Heroes Over EuropeGli incandescenti cieli sopra l'Europa 

Prepariamo occhialoni e sciarpa, perché stiamo per tornare nei panni degli eroici piloti della Seconda Guerra Mondiale

Gli aerei hanno da sempre un fascino particolare sull'uomo, c'è poco da fare: nonostante gli anni passati dai primi esperimenti dei fratelli Wright, c'è qualcosa di infinitamente romantico nel volo che lo renderà sempre qualcosa su cui sognare, come ci insegnano Snoopy e il suo Barone Rosso immaginario. Nel mondo videoludico, mentre le simulazioni vere e proprie si sono fatte sempre più tecniche e sempre più legate all'aspetto tecnologico del volo, snaturato così in una serie di azioni meccaniche da svolgere per mantenere i quadranti e gli indicatori all'interno di giusti valori, si è fatta sempre più strada la corrente ispirata agli aerei d'epoca e a quel volo ancora libero e sperimentale che, seppure più goffo di quello offerto dalle moderne macchine, mantiene intatto il suo alone romantico e sognatore. Gli incandescenti cieli sopra l'Europa A ben vedere, il rifarsi all'aviazione della Seconda Guerra Mondiale copre elegantemente ben due esigenze: una d'atmosfera e l'altra spiccatamente ludica. Il primo elemento è chiaro, ovvero rappresentare gli eroi del cielo nelle loro acrobazie sui plumbei cieli d'Europa, i combattimenti dell'uomo volante singolo contro ad altri piloti quasi faccia a faccia, senza l'aiuto di tecnologie invasive, permette una visione epica e romantica del "secondo grande tentativo dell'umanità di commettere suicidio" (per dirlo alla Vonnegut) altrimenti poco possibile attraverso un simulatore di volo moderno. L'altro vantaggio ha un carattere più pragmatico: gli scontri ravvicinati - per lo più a suon di mitragliatrici - e la velocità relativamente bassa con la quale ci si trova a volare sui mezzi d'epoca consente di mettere in scena dei combattimenti più vissuti, più lunghi e partecipati da parte del giocatore, dei dogfight che favoriscono l'immedesimazione. Laddove nel simulatore di volo moderno si soffre spesso della sindrome dello "spara al puntino sull'HUD non appena diventa rosso", nei giochi basati sui velivoli antichi questo ovviamente non può accadere, sebbene possano subentrare altre dinamiche piuttosto noiose (come la necessità di continui loop alla spasmodica ricerca della "coda" del nemico). Forti di queste premesse, e del prequel Heroes of the Pacific, Atari, Red Mile Entertainment e Transmission Games ci presentano dunque un nuovo approccio all'abusata Seconda Guerra Mondiale videoludica, dagli occhi di un aviatore alleato.

Ecco l'asso della Seconda Guerra Mondiale che...

