Dead Rising 2Gli Zombie fanno parte di noi 

Prima apparizione in forma giocabile per Dead Rising 2, non potevamo farci scappare l'occasione di provarlo!

Versione testata: Xbox 360

Chi se l'aspettava che le maggiori critiche al Tokyo Game Show e agli sviluppatori Giapponesi potessero arrivare proprio dall'interno? Ebbene si, un Keiji Inafune in forma sgargiante e vestito dello stesso giubbotto del protagonista di Dead Rising 2 ha introdotto per la prima volta il titolo in forma giocabile ai giornalisti presenti presso la Zest Cantina, locale con tendenze americane situato in quel di Ebisu, dove è stato organizzato un evento di presentazione sulla stessa falsariga. La perfetta situazione, insomma, per celebrare lo sviluppo del gioco, affidato ad un team americano (Blue Castle) e supervisionato dal game designer nipponico. Gli Zombie fanno parte di noi Il mercato Giapponese è in declino, gli sviluppatori non riescono a tenere il passo di quelli occidentali, ma secondo Mr. Inafune Dead Rising 2 romperà questo schema, sarà "cool" e piacerà a tantissimi videogiocatori. Dobbiamo dire invero che la presentazione sul palco ci è apparsa un po' troppo trash, supportata in maniera positiva da due bellissime "veline" Giapponesi, e da un DJ dal nome improponibile che chiedeva a gran voce ai giornalisti presenti di urlare e applaudire dinnanzi ad un Inafune che pur sempre manteneva la compostezza tipica della sua cultura. Ad ogni modo quello che conta è la sostanza, e in tal senso erano presenti una ventina di postazioni dedicate al gioco, tutte in versione Xbox 360 e con tanto di banner posto in alto, cosa che potrebbe significare che il gioco resterà esclusivo appannaggio della console Microsoft, perlomeno in forma temporale. La nostra prima sessione di gioco si è svolta a Fortune City (una sorta di Las Vegas per intenderci) e precisamente all'interno di una grossa sala giochi e da biliardo, condita da ristorante e slot machine. In pratica si trattava di grossa arena nella quale bisognava uccidere il più alto numero di zombie entro dieci minuti, sfruttando come arma i numerosissimi oggetti sparsi in ogni dove. Il sistema di controllo, come c'era da aspettarsi, è molto simile a quello del primo capitolo, ma la gestione della telecamera ci è parsa migliorata, così come il controllo di Chuck Greene, che sarà il protagonista di Dead Rising 2. Con il tasto A si salta, con la X si attacca con gli oggetti ed è possibile caricare il colpo per esecuzioni più violente e letali, ai dorsali inferiori sono demandate mira e attacchi con armi Gli Zombie fanno parte di noi da fuoco e da lancio, a quelli superiori la possibilità di girarsi velocemente da una parte all'altra, mentre con la B si raccolgono i vari oggetti con i quali è possibile interagire. In questo senso il campionario a disposizione del protagonista principale ci è parso ancora maggiore, abbiamo utilizzato infatti mitra, coltelli, mazze di ogni tipo, bottiglie, carrelli della spesa per travolgere tutto quello che abbiamo incontrato, perfino due motoseghe legate insieme con un asta, tra le armi più distruttive. La quantità di zombie presente su schermo è impressionante, l'intelligenza artificiale è ancora da migliorare mentre abbiamo potuto apprezzare il calcolo procedurale applicato agli scontri e in generale alla fisica quando si attaccano i zombie, che subiscono diverse mutilazioni in base a dove vengono colpiti. Per il resto tecnicamente il gioco, che è bene ricordare si trova ben lungi dal completamento finale, sfoggia già adesso un buon numero di poligoni e di dettaglio, mentre bisogna lavorare ancora in chiave aliasing e animazioni generali.

Terror is Reality!

Con questo altisonante titolo, Inafune ha mostrato ufficialmente il multiplayer competitivo di Dead Rising 2, e dopo una prima prova, ci è parso anche abbastanza divertente. Il nome non è messo li a caso, perché è strutturato proprio come un reality show, dove quattro giocatori (anche online) devono sfidarsi in altrettante prove per decretare l'ammazza zombie per eccellenza. Nella prima siamo stati catapultati all'interno di una sorta di flipper gigante, nel quale eravamo all'interno della classica ruota metallica con lo scopo di toccare alcuni respingenti e azionare un ingranaggio per ammazzare gli zombie presenti. Nella seconda invece lo scopo era quello di inseguire gli zombie sparsi per l'arena e vestirli letteralmente con dei cappelli, ovviamente in numero più elevato degli altri. A complicare le cose c'era la possibilità ogni tanto di utilizzare un candelotto di dinamite da lanciare su quelli non agganciati da noi, in maniera da far saltare loro il cappello. Nella terza prova ci siamo dotati di un cappello di alce, e abbiamo potuto "caricare" gli zombie per poi incornarli e farli saltare all'interno di una grossa bilancia posta alla fine del corridoio, che pesava quanti zombie erano stati scaraventati al suo interno. Dulcis in fundo, i punteggi accumulati hanno contribuito a definire le penalità, in secondi, della prova finale, rappresentata da una corsa in moto dotata di due lame affilate ai lati. Indovinate lo scopo? Quello di tagliuzzare il più alto numero di zombie entro il tempo limite, zombie presenti a centinaia se non migliaia, in un'arena composta da una pista molto grande e simile a quelle da skateboard. La nostra sessione multiplayer è durata circa 15 minuti e ci ha sicuramente soddisfatto, alla nostra richiesta se ci saranno altre prove del genere per adesso ci siamo beccati un bel no comment, ma è abbastanza chiaro che questa parte sarà più corposa e potrà essere un'aggiunta positiva dell'esperienza in singolo, che sicuramente avremo modo di apprezzare nel corso dei prossimi mesi.

Certezze

  • Divertimento assicurato
  • Tantissime armi
  • Multiplayer divertente

Dubbi

  • Ripetitività
  • Longevità
  • Storia "debole"