il consiglio è sempre quello di tenere sotto controllo ulteriori aggiornamenti. Resta il fatto che Ryzen è molto selettivo con le memorie: non è infatti detto che i moduli riescano a raggiungere il loro limite massimo e ci si può trovare nella sgradevole situazione di non poter sfruttare a dovere hardware mediamente costoso. È quindi opportuno come non mai consultare il QLV, l'elenco di device compatibili testati direttamente dal produttore, e limitare la propria scelta a quelli certificati, per non incorrere in brutte sorprese. Nel nostro caso siamo andati sul liscio con G.Skill, uno dei produttori più affidabili, che ha recentemente rilasciato due serie di RAM specificamente compatibili con i nuovi processori di AMD. Si tratta di Fortis e FlareX: queste ultime, appartenendo al segmento più costoso, garantiscono naturalmente anche i risultati maggiori. Il consiglio è quello di puntare direttamente sui modelli da 3,2 Ghz, naturalmente finanze permettendo. 16 Gbyte è la quantità ideale per la maggior parte dei giocatori, ed è opportuno che si ottenga tramite l'installazione di due banchi in configurazione dual channel, in modo da ottenere le migliori performance. In alternativa alla nostra scelta consigliamo di controllare le proposte di GeIL, ottimo produttore taiwanese che ha recentemente rilasciato una line-up interamente dedicata a Ryzen (le nostre scelte in particolare virano sui kit EVO Spear e EVO X); dagli Stati Uniti invece Patriot ha aggiornato da pochissimo la famiglia Viper 4 e Viper Elite per garantire la massima compatibilità con schede madri Promontory.

SSD

Le memorie allo stato solido hanno oramai preso piede nonostante i prezzi facciano fatica a scendere. Ad oggi il taglio minimo su cui indirizzarsi è senza dubbio quello da 256Gbyte, ed è opportuno optare per una soluzione NVME, considerando che si tratta della tecnologia più rapida e che qualsiasi scheda madre per Ryzen permette l'installazione di almeno un modulo del tipo M.2.

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Samsung 960 EVO: tra i migliori SSD NVME. Meglio nella versione 512 Gbyte

Negli ultimi mesi sempre più produttori sono scesi nell'arena e l'offerta comincia ad essere un po' più variegata rispetto alla fine del 2016. Meritano una menzione le unità di OCZ (RD400) i cui prezzi sono leggermente condizionati da una catena distributiva non ottimale: le performance però sono di ottimo livello. Questa unità è stata recentemente aggiornata da Toshiba con il modello XG5, da tenere a sua volta in considerazione. I due player principali restano comunque Intel e soprattutto Samsung, che domina le classifiche con il 960 Pro, anche se la versione un po' meno performante, l'EVO, è comunque ottima e reperibile a prezzi di poco superiori al centinaio di euro. Per chi è alla ricerca del minor costo allora il 600p della società americana è la scelta primaria, anche se le prestazioni non sono il suo cavallo di battaglia. Nel nostro caso abbiamo conservato il modello precedente destinato al mercato OEM, l'SM951, che continua a fare un'ottima figura. Resta comunque valido il ragionamento per cui a capacità maggiori corrispondono prestazioni superiori, pur rimanendo invariato il produttore. Per chi se lo può permettere il consiglio è quello di puntare al mezzo terabyte.

Ryzen 1700 e 1700X (più costoso di circa il 10%) sono i processori di AMD col miglior rapporto qualità/prezzo, ed è su uno di questi due che è bene indirizzarsi nel caso di un cambio di sistema: le prestazioni del 1800X non giustificano il maggior esborso. Il dissipatore è altrettanto fondamentale soprattutto se si intende fare overclock: non c'è motivo di preferire un sistema ad aria a meno di limitazioni fisiche del case. I modelli AIO non richiedono alcun tipo di manutenzione e garantiscono temperature di esercizio inferiori: se possibile meglio orientarsi su radiatori da 240 o 280mm, in modo da guadagnare anche in termini di rumorosità. La RAM gioca un ruolo fondamentale nell'architettura Zen: meglio orientarsi sui moduli più veloci possibili, purché siano certificati dal produttore della scheda madre. Volendo risparmiare è comunque importante non scendere sotto i 2666MHz (a quella soglia c'è grande varietà di scelta). Infine la memoria SSD: data per scontata l'adozione della tecnologia NVME, è preferibile optare per tagli da mezzo terabyte; in alternativa non scendere sotto i 256 Gbyte.

PRO

  • La scelta tra Ryzen 7 1700 e 1700X
  • Consigliati kit di raffreddamento liquido AIO
  • La RAM deve essere preferibilmente a 3,2 GHz
  • L'SSD deve essere di tipo NVME

CONTRO

  • Il Ryzen 7 1800X ha un pessimo rapporto prezzo/prestazioni
  • I dissipatori ad aria non sempre sono efficaci come quelli a liquido
  • La DDR4 a basse frequenze mortifica anche la CPU
  • Gli SSD Sata tradizionali sono molto più lenti di quelli M.2