Just Cause 2Rico il distruttore 

Prima prova per il free roaming di Avalanche Studios. Azione, azione e ancora azione.

Versione testata: Xbox 360

Dopo un primo incontro a inizio anno e un breve ritorno di fiamma nel periodo estivo, Just Cause 2 era tornato fuori dalla portata dei riflettori così da lasciare gli sviluppatori liberi di proseguire l'immenso lavoro di implementazione dei contenuti, necessario a dare un senso agli sterminati territori offerti dall'ambientazione tropicale teatro delle vicende. Rico il distruttore Oggi, Namco Bandai Partners Italia, distributore del prodotto, ci ha dato la possibilità di metterci finalmente le mani sopra: una prova utile tanto a testare il sistema di controllo quanto a verificare la mole di diverse possibilità implementate. Le prime impressioni pad alla mano sono state positive e, nonostante alcune incertezze che andranno analizzate meglio dopo un test più approfondito, lasciano ben sperare per quello che si prospetta un titolo d'azione fortemente adrenalinico.

Un uomo e il suo rampino

L'inizio della demo coincideva con quello dell'avventura, con Rico Rodriguez e il giocatore che ne controlla i movimenti intenti a fare pratica con l'unità di misura minima della progressione all'interno del gioco: la distruzione. Lontano forse dalla raffinatezza di altre impostazioni ma fedele alla sua natura, Just Cause 2 offrirà quindi un buon numero di missioni sbloccabili creando sempre più caos, e non è un caso che proprio i primi due obiettivi dati all'utente siano quelli di mettere a ferro e fuoco un piccolo insediamento urbano e quindi una base del locale esercito, eliminando i militari e i loro mezzi ma anche le strutture come gli acquedotti o i serbatoi per la raccolta del combustibile. La prima vera missione legata alla progressione chiede di recuperare un modulo per le telecomunicazioni all'interno di un edificio governativo e porta infine a un lungo inseguimento in macchina: che si sfruttino le dinamiche da sparatutto in terza persona o quelle legate ai mezzi, il grande protagonista insieme alle armi è il rampino, rinnovato e potenziato per avere un ruolo ancora più centrale che nel primo capitolo. Lanciandolo sarà possibile agganciarsi a edifici e mezzi per portarsi su di loro, ma anche strattonare i nemici e collegare più oggetti facendoli avvicinare; proprio quest'ultima è forse la meccanica più interessante, in grado di far convergere due macchine per crearsi una copertura oppure neutralizzare un avversario agganciandolo a una parete, a un mezzo in corsa e così via. I controlli devono quindi tener conto tanto delle sessioni da shooter puro, per le quali è stato elaborato un sistema di controllo sovrapponibile a quello classico del genere, quanto di quelle più acrobatiche, con la continua alternanza tra il rampino e il paracadute sfruttabili per muoversi più rapidamente e saltare da un mezzo all'altro.

L'impressione generale è quindi quella di avere tra le mani un prodotto prima di tutto votato al divertimento, con gli obiettivi da perseguire non particolarmente elaborati così da lasciare liberi di sfruttare una quantità di differenti approcci, arrivando ad esempio da più direzioni diverse sul punto necessario a proseguire la quest e seminando il panico tanto con le consuete armi quanto seguendo strategie ben più elaborate, magari prendendo un aeroplano da turismo tramite il mercato nero - richiamabile in qualsiasi momento e dotato dell'attrezzatura più disparata, a patto di avere abbastanza denaro da spendere - per poi usarlo come veicolo fin sopra la base nemica e quindi lanciarlo verso terra, lasciandone i comandi per planare dolcemente al suolo aprendo il paracadute. Rico il distruttore Le possibilità sono infinite e, come sottolineato in passato, gli spazi enormi, tanto che Just Cause 2 è numericamente un esempio piuttosto limpido di come si costruiscono e implementano un sandbox e il relativo gameplay emergente. L'altra faccia della medaglia rischia, come ovvio, di diventare una progressione narrativa e uno scripting delle missioni limitato, ma ci sarà modo di giudicare meglio questi aspetti quando si avranno più ore di prova alle spalle. Graficamente impressionano l'orizzonte visivo e la buona varietà di scenari, mentre per il momento i modelli come loro animazioni sono nella norma e permangono alcuni problemi con la telecamera quando l'azione si fa più concitata. L'uscita di Just Cause 2 è attualmente prevista per la prima parte del 2010, prima di allora ci sarà modo di tornare a parlarne.

Certezze

  • Ambiente vastissimo
  • Tante meccaniche da combinare assieme
  • Bel primo impatto visivo...

Dubbi

  • ...anche se guardando bene c'è ancora da lavorare
  • Non sarà facile realizzare missioni con uno scripting complesso

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