La recensione del Cooler Master MasterCase H500P  38

Abbiamo testato il nuovo case dell'azienda taiwanese

SPECIALE di Luca Olivato   —  5 settimane fa

Al Computex di fine maggio lo stand di Cooler Master aveva attirato diversi visitatori sia per la "Grey Edition" del colossale Cosmos II, sia per la presenza dell'erede della fortunata serie HAF, il cui esemplare X, uno dei più iconici di inizio decennio, era stato recensito da noi diversi anni fa. Seguendo le orme già tracciate da competitor come Corsair, Phanteks e Thermaltake, anche l'azienda di Taipei ha deciso di arricchire la propria gamma con il suo primo case quasi completamente trasparente, lasciando poi alle ventole a LED RGB il compito di dare il tocco di colore desiderato. Stiamo parlando del qui presente MasterCase H500P, spettacolare chassis che la nostra redazione ha avuto la possibilità di testare in anteprima. Partiamo come sempre dall'analisi dell'imballaggio, questa volta un po' meno robusta rispetto a quella del recente MasterCase Maker 5t: nonostante un lato leggermente piegato ci abbia fatto temere il peggio, i gusci hanno comunque svolto egregiamente il proprio dovere, preservando l'integrità del prodotto che è contenuto all'interno di una comoda borsa, utile anche in caso di trasporto. In bundle c'è inoltre una scatola di plastica dove sono contenute viti e fascette indispensabili in fase di assemblaggio.

Bundle ed esterni

L'H500P è un mid-tower di nuova generazione, quindi mediamente più grande rispetto agli standard tradizionali. Per quanto a prima vista possa sembrare più piccolo del 5t, all'atto pratico ne replica le dimensioni, essendo alto 542mm, largo 242 e profondo 544. Si presenta sin da subito in splendida forma, per merito delle trasparenze che contraddistinguono tre dei sei lati dello chassis. Il frontale e il top sono in polimetilmetacrilato (meglio noto col nome commerciale Plexiglas), mentre la paratia sinistra è dello stesso vetro temperato che abbiamo visto con il 5t. Le rimanenti finiture sono perlopiù in alluminio (retro e pannello di destra) e in ABS. Quello che balza subito all'occhio è la presenza di due enormi ventole da 200mm sulla parte frontale, deputate ad introdurre un'imponente quantità di aria fresca dall'esterno; essendo compatibili con le tecnologie Asus Aura, Gigabyte RGB Fusion e MSI Mystic, possono essere controllate direttamente dalle rispettive utility per Windows. Cooler Master ha quindi deciso di abbandonare hub hardware proprietari per deputare più correttamente alle mainboard il compito di regolare sia la velocità che la colorazione delle ventole: una scelta che incontra il nostro favore e che merita di essere sottolineata perché se la scheda madre fosse sfornita di PIN appositamente dedicati a questa tecnologia si sarebbe costretti a ricorrere a controller di terze parti per evitare di depauperare il case di una caratteristica molto importante. Presente anche uno splitter a cui collegare sino a tre dispositivi per poterli poi pilotare verso un unico header.

Come facilmente intuibile dalle foto, per fare spazio a tanta magnificenza è stato sacrificato il cassetto per i drive da 5,25" (device come il lettore Blu-ray possono ancora essere installati, snaturando in parte l'estetica del prodotto, tramite un adattatore venduto a parte). Il pannellino frontale ospita 2 prese USB 2 e 2 USB 3, oltre ai jack da 3,5mm per le linee audio di ingresso e di uscita. Una chicca il pulsante d'accensione, esagonale proprio come il logo del produttore. Sul lato superiore c'è spazio a volontà per installare ventole o radiatori di sistemi di raffreddamento a liquido sino ad un massimo di 360mm. Sul retro è installata una terza ventola da 140mm: c'è poi una griglia che copre 7 slot per device PCI-Express e non manca nemmeno la possibilità di installare verticalmente la scheda video: ci si deve avvalere però di un riser che non è compreso nella confezione.

