Warframe allarga i propri confini con l'update Plains of Eidolon  33

In arrivo anche per PlayStation 4 e Xbox One, l'aggiornamento Plains of Eidolon aggiunge un pizzico di open world all'universo di Warframe

Warframe è un gioco in continuo divenire, un frenetico action in terza persona basato su missioni cooperative e potenti avatar che come mattoncini lego continuano a sommarsi rendendo l'esperienza, completamente free-to-play, sempre più ricca e variegata. Ed è un'esperienza che in questi anni si è arricchita di nuove modalità, parecchie trasformazioni del gameplay, tonnellate di nuovi personaggi, carte sempre più potenti, svariati pezzi di equipaggiamento e inediti tasselli della storia dei Tenno, esseri dal potenziale in evoluzione che hanno un ruolo centrale in un universo in trasformazione. L'ultimo cambiamento, in arrivo a novembre anche su PlayStation 4 e Xbox One, è incentrato sulla prima area dai connotati open world, in un titolo che ci ha abituato a mappe immense ma sempre legate alle dinamiche della singola missione cooperativa da ripetere più e più volte.

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Questa struttura nelle pianure di Eidolon non scompare del tutto, ma è integrata in una mappa che si estende per 5 chilometri quadrati in cui possiamo cacciare, pescare, raccogliere minerali e prepararci per costruire tutti i nuovi oggetti a disposizione mentre combattiamo tra enormi strutture e accampamenti di nemici che ricompaiono dopo un certo tempo, garantendoci la possibilità di continuare a raccogliere risorse senza mai dover tornare alla nave o al nuovo hub. Non sarebbe saggio, comunque, trascurare Cetus, che oltre a essere l'anticamera delle pianure di Eidolon è un insediamento popolato da venditori di ogni sorta che possono aiutarci, in cambio di risorse e reputazione, ad arricchire il nostro equipaggiamento. Per questo non ci siamo stupiti a vederli assaliti da assembramenti di giocatori ammassati in quantità sufficiente a far crollare il framerate. In città, comunque, non si spara e l'entrata nelle pianure torna a restringere l'esperienza, benché ampliata per dinamiche e dimensioni, a quattro giocatori.

Un nuovo modo di giocare a Warframe

Superate due porte di grosse dimensioni arriva finalmente il momento di mettere piede nella prima mappa open world di Warframe: un territorio fatto di colline, prati e specchi d'acqua ambientato sulla cara vecchia Terra, riconoscibile e suggestiva ma segnata da combattimenti, contaminazioni biologiche, insediamenti alieni ed enormi strutture. Se prima di uscire avete preso una missione questa sarà subito attiva, ma ce ne sono di brevi che si attivano automaticamente e permettono di continuare a ottenere reputazione e specifiche risorse mentre diamo la caccia a piante, volatili e pesci sempre più grossi. Le missioni sono divise in step che sono sempre più difficili e spettacolari grazie alla maggiore apertura che apre la via a sbarchi di nemici, astronavi distruttibili, cecchini, nuove tipologie di missioni e salve di mortaio che colpiscono a enorme distanza, tutto condito da terreni vulcanici, diversi biomi, geyser e ricchezze naturali e animali di ogni genere. Elementi che fanno da sfondo a nuove tipologie di missioni e scontri dal respiro più ampio, che lasciano più spazio per l'utilizzo di armi a lunga distanza e per i cecchini, anche nemici, come l'Opticore che trovano improvvisamente senso. E mentre armi estremamente potenti in un corridoio perdono efficacia viste le distanze maggiori e i nemici volanti, altre prima poco sfruttate trovano improvvisamente una collocazione. Infine c'è spazio anche per gli Archwing, necessari per determinati tipi di scontro, che possono essere evocati spendendo precise risorse. Tutto questo ci restituisce un'esperienza che pur poggiando sulle basi che abbiamo imparato a conoscere in questi anni gode di un respiro diverso, apre la strada a un tipo di farming meno ripetitivo e dona un ruolo più rilevante ad armi e altri elementi dell'equipaggiamento. Uno di questi, anche se proprio di equipaggiamento non si può parlare, è l'operatore, una delle maggiori novità del recente passato di Warframe che grazie a Plains of Eidolon diventa, come previsto, più importante. Gli sviluppatori avevano preannunciato l'intenzione di valorizzare le peculiarità dell'operatore che oltre alle novità introdotte in questi mesi ora può combattere utilizzando non solo le abilità ma armi specifiche. Inoltre l'utilizzo della possibilità di separare l'operatore dal Warframe è essenziale per sconfiggere alcune nuove tipologie di nemico che infestano le pianure of Eidolon. Ed è cambiato anche il sistema delle lenti così come i poteri ad esse collegate, diventando spesso più efficaci. Ma per ottenere le abilità avanzate e spenderci punti è necessario rivolgersi ai Quill, accessibili seguendo la quest principale, che aprono un nuovo capitolo della lunga e a quanto pare inarrestabile evoluzione dei Tenno.

Nuove luci e nuove ombre

I Quill hanno un sistema di reputazione che ci consente di ottenere nuovi potenziamenti per l'operatore, ma non si tratta dell'unico venditore rilevante a popolare le strade di Cetus. I materiali e la reputazione ci permettono di interagire anche con gli altri negozianti che sono in grado di raffinare materiali raccolti in funzione dei nuovi crafting. Oltre al dispositivo per richiamare l'Archwing, infatti, sono disponibili parecchie novità che includono un Warframe e nuove armi create sotto l'egida dell'affilato vetro. Nello specifico parliamo del fucile d'assalto Astilla, dei coltelli Fusilai e di un nuovo martello chiamato Volnus, tutti legati a Gara che è dotato di abilità ad area piuttosto interessanti come Spectrorage, che intrappola i nemici in un labirinto di specchi obbligandoli ad attaccarsi a vicenda, e Mass Vitrify che prima di scagliare schegge di vetro blocca il fuoco di tutte le armi, rendendo tra l'altro innocui i guardiani Kuva. Fin troppo potente, almeno rispetto alle prime tre skill che probabilmente avrebbero bisogno di essere potenziate, il quarto potere sarà sicuramente rivisto, al pari di altri aspetti di un'esperienza che manca ancora di rifiniture e ribilanciamenti. Basti vedere i premi delle nuove missioni basate sulle taglie, spesso inadeguati all'impegno profuso anche se alternati con premi di valore e set di carte modifica molto interessanti, e svariati altri elementi di un'esperienza ancora acerba che ci saremmo aspettati consentisse di giocare almeno in otto, viste le dimensioni della mappa.

Ma questo non sminuisce lo spettacolo del trovarsi di fronte a diverse fazioni che si scontrano in campo aperto, mortai che proiettano colpi esplosivi a centinaia di metri, astronavi che sganciano squadre di Grineer dal cielo, nemici acquattati nella vegetazione, creature bluastre e mostri giganti che escono quando fa buio, valorizzando l'inedito ciclo giorno/notte. E sono proprio questi ultimi i protagonisti dell'espansione, i misteriosi Eidolon che in qualche modo ricordano gli Evangelion, benché fatti di strane tecnologie e di legno. Ma non è facile incontrarli, almeno in squadra, a causa dei problemi di connettività che si sommano a quelli vecchi e rendono piuttosto difficile entrare nelle pianure con i propri amici. Per riuscirci sono necessari fantasiosi workaround e spesso capita che si rivelino inutili di fronte ad anomalie di ogni sorta che includono missioni impossibili da completare. Ma siamo abituati a quell'enorme cantiere aperto che si chiama Warframe e benché per godere delle novità sia necessario passare per le pianure di Eidolon, il resto dell'universo è ancora lì, imperfetto ma funzionante, a disposizione di chi preferisce aspettare che i problemi più gravosi siano risolti. D'altronde parliamo di un tassello che non stravolge l'esperienza, anche se rappresenta un'aggiunta importante e un primo passo verso qualcosa di nuovo per quello che è un gioco dal supporto continuativo e intenso, un titolo che dopo aver sofferto la fase iniziale ha ingranato grazie alle continue modifiche ed è rimasto un vero free to play nonostante le tonnellate di transazioni consentano di ottenere facilmente armi, Warframe e persino carte rare, scambiando la valuta di platino con gli averi degli altri giocatori.