Abbiamo provato Ghost Recon Wildlands - Ghost War  20

Lo sparatutto open world di Ubisoft si apre al PvP: lo abbiamo testato

Con Ghost Recon Wildlands Ubisoft ha fatto quello che era lecito aspettarsi: prendere una delle licenze più amate in assoluto nel mondo degli shooter e dei giochi d'azione, quindi metterla al servizio di quella struttura open world che negli ultimi anni ha regalato così tante soddisfazioni alla casa francese. La possibilità di giocare in cooperativa, un enorme ambiente esplorabile e la prospettiva di mettersi sulle tracce di pericolosi narcotrafficanti hanno fatto il resto, confezionando un prodotto che forse non sarà rivoluzionario, ma è senza dubbio in grado di divertire e creare interessanti dinamiche di squadra. Il passo successivo (e forse la mancanza più pesante fino a questo punto) era naturalmente rappresentato dall'aggiunta del PvP, magari capace di mantenere la libertà di movimento tipica del titolo e di portarla su un campo differente, quello degli scontri tra due squadre da quattro giocatori ciascuna. Il tutto si trasformerà presto in realtà grazie a Ghost War, aggiornamento gratuito che abbiamo potuto provare in anteprima nel corso della GamesCom 2017 e di cui scriviamo ora dopo un lungo embargo.

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Tiratori scelti

Dobbiamo dire la verità, i primi minuti di prova ci hanno lasciato un po' perplessi: Ghost Recon Wildlands si è fatto apprezzare per la vastità del suo mondo di gioco, i veicoli e le molte soluzioni a disposizione dei giocatori, tutti elementi che in Ghost War sono spariti in favore non solo di scontri tra gruppi molto ristretti di utenti, ma anche di arene ritagliate dalla grande mappa principale ma davvero contenute in quanto a dimensioni e senza la presenza di mezzi. Il rischio che si fosse ridotta l'esperienza originale a un "banale" sparatutto in terza persona ci sembrava insomma piuttosto concreto. In realtà le cose sono andate un po' diversamente nel corso dell'ora abbondante di gioco. Resta indubbia una certa mancanza di originalità nelle meccaniche di Ghost War, ma sembra che il gameplay originale si presti bene alla sfera competitiva.

La scelta della classe passa dai soliti stilemi del genere, quindi ci sono personaggi più adatti agli scontri ravvicinati piuttosto che ai tiri dalla distanza o al supporto dei compagni di squadra. Più che l'abilità nel prendere la mira, ci è sembrato che Ghost Recon Wildlands - Ghost War valorizzi moltissimo il gioco di team: l'uso dei droni per individuare i nemici e la comunicazione vocale fanno tutta la differenza del mondo quando bisogna andare a stanare i membri della squadra nemica, mentre la consapevolezza che qualora si morisse bisognerà aspettare la fine del turno per tornare in vita aggiunge quella dose di adrenalina che spinge a fare quanto mai attenzione. E allo stesso tempo apre la strada a situazioni in cui un solo utente, eroico, sconfigge due o tre avversari ribaltando le sorti del match. Ci sono in generale alcune lezioni che Ubisoft sembra aver imparato dal successo clamoroso di Rainbow Six Siege, qui riproposte e adattare in un contesto meno tattico e spinto, ma comunque ben studiato. Anche le mappe, sulle prime un po' anonime, ripropongono ambientazioni standard come cave, squarci di una foresta e piccoli agglomerati di costruzioni, che però garantiscono quella varietà in grado di variare sempre le situazioni davanti alle quali ci si trova e al contempo richiedere una scelta attenta delle classi. Insomma si tratta sì di un di più, però la gratuità del pacchetto, l'imminente open beta e l'esperienza di gioco solida lo rendono un regalo, se così si può definire, molto gradito che vuole e ha tutte le potenzialità per riportare gli utenti sul titolo. Almeno per qualche ora di sparatorie ancora.

Ghost Recon Wildlands - Ghost War è una di quelle patch che ogni gioco dovrebbe avere: non si limita a sistemare i problemi ma aggiunge una modalità PvP non rivoluzionaria ma divertente, gratuita per i possessori dell'originale e di certo capace di aggiungere un po' di longevità a un pacchetto già piuttosto ricco.

CERTEZZE

  • Le meccaniche si adattano bene al PvP
  • Divertente e dotato di una certa profondità

DUBBI

  • Non sostituirà il vostro sparatutto PvP preferito