Il preludio alla nuova stagione di NBA 2K18  30

La simulazione di basket NBA targata Visual Concepts sta per tornare anche quest'anno: scopriamola un po' insieme in questa ultima prova prima della recensione

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PlayStation 4
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A un anno di distanza dall'uscita, torna come tradizione vuole per il genere un nuovo episodio multipiattaforma del gioco di basket realizzato da Visual Concepts per 2K Sports. NBA 2K18 promette di confermarsi ancora una volta come il miglior simulatore di pallacanestro disponibile sul mercato videoludico, e per farlo è pronto a offrire al pubblico la solita grande quantità di contenuti e di migliorie tecniche. In attesa di poter mettere le mani sulla versione definitiva, abbiamo avuto un assaggio di quello che sarà il titolo completo grazie al Preludio, un vero e proprio frammento di gioco con tanto ti Trofei rilasciato in anteprima in questi giorni, i cui salvataggi possono tra l'altro essere recuperati una volta acquistato NBA 2K18 a partire dal 15 Settembre con l'accesso anticipato garantito da alcune edizioni speciali.

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Il Re del parquet

All'interno di questo anticipo di NBA 2K18 troviamo la classica modalità allenamento e soprattutto un assaggio della modalità LaMiaCarriera, che quest'anno consentirà ai giocatori di immergersi meglio nella vita di un aspirante atleta della NBA, in una sorta di open world nel quale sarà possibile interagire direttamente con altri giocatori dentro e fuori dal campo di basket. IlMioParco, Pro-Am e LaMiaCarriera diventano così parte integrante di un mondo, "Vita di Quartiere", condiviso, per vivere l'esperienza di vita di un'atleta in campo e fuori. Ovviamente la demo si concentra solo sull'aspetto carriera iniziale de IlMioGiocatore. Dopo aver creato quest'ultimo, l'utente viene quindi chiamato a una sere di provini con The Proving Ground, sui campetti del quartiere dov'è allestito l'avvenimento. Sfide tre contro tre e poi cinque contro cinque mettono a dura prova il nostro alter ego virtuale, come sempre desideroso di mettersi in mostra per tentare la sua scalata verso l'Olimpo della NBA. Visto che la sessione quest'anno è più ricca del solito, ci riserviamo di approfondirla in occasione della recensione, e di concentrarci quindi adesso sul gameplay. Ed è proprio una volta scesi in campo, nonostante chiaramente si giochi tra giovani promesse e non tra Star e su un campo d'asfalto, piuttosto che nelle arene della NBA, che il titolo mostra già i muscoli.

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Da questo punto di vista, forse è inutile perfino scriverlo, in termini di gameplay il titolo poggia sulle solide basi dei precedenti capitoli, e su quelle Visual Concepts ha lavorato per cercare di rifinire e limare certe meccaniche. Pertanto a prima vista, così come avviene per altri titoli sportivi di questa portata, l'utente medio potrebbe non riconoscere o apprezzare subito le novità, come di contro, con ogni probabilità, farà invece l'hardcore gamer. Questo lavoro certosino ha portato per esempio a rendere più fluida l'azione generale e più rapida la risposta dei comandi da parte dei cestisti digitali, e pare aver investito anche i movimenti praticabili dagli atleti virtuali in campo, le decine di parametri che li caratterizzano e la nuova intelligenza artificiale che li gestisce. È da qualche anno difficile vedere un giocatore che cincischia troppo palla in mano, o che cerca soluzioni completamente fuori da ogni logica mentre magari ha un compagno libero sottocanestro da servire. E quest'anno la situazione è analoga. Anzi, forse sensibilmente migliorata, non tanto per come si comportano i giocatori gestiti dall'intelligenza artificiale nei momenti clou della gara, con gente che negli ultimi secondi di una partita tenta il tiro della disperazione a canestro, o che sbilanciato da un difensore cerca di mantenere l'equilibrio e tenta un'altra giocata, costi quel che costi. Ma per la maggiore naturalezza con cui compie questi gesti rispetto al passato.

Questione di logica

Sbilanciare l'avversario o scavalcare le difese con scatti improvvisi, lanci e contropiedi è molto difficile e superare gli avversari più fisici richiede ora più che mai una buona tempistica e una attenta valutazione dell'azione in corso, senza affidarsi troppo alle improvvisazioni. Studiare i movimenti dei compagni e degli avversari, cercare il momento giusto per infilarsi o passare la sfera, saper utilizzare le varie strategie a partita in corso sono elementi come sempre chiave per venire a capo di molte situazioni. Non sempre, poi, le cose risultano facili, e ci mancherebbe, ma dopo un po' di pratica e applicazione, le cose si fanno davvero interessanti e quando alla fine dopo molto allenamento si riesce a eseguire uno splendido alley-oop col compagno che salta, afferra la palla e la schiaccia o appoggia a canestro è una soddisfazione incredibile. Andando per ora a concludere, spendiamo due parole sul comparto tecnico. Graficamente NBA 2K18 è a dir poco splendido: nessun dettaglio è lasciato al caso. Le animazioni, poi, sono estremamente fluide e naturali, al punto che come e più dello scorso anno guardandole in azione si potrebbe pensare a dei cestisti veri. Allo stesso modo il comparto sonoro si conferma egregio sotto ogni punto di vista, almeno per adesso. Ma le musiche, gli effetti, i commenti, tutto sembra in linea, qualitativamente, col resto della produzione.

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Da quanto abbiamo avuto modo di vedere dopo questa demo, Visual Concepts sembra aver mantenuto la parola data nelle scorse settimane, e cioè quella di non volersi cullare più di tanto sugli allori di un trionfo ormai consolidato, ma di voler continuare a migliorare sempre di più una serie quasi perfetta. NBA 2K18 sembra in tal senso in grado anche quest'anno di poter offrire tutto quello che i fan cercano in un videogioco di pallacanestro. E ora non ci resta che attendere la prova del nove con la recensione.

CERTEZZE

  • Sensibili ma significative migliorie alla giocabilità e all'intelligenza artificiale dei giocatori
  • La modalità Carriera si preannuncia più completa e avvincente che mai
  • Tecnicamente splendido

DUBBI

  • Difficile come sempre per i neofiti