L'eternità in un gioco di ruolo?  18

Il nuovo interessante JRPG di tri-Ace per PlayStation 3 e Xbox 360.

Di carne al fuoco al recente Tokyo Game Show ce n'è stata davvero tanta. E di certo non sono mancati nelle line-up delle varie software house presenti all'evento alcuni titoli di particolare interesse per gli appassionati di giochi di ruolo. Fra questi c'era molta attesa per la produzione targata tri-Ace che verrà pubblicata da Sega su PlayStation 3 e Xbox 360 nel corso del 2010 chiamata End of Eternity (in occidente ribattezzato Resonance of Fate) che è stato mostrato proprio alla fiera in un nuovo video in cui vengono presentati alcuni dei personaggi principali.

Diretto da Takayuki Suguro, che ha già collaborato a produzioni del genere del calibro di Valkyrie Profile 2: Silmeria, Final Fantasy Tactics e Vagrant Story, il gioco, che a parte il titolo che le rende omaggio non ha nulla a che fare con la quasi omonima novella di fantascienza di Isaac Asimov, è un GDR in stile giapponese dallo stile futuristico che promette una storia adulta e un gameplay molto interessante.
In un lontano futuro la terra subisce enormi cambiamenti climatici e fisici.
Per cause sconosciute il pianeta è ricoperto da gas tossici che hanno provocato l'estinzione di gran parte delle forme di vita. I pochi esseri umani sopravvissuti decidono così di costruire un gigantesco dispositivo dalla forma cilindrica chiamato Bazel allo scopo di purificare l'aria ad esso circostante e successivamente quella dell'intero globo. Attorno a questa "torre" nasce così una città in cui le classi più ricche vivono in lussuosi appartamenti nella parte alta proprio di Bazel mentre quelle medio basse risiedono in alcuni distretti costruiti attorno alla base della costruzione stessa. In questo contesto si svolgeranno le vicende dei vari eroi dell'avventura, comprese quelle del protagonista, un giovane di 17 anni di nome Zephir che lavora come mercenario per la PMC dell'ex militare Vashyron, e della sua amica di 19 anni chiamata Subject #20 (Soggetto Numero 20), una giovane fuggita da un laboratorio di ricerche scientifiche dove ha subito una serie di test sperimentali che ne hanno modificato biologicamente il corpo al punto da destinarla alla morte al compimento dei 20 anni.

Gameplay frenetico

Resonance of Fate (End of Eternity) promette di rivoluzionare il genere, o almeno così garantisce lo sviluppatore. In particolare dovrebbe essere il sistema che gestisce i combattimenti l'elemento più innovativo dell'intero prodotto. Ribattezzato t-A-B ( tri-Attack-Battle) esso sarà un battle system in semi-realtime che non prevedrà l'utilizzo di magie o spade, ma solo di armi moderne. Di base i combattimenti di Resonance of Fate resteranno legati ad una classica struttura a turni, ma grazie alla sinergia tra un articolato sistema di movimenti liberi, di combo e attacchi a distanza si dovrebbero avere degli scontri molto più spettacolari e complessi rispetto a quelli di giochi simili. Ma vediamo di analizzare brevemente il tutto, riservandoci di ritornare sull'argomento in maniera più completa e esaustiva alla prova diretta del prodotto.

Il giocatore controllerà un party composto da tre elementi attivi all'interno di dungeon in cui i nemici saranno ben visibili e dunque, quando possibile, anche evitabili. Una volta ingaggiata battaglia, il videogamer potrà però gestire solo uno dei personaggi del suo team alla volta, muovendolo più o meno liberamente (ci saranno degli actions points a determinare le azioni. Tali punti pare saranno recuperabili infliggendo danni a nemici, etc -Ndr) per l'area e facendogli compiere un attacco verso il nemico o un'altra mossa entro un certo lasso di tempo. In alternativa sarà possibile programmare un "movimento" da far eseguire al PG in automatico. Dopo aver completato una qualsiasi azione per ognuno dei tre membri del gruppo di eroi il proprio turno terminerà. Durante queste fasi i nemici potranno attaccare a loro volta, ma solo l'elemento del team in quel momento utilizzato dal giocatore. Ci saranno diverse tipologie di attacchi, ma il sistema base sarà il seguente: quando si punterà un avversario questi sarà indicato da un cerchio il quale fungerà ( o conterrà) da barra di caricamento di una mossa. Al completamento della carica dell'indicatore apposito che circonda il bersaglio si potrà eseguire una azione.
I danni inflitti ai nemici dipenderanno da diversi fattori quali la tipologia di armi utilizzate, la distanza dal nemico, il livello del personaggio che esegue l'azione, eventuali oggetti esplosivi colpiti nelle vicinanze del party avversario e perfino dalla quantità di volte che si è lasciata caricare la sopraccitata barra. Infatti se si decide di attendere permettendo alla charge gauge di caricarsi ancora di più, al turno successivo si potranno eseguire attacchi più potenti.
Il tempo che impiegherà la barra a riempirsi sarà direttamente proporzionale alla distanza dall'avversario: più questi sarà vicino, più rapidamente l'indicatore raggiungerà il massimo livello. Con alcune armi particolari sarà possibile infliggere poi dei danni ingenti ma temporanei chiamati scratch damage. Per concludere, e in attesa, come detto, di una prova diretta del prodotto, qualche nota finale sulla grafica e su una particolarità: il gioco sembra abbastanza curato in questo senso con un character design che ricorda vagamente quello di Shadow Hearts II. Inoltre sarà possibile cambiare di abito e accessori i personaggi e tutto ciò, come in Lost Odyssey sarà effettivamente visibile sullo schermo. Insomma, con queste caratteristiche che abbiamo analizzato velocemente e con un battle system che appare tutto sommato complesso e abbastanza strategico, questo titolo di tri-Ace sembra davvero molto interessante. Non ci resta che attendere.

CERTEZZE

  • Battle-System valido
  • Livello di apprendimento generale ben calibrato

DUBBI

  • Combattimenti confusionari
  • Gameplay ripetitivo