World of Warcraft: Wrath of The Lich KingChiamata alle armi 

L'attacco al Re Lich inizia nella patch 3.2 di World of Warcraft.

"The Secrets of Ulduar", ovvero la patch 3.1 di World of Warcraft, sarà ricordata come una delle esperienze più brevi nella lunga storia del MMORPG di Blizzard. Rilasciato a Marzo, il content è stato già rimpiazzato all'inizio di Agosto da una nuova mega-patch, "Call of the Crusade". Ben cinquecento mega e passa di aggiornamenti, modifiche e novità che hanno spaccato in due il giudizio dell'utenza ma che hanno anche ben delineato il percorso che Blizzard intende seguire nei prossimi mesi.

La Crociata ha inizio

La premessa narrativa della patch che introduce il nuovo content PvE è bizzarra: l'Argent Crusade, la fazione che si occupa della guerra al Flagello di Arthas, istituisce un torneo per mettere alla prova i migliori campioni di Azeroth e prepararli allo scontro finale con il Re Lich nella sua fortezza di Icecrown. E quindi, i migliori raider di World of Warcraft dopo aver sconfitto draghi millenari, titani ancestrali e divinità varie dovranno mettersi alla prova con - ehm - yeti troppo cresciuti, valkyr incavolate e non uno, ma ben due vermoni, affermazione dei developers stessa che è stata ironizzata al punto da essere diventata un tormentone sul web. Chiamata alle armi In realtà, la nuova raid-instance propone anche qualche sorpresa dal punto di vista del lore: l'ultimo boss è nientepopodimeno che Anub'arak, il re decaduto dei Nerubian. Eppure, non si può fare a meno che guardare con un po' di diffidenza sia il concept narrativo che la struttura ludica del Trial of the Crusade, sopratutto dopo aver sperimentato la titanica magnificenza della precedente raid-instance, Ulduar: é tutto estremamente rapido e poco spettacolare, per la verità. L'idea che viene in mente guardando a questi contenuti endgame è senz'altro quella dell'intermezzo, sviluppato in fretta e furia per riempire la pausa tra Ulduar e la tanto attesa Icecrown Citadel: non è una rivelazione infatti che i precedenti contenuti si siano esauriti decisamente in fretta e che la sbilanciata difficoltà del regno dei titani abbia lasciato perplessa la comunità dei raider. Forti dell'esperimento parzialmente riuscito degli Hard Mode, gli sviluppatori di Blizzard hanno ridisegnato l'intero meccanismo, portando alla piuttosto confusionaria proposta di ben quattro versioni della stessa instance. A confermare la volontà di guadagnare tempo da parte di Blizzard, c'è anche l'attivazione settimanale dei boss. Chiamata alle armi Il Trial of the Crusader ha anche un parallelo in piccola scala, una instance per soli cinque giocatori, Trial of the Champion, ambientata nella stessa locazione. Quello che lascia davvero interdetti è la rapidità con la quale è possibile completare questa instance, se paragonata alla qualità del loot ottenibile. L'idea è quella di permettere ai giocatori dell'ultimo minuto di reperire un equipaggiamento ottimale ad affrontare i nuovi raid serenamente, senza sentirsi un passo indietro rispetto ai veterani. Una scelta contraddittoria, che da una parte aiuta le nuove leve e promuove la sperimentazione di altre classi per i giocatori annoiati, dall'altra mortifica gli sforzi dei raider che hanno giocato negli ultimi quattro mesi per ottenere oggetti di poco migliori. E' vero che alcuni loot e contenuti resteranno inaccessibili ai giocatori più casual ma l'apertura dell'endgame a un pubblico più vasto e ormai decisiva.

Non solo raid

A fare da corollario alla nuova instance c'è come di consueto una caterva di quest inedite ripetibili per guadagnare denaro facile e oggetti vari, utili o meno. E non poteva mancare l'ormai tradizionale sconvolgimento delle classi, che infierisce particolarmente sul PvP. Chiamata alle armi Questa volta la famigerata "nerfbat" si è abbattuta sui Paladini, classe vittima da sempre di un altalenante design che solo con Wrath of the Lich King aveva cominciato a risplendere, seppur forse eccessivamente: il risultato è stato pure troppo efficace, al punto da portare Blizzard ad ammetterne le problematiche e una possibile, ulteriore revisione. Ma non c'è solo da piangere per i Paladin, migliorati d'altra parte nella loro specializzazione curativa, che ne ha aumentato il ventaglio di possibilità, tirandoli fuori dalla scomoda nicchia in cui erano costretti da anni. Il resto dei fix e dei cambiamenti alle altre classi non è ugualmente notevole ma comunque corposo, mirato a un bilanciamento ideale sia in PvP che PvE, sopratutto in virtù della modifica alla statistica Resilience (che ha reso più coriacei tutti i giocatori in possesso di apposito equip per il Player VS Player) resa necessaria anche dall'aggiunta di un nuovo battleground: Isle of Conquest. Chiamata alle armi Incrocio delle feature che caratterizzano gli altri quattro Battleground, Isle of Conquest si rivela splendido da vedere e dal design ingegnoso, ma è purtroppo già vittima di exploit e becere battaglie ben poco strategiche. Una revisione è d'obbligo, ma la possibilità di penetrare la fortezza nemica dal cielo mentre i nostri 39 compagni sfondano i cancelli per attaccarne il leader, è decisamente esaltante.

Le domande frequenti

Quante nuove instance sono state introdotte con questa patch?
Due: Trial of the Champion per cinque giocatori in modalità normale ed Heroic e Trial of the Crusader per dieci o venticinque giocatori in modalità normale ed Heroic.

Che differenza c'è tra modalità normale ed Heroic per una raid-instance?
Il raid avrà un limitato numero di tentativi per vincere la sfida, le ricompense sono ovviamente migliori.

Dove si trovano le nuove instance?
Sono situate nell'Argent Coliseum, sul versante est di Icecrown, dove l'Argent Crusade ha stabilito gli Argent Tournament Grounds.

Chi è il boss finale del Trial of the Crusader?
Anub'arak. Lo credevamo morto dopo lo scontro alla fine dell'instance Azjol-Nerub, invece è stato resuscitato dal Re Lich, con il quale è alleato da anni. Anub'arak aiutò infatti Arthas a raggiungere il Trono Ghiacciato e a sconfiggere Illidan in Warcraft III: The Frozen Throne.

Solo instance e raid con questa nuova patch?
No, tra le altre cose l'Argent Tournament propone nuove quest quotidiane che coinvolgono una nuova isola vicina alla costa di Icecrown, circondata da una flotta di Vrykul. Le classi sono state ritoccate come di consueto, i druidi hanno una nuova veste grafica nelle loro forme animali. Inoltre, sono stati introdotti molti oggetti come i set "tier9" e i nuovi equipaggiamenti per il PvP in vista della nuova stagione dell'arena.

A proposito di PvP, cos'è Isle of Conquest?
Isle of Conquest è il nuovo Battleground. Per vincere, una fazione deve ridurre a zero le risorse dei nemici oppure uccidere il loro leader, espugnandone la fortezza. E' possibile pilotare numerosi veicoli da assedio e perfino farsi paracadutare dentro la base nemica: pensatela come una miscela dei design di Alterac Valley, Arathi Basin e Wintergrasp.

E' vero che si possono guadagnare punti esperienza in PvP?
Sì, ed è anche possibile disabilitare questa feature.

In che modo sono state cambiate le cavalcature?
Il prezzo di ogni nuova abilità per cavalcare è stato ridotto ed è possibile acquistare una cavalcatura regolare a livello 20, la versione epica a 40 e la prima cavalcatura volante a 60 invece che 70. Quest'ultima, inoltre, è ora più veloce.

Verso la Cittadella

Questo aggiornamento del MMORPG più giocato del mondo non verrà forse ricordato come uno dei più brillanti, ma certamente è esplicativo sulle intenzioni di Blizzard: dopo essere stata profondamente criticata per l'occhio di riguardo avuto per gli "hardcore" players e la cura riposta nei contenuti endgame, adesso gli sviluppatori sembrano aver sterzato bruscamente per agevolare il più possibile i giocatori dell'ultima ora. Non è una novità che gli sforzi si stiano concentrando sopratutto sul gran finale di Wrath of the Lich King in cui è coinvolto direttamente Arthas Menethil, e Blizzard stessa ha dichiarato più volte di voler rendere quei contenuti accessibili a tutti, in modo che nessuno si perda questo pezzo di storia videoludica quando sarà finalmente reso pubblico. Call of the Crusade quindi non è che un momento di passaggio, una trasformazione quasi, che delinea definitivamente il confine tra il vecchio World of Warcraft a tratti proibitivo e quello nuovo aperto a tutte le scuole di pensiero, a chi dei MMORPG ne fa un lavoro e a chi invece interessa veder di tutto un po' senza sentirsi comunque fuori posto. Un'operazione di merchandising per mantenere più utenti possibile cercando al contempo di accalappiarne altri, strappandoli forse alle grinfie di affascinanti concorrenti coreani in arrivo per Settembre? Forse. Ma di certo Blizzard dimostra ancora una volta di sapere come guadagnarsi le sue milionate di sottoscrizioni mensili. Chiamata alle armi

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