L'impianto narrativo, pur trattandosi di un simulatore-sparatutto, è piuttosto ben sviluppato secondo i canoni dei videogiochi di guerra d'epoca, e vista la struttura di gioco ricorda alquanto da vicino il buon vecchio Wings di Cinemaware, che chiaramente ha fatto da apripista per questo genere di simulazione bellica romanzata. La versione di prova consente di sperimentare le prime missioni nei panni di un inesperto (ma talentuoso, ovviamente) pilota statunitense, sebbene la campagna sembri svolgersi anche su altri binari, seguendo forse altri protagonisti (come i piloti della RAF) in un racconto corale dell'avanzata alleata dalle battaglie su Londra ai bombardamenti di Berlino. Tra le missioni, veri filmati di repertorio raccontano sullo stile dei cinegiornali gli eventi del secondo conflitto bellico mondiale e i rapporti di forze che via via si andavano formando. Il gioco consente due tipologie di controllo ("arcade" e "pro") ma in entrambi i casi l'approccio è molto intuitivo e semplificato, mettendo bene in chiaro come il gioco sia più uno sparatutto che un vero simulatore di volo: con una leva analogica si regola l'apporto di potenza del motore, con l'altra si guida l'aereo come se fosse una cloche, mentre ai grilletti è riservato l'uso delle armi. Con questi pochi input possiamo controllare il nostro velivolo che, inquadrato da dietro, dovrà affrontare missioni caratterizzate da ambientazioni e obiettivi diversi. Si va dal pattugliamento di zone nevralgiche d'Europa alla scorta di aerei di grosse dimensioni durante lunghe traversate, dal bombardamento di obiettivi strategici alla difesa del territorio, il tutto ovviamente innescando dogfight serrati con i nemici o colpendo bersagli a terra. Il controllo del velivolo risulta molto intuitivo e soddisfacente, sacrificando il realismo in favore di una certa godibilità del volo e conseguentemente di una giocabilità maggiore. Gli incandescenti cieli sopra l'Europa Una caratteristica peculiare di Heroes over Europe - a dire il vero l'unica caratteristica innovativa riscontrata durante la prova - è la modalità "Ace Kill": quando riusciamo a inquadrare un nemico per qualche secondo davanti a noi, una barra inizia a riempirsi intorno al mirino. Quando raggiunge il limite, alla pressione di un tasto dorsale si innesca uno zoom ravvicinato sull'aereo avversario, che ci consente di individuare i punti deboli, segnalati da una particolare luminescenza. A questo punto, sfruttando il momentaneo slowmotion, dobbiamo cercare di spostare il mirino precisamente su questi punti e fare fuoco: un singolo colpo consente di abbattere il nemico. Nonostante la presenza di obiettivi a terra o in mare da bombardare o abbattere con razzi e "torpedo", rimane chiaramente il dogfight tra gli aerei l'elemento fondamentale del gameplay.

Piombo e nuvole

La quantità di aviomezzi è ovviamente generosa, facendo leva questo gioco - come altri del suo genere - anche sullo spirito da modellista che si cela sempre negli utenti di questa tipologia di prodotti. Più di 40 aerei diversi diverranno selezionabili proseguendo nel gioco, tra modelli della RAF, delle forze aeree statunitensi, dell'Aeronautica Italiana o della temibile Luftwaffe, tra gli altri. Gli incandescenti cieli sopra l'Europa Sebbene non si registri una grande differenza tra i modelli messi a disposizione nella versione testata - ma trattandosi in ogni caso di aerei da caccia la cosa è comprensibile - ogni aereo è caratterizzato dalle classiche statistiche agilità, velocità e potenza di fuoco, che diventano determinanti a seconda degli obiettivi della missione. Sul comparto grafico gli sviluppatori hanno probabilmente ancora qualcosa da sistemare, sebbene l'impianto sia piuttosto convincente: non sembra distinguersi al momento per particolari soluzioni adottate per quanto riguarda aerei e scenari a terra, mentre molto piacevole è la realizzazione del cielo e degli effetti creati dalle nuvole, rendendo il volo ad alta quota il momento forse più affascinante dell'azione di gioco. Pare non sia presente una visuale dall'interno del cockpit, a meno che non venga inserita nella versione definitiva, mentre sono presenti diverse prospettive dall'esterno e una visuale particolarmente pratica che "locka" l'inquadratura sul nemico più vicino, consentendo di mantenerlo sempre al centro dello schermo mentre effettuiamo le opportune manovre di approccio tipiche del dogfight. La versione definitiva dovrebbe comporsi di più di 20 missioni che spaziano appunto nei cieli di tutta Europa, spostando l'attenzione da un fronte all'altro mentre si seguono le storie dei vari eroi impegnati nella liberazione del Vecchio Continente dal gioco nazista. Per quanto riguarda il multiplayer, saranno disponibili 4 diverse modalità di gioco con supporto per un massimo di 16 utenti contemporaneamente connessi in partita, e rimanendo in tema online è già stata assicurata la presenza di contenuti aggiuntivi scaricabili regolarmente dopo l'uscita del gioco, ancora segnalata con un vago "2009".

Certezze

  • L'ambientazione ha sempre il suo fascino
  • Modello di guida semplice e soddisfacente
  • Varietà di scenari

Dubbi

  • Non si vedono spunti particolarmente originali
  • La sostanza al di là dei dogfight

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