La recensione del Cooler Master MasterCase H500P
MasterMaker 5t e H500P fianco a fianco: le dimensioni sono uguali

La paratia di sinistra, come anticipato poco sopra, è in vetro temperato fumè; quella speculare in alluminio. La colorazione grigio/nera si presta a molteplici accostamenti cromatici resi possibili dalla tecnologia a LED ed è molto più neutra rispetto al binomio nero/rosso del 5t. Il case è sollevato da terra grazie all'integrazione di due profili che contribuiscono a slanciarne la silhouette, dominata dagli appariscenti sfoghi che corrono lungo i bordi. L'aspetto estetico che ne risulta è solido e aggressivo e non mancherà di trovare i favori della fascia di utenza più giovane: a noi ha ricordato le linee delle moto naked, in particolare della Ducati Streetfighter. Il peso "a secco" è pari a 11,3 kg: un valore inferiore a quello del 5t ma ancora un po' troppo elevato per poter dire che il trasporto è agevole.

Gli interni

Abbiamo tessuto le lodi delle ultime produzioni di Cooler Master, ma questo H500P stabilisce dei nuovi parametri per la gestione del cablaggio, risultando per molti aspetti superiore anche al fratello maggiore con cui più volte l'abbiamo confrontato. Come si può notare l'interno, in tinta all black, prevede una suddivisione fisica tra mainboard tray e zona della PSU tramite un guscio che la nasconde dal resto del sistema. Cover sembra essere la parola d'ordine per entrare nel nuovo MasterCase: oltre a quella per l'alimentatore, sulla quale possono essere installati sino a due SSD da 3,5", ce ne sono altre due. La prima copre il classico "buco" che permette di operare nel lato inferiore della scheda madre (tipicamente per l'installazione del dissipatore CPU); la seconda ripara e nasconde tutti i cavi che corrono lungo la colonna delle guaine. Il risultato, ad assemblaggio terminato, restituisce un case mai così in ordine: un lavoro davvero eccellente.

L'installazione della componentistica (supportati tutti i form-factor sino all'Extended-ATX, anche se con qualche limitazione) è agevole: top e frontale si rimuovono grazie agli oramai famosi magneti di Cooler Master, mentre i pannelli laterali sono assicurati da una serratura (quello finestrato) o da due viti rimovibili senza l'ausilio di attrezzi (quello destro). Anche all'interno l'utilizzo del cacciavite è ridotto ai minimi termini: sulla mainboard tray si trovano preinstallati persino alcuni piloncini di supporto! Resta un po' più macchinosa la manutenzione, punto debole di questa tipologia di case. Per mettere in bella evidenza gli interni e le ventole non è stato possibile predisporre gli alloggi per i filtri antipolvere, rendendo più faticosa la pulizia.

Air-flow

I case trasparenti sono croce e delizia dei modder: da un lato rappresentano quanto di meglio per mettere in mostra il proprio raffreddamento a liquido, ma dall'altro i pannelli trasparenti, che per ovvii motivi non possono essere traforati come nei modelli tradizionali, rappresentano un'insidia non indifferente per i flussi d'aria. Cooler Master ha pensato di ovviare a queste limitazioni spostando in avanti le cover (superiore e anteriore) e lasciando degli ampi sfoghi sui bordi; le grandi ventole frontali da 200mm (per una velocità di rotazione massima pari a 850rpm) completano l'opera e non fanno soffrire l'interno del sistema, che a pieno carico, nei nostri test, si è comportato sullo stesso livello del MasterCase 5t. La CPU non ha quindi superato i 41 °C e la scheda video si è mantenuta sui 67 °C: valori ottimi considerando anche il medio livello di overclock a cui abbiamo sottoposto la componentistica (Ryzen 7 1700 @ 3,7 Ghz con dissipatore MasterLiquid Pro 280 e MSI GeForce GTX 1070 Gaming X 8G in modalità OC). La temperatura dell'ambiente era pari a 23,8 °C.

L'H500P, il cui prezzo consigliato per l'Italia è pari a 175€, è un prodotto di primissimo livello, adatto soprattutto ad un'utenza all'aspetto estetico. Nondimeno le prestazioni di raffreddamento sono ai vertici della categoria e metteranno d'accordo anche chi cerca la massima efficacia. Con il pedigree di Cooler Master certi risultati possono apparire scontati, ma in questo caso meritano di essere plauditi soprattutto raffrontandoli con quelli della concorrenza che spesso si è scontrata con problemi di ristagno dell'aria calda all'interno del case. La serie HAF continua la sua tradizione con un degno erede.

PRO

  • Design aggressivo
  • Ottima gestione dei cavi
  • Flussi d'aria ben progettati

CONTRO

  • Peso leggermente sopra la media
  • Pulizia ordinaria un po' più faticosa del solito