IndieUnderground Vol. 27 

Finalmente un nuovo numero della rubrica che dà senso al liquido schizzato dall'acne giovanile appena scoppiato!

Come forse saprete, Activision è intervenuta sulla questione riguardante il "livello dell'aeroporto" di Modern Warfare 2. Quando sono arrivato in quella sezione, a dire il vero, non ho provato nulla di che, ma solo perché il gioco nel mio caso non è riuscito a coinvolgermi al punto da farmi sospendere il senso di incredulità. Per altri invece è stata un'esperienza scomoda; molti hanno sparato in aria. Anche alcune persone che conosco non se la sono sentita di premere il grilletto del pad. Se anche voi vi siete sentiti a disagio preparatevi, perché questo mese vi proponiamo un gioco che parla di uno stupratore. Lo stupratore siamo noi, siete voi: è il giocatore. E non può evitare la violenza. Inoltre, nonostante si tratti di pixel art, il coinvolgimento è garantito. Una cosa è vivere una scena emotivamente disturbante da spettatori, un'altra è prendere parte attivamente, seppure in modo virtuale, a qualcosa che urta la nostra sensibilità. Stupri, razzismo e violenza sui minori sono tabù nel mondo dei videogiochi. Forse perché non si sa nemmeno come integrarli in maniera verosimile, critica e senza forzature. Di certo muterebbero i termini del divertimento, non più spensierato ma "impegnato". Forse qualcosa cambierà nei prossimi anni; o forse qualcosa sta già cambiando e noi non ce ne siamo ancora accorti?

di Andrea Rubbini

Considerata la particolare natura di questa rubrica il voto assume un significato diverso rispetto a quello tradizionale: ogni mese saranno infatti proposti titoli considerati di per sé più che meritevoli. Per questo motivo il punteggio da 1 a 5 non rappresenta una scala di valore che parte dalla mediocrità più assoluta per giungere all'eccellenza, perché ogni gioco trattato si pone già una spanna sopra la media. Si tratta invece di rendere conto di quel valore aggiunto che gli sviluppatori sono riusciti a infondere nella loro opera e fornisce al lettore uno strumento aggiuntivo per approfondire la valutazione. Per tutti i numeri precedenti della rubrica, seguite questo link.

Sviluppatore: Citeremis Inc.
Tipo di distribuzione: digital delivery
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Da sapere per giocare al meglio: niente di rilevante da segnalare

Aztaka

Aztaka è un platform GDR bidimensionale dall'ambientazione precolombiana con scenari completamente disegnati a mano. La trama parla di assalti, artefatti rubati o spariti, re non morti che vogliono soggiogare gli esseri umani e di un eroe (chiamato Huitzilo) prescelto (figurarsi) che deve andare a fare un chiacchierata con gli dei per poter fermare il male che sta impestando il mondo. Underground Vol. 27 Una delle diverse città presenti nel gioco Il nostro dovrà attraversare impervie montagne, paludi piene di serpenti, laghi maledetti, villaggi in rovina, formicai giganti, grotte oscure, foreste labirintiche e così via prima di poter compiere il suo destino, ovvero mettersi a vendere pentole azteche. Armato inizialmente soltanto di una lancia, acquisirà ben presto altri poteri che lo aiuteranno nella sua missione. In primo luogo potrà sfruttare l'aiuto di un uccello che gli permetterà di eseguire delle magie. Queste ultime vanno dalle classiche palle di fuoco a vere e proprie tempeste con tanto di nuvole nere e fulmini assortiti. In secondo luogo disporrà di quattro energie differenti che gli permetteranno di superare enigmi e arrivare in luoghi altrimenti inaccessibili, oltre che di recuperare punti vita e magia. Ma torniamo sul sistema magico per illustrarne il funzionamento, abbastanza diverso da come uno se lo potrebbe aspettare. Le magie si eseguono con il mouse, ovvero, selezionata quella da lanciare, bisogna cliccare sul bersaglio o su un punto dello schermo prestabilito, e quindi sui diversi simboli che appariranno in sequenze fisse per ogni incantesimo. Nonostante l'apparente macchinosità, dobbiamo dire che il sistema funziona egregiamente, soprattutto se si sono spesi dei punti abilità per renderlo più semplice (c'è un potere apposito che aumenta il tempo a disposizione per il lancio).
Ovviamente, come in ogni GDR che si rispetti, eliminando nemici e svolgendo missioni si sale di livello. Altrettanto ovviamente, salendo di livello si ottengono i classici punti da distribuire tra le caratteristiche e le abilità. In realtà a crescere non sarà soltanto Huitzilo, ma anche il suo uccello (e giù doppi sensi). Infatti, mentre al nostro sono delegati tutti gli attributi fisici, all'uccello sono delegati quelli magici (ok, la smettiamo), crescita degli incantesimi compresa. Non mancano inoltre oggetti speciali che migliorano le caratteristiche dell'eroe e del suo uccello (ma attenti alle email che promettono miracoli... basta su, recuperiamo la dignità perduta!), oltre ad alcuni che gli danno nuovi poteri, spesso indispensabili per proseguire nell'avventura (come il doppio salto). Underground Vol. 27 Nonostante sia tempestato dai bug, che purtroppo non ci consentono di dargli un giudizio totalmente positