Cinque ragioni per amare Wolfenstein II: The New Colossus  84

Non avete ancora acquistato Wolfenstein II: The New Colossus? Ecco una lista delle cinque feature che vi convinceranno

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Wolfenstein II: The New Colossus punta a imporsi come il miglior sparatutto dell'anno, cosa non da poco se consideriamo quanto sia agguerrita la concorrenza di Activision ed Electronic Arts nell'ambito di questo particolare filone. L'esperienza messa a punto da MachineGames, rigorosamente single player, migliora quanto fatto con il già ottimo The New Order sotto svariati aspetti, in primo luogo la trama e la caratterizzazione dei personaggi, portati all'estremo. Le novità sono tante, così come gli aspetti di pregio per una produzione che merita senza dubbio la vostra attenzione. E così, nel caso non abbiate ancora proceduto all'acquisto del gioco, eccoci a elencarvi le cinque migliori feature di Wolfenstein II: The New Colossus. Riusciremo a convincervi?

Trama e ambientazione

Gli sviluppatori di Wolfenstein II: The New Colossus ci tenevano a raccontare una storia profonda, interessante e coinvolgente, capace finanche di sconvolgere in alcuni momenti. Partendo dalle solidissime basi di The New Order e dallo status del protagonista, William J. Blazkowicz, dato per morto al termine del primo capitolo, gli autori hanno tratteggiato una trama davvero notevole, che non manca di colpire duro allo stomaco in più frangenti e che ha l'indubbio merito di far montare la motivazione del giocatore di missione in missione, fornendogli lo spunto e il rancore necessari per fare letteralmente a pezzi i membri dell'esercito nazista che, in questo 1961 alternativo, controllano il mondo dopo aver vinto la seconda guerra mondiale. Le trovate messe in campo da The New Colossus sono molteplici e spaziano spesso e volentieri nello splatter in stile grindhouse, in un'ultraviolenza tarantiniana che trova l'ideale conclusione nelle fasi finali della campagna.

Alcune immagini sono incredibilmente potenti, ma per via dell'elevato rischio spoiler ci guardiamo bene dal descriverle, lasciandovi il piacere di scoprirle e di farvi coinvolgere da una storia assolutamente fuori di testa, diretta in modo perfetto, con i giusti ritmi, capace anche di sorprendere in modo amaro in determinati frangenti. A supporto della narrazione, che può contare su di un ottimo doppiaggio in italiano, c'è il grande lavoro fatto da MachineGames per quanto concerne le ambientazioni. Gli autori hanno provato a immaginare gli Stati Uniti controllati dai nazisti, fra suprematisti bianchi e collaborazionisti, propaganda a ogni angolo, feste dell'oppressione, l'imposizione della lingua tedesca e atmosfere letteralmente da incubo. Volti e paesaggi che esprimono in maniera evidente il controllo della popolazione, la rassegnazione degli uomini e delle donne che cercano di sopravvivere ritagliandosi un posto nel nuovo ordine mondiale, mentre in alcuni luoghi piccole frange rivoluzionarie aspettano il momento in cui qualcuno decida finalmente di sollevarsi e rovesciare la situazione. Sarete voi a innescare la scintilla?

Rigiocabilità della campagna

Le oltre tre ore di eccellenti sequenze cinematiche presenti in Wolfenstein II: The New Colossus non sono ovviamente fini a se stesse, in quanto servono a narrare gli eventi della storia e a tratteggiare in modo straordinario un cast di personaggi davvero ricco e interessante. Nascondono però una feature extra: a seconda che si sia scelto di salvare Fergus o Wyatt nel primo capitolo (decisione che viene ripresentata nelle fasi iniziali con un doloroso flashback), cambieranno le cutscene in cui tali comprimari vengono coinvolti, unitamente a una serie di missioni secondarie. In fase di recensione abbiamo scelto di salvare Fergus, coerentemente con quanto fatto durante la nostra esperienza con The New Order, e possiamo confermare quanto il personaggio sia cresciuto in questo sequel, rendendosi protagonista suo malgrado di scene assolutamente esilaranti che ruotano attorno al suo braccio meccanico "ribelle". Vi basti sapere che, in seguito all'ennesimo "malfunzionamento", completamente ubriaco, Fergus butta da qualche parte la sua protesi bionica giusto prima dell'assalto finale, e starà a noi armarci di pazienza, parlare con gli altri membri della squadra e scoprire infine dov'è finito il braccio del nostro amico. La presenza di cinque differenti livelli di difficoltà si accorda perfettamente con la rigiocabilità offerta da questo aspetto del gioco: dopo aver completato la campagna seguendo la storyline di Fergus, potremo rigiocarla da capo scegliendo di salvare Wyatt e magari approfittarne per alzare un po' il grado di sfida. Et voilà, durata raddoppiata!

Ancora più frenetico e variegato

Se avete giocato con The New Order, saprete che il gameplay messo a punto da MachineGames è molto frenetico e intenso, caratterizzato da un approccio in cui bisogna muoversi continuamente per evitare di essere circondati dal nemico, mettere a segno i propri colpi con precisione ed evitare di rimanere appostati nello stesso luogo per troppo tempo... a meno che non si tratti di una camera senza uscite! La gestione delle armi asseconda questa vocazione grazie a un arsenale numericamente non impressionante, ma composto da strumenti molto ben diversificati, dotati ognuno di una specifica personalità: dalle pistole alle mitragliatrici leggere, dai fucili d'assalto a quelli a pompa, passando per le granate e le armi speciali.

Restare a corto di munizioni e dover utilizzare per forza di cose un equipaggiamento diverso da quello che preferiamo capita spesso durante la campagna di Wolfenstein II: The New Colossus, ma gli sviluppatori hanno fornito nuove possibilità per chi desidera un pizzico di strategia nell'ottica del gunplay: adesso si possono impugnare contemporaneamente due armi differenti, e la cosa torna particolarmente utile durante alcuni dei più intensi boss fight, quando abbiamo bisogno di una bocca da fuoco lenta ed efficace per incrinare le difese dell'avversario più resistente, ma al contempo ci serve un'alternativa leggera e pratica per i soldati che inevitabilmente lo accompagnano.

A spingere sull'acceleratore è anche la gestione dell'energia "vecchia scuola", non ricaricabile automaticamente, che implica la raccolta di kit medici e pezzi di corazza per rimpinguare i due distinti indicatori; facendo attenzione soprattutto durante la prima metà della campagna, quando la nostra salute non potrà superare il 50% per via delle condizioni in cui Blazcowicz si ritrova dopo gli eventi di The New Order. Ci sono infine i tre gadget tecnologici a cui potremo accedere nella seconda parte della campagna, che ci permetteranno di approcciare gli scenari in maniera del tutto differente: una protezione per le spalle in grado di darci la forza di sfondare determinate pareti, un corpetto che si restringe per farci attraversare spazi minuscoli e infine un paio di trampoli con cui spiccare balzi e raggiungere zone inaccessibili.

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I comandanti e le missioni Enigma

Come nel primo episodio della serie, all'interno degli scenari troveremo un certo numero di comandanti nazisti. Si tratta di figure molto pericolose, che vanno assolutamente eliminate con tempestività perché in grado di attivare gli allarmi e far piombare tantissime unità di rinforzo nella zona, trasformandoci la vita in un vero e proprio incubo. In The New Colossus questa meccanica è stata ulteriormente enfatizzata: da un lato i comandanti potranno chiamare i rinforzi più volte se non li elimineremo, continuando a far arrivare nemici nella mappa; dall'altro la loro uccisione ci consentirà di raccogliere messaggi cifrati con il famigerato codice Enigma.

A cosa servono? Una volta tornati alla base potremo utilizzare una macchina Enigma per cercare di decodificarli attraverso un semplice minigame e individuare sulla mappa globale la posizione di pericolosi agenti nazisti ancora operativi. Questo aspetto dell'esperienza arricchisce in maniera particolare le missioni secondarie e può rappresentare un ricco endgame, visto che le missioni Enigma potranno essere completate anche dopo aver portato a termine la campagna. Si tratta di sfide man mano più difficili, che ci vedranno tornare all'interno di scenari già visitati per trovare e uccidere specifici bersagli. Il problema è che nella stragrande maggioranza dei casi non riusciremo a completare la missione senza scatenare il finimondo, affrontando scontri a fuoco di una durezza che cresce in maniera esponenziale, arrivando finanche a eguagliare l'intensità di alcuni boss fight.

Easter egg di pregio

Al fine di rendere più sfaccettata e consistente l'ucronia creata per Wolfenstein II: The New Colossus, gli sviluppatori hanno inserito nel gioco una quantità enorme di documenti e articoli di giornale che descrivono sia l'attualità dell'America controllata dai nazisti (con i media rigorosamente controllati e una grande abbondanza di fake news in favore del regime), sia il processo di trasformazione che il paese ha dovuto attraversare con la resa del suo presidente, avvenuta dopo l'uso della bomba atomica da parte dell'esercito tedesco. Non mancano ovviamente easter egg veri e propri: uno di essi consente di eliminare Hitler durante una delle ultime missioni e sbloccare il relativo achievement, sebbene la cosa si concluda con un inevitabile game over nel momento in cui la stanza viene invasa dai soldati nazisti accorsi sul posto. Un altro easter egg si pone invece come una divertente variazione sul tema rispetto a The New Order, dov'era possibile giocare con l'orginale Wolfenstein 3D. Ebbene, in questo sequel sarà possibile fare altrettanto, ma con una curiosa reskin del titolo di id Software denominata Wolfstone 3D, in cui controlleremo un eroe nazista impegnato contro l'esercito americano. Miracoli della propaganda...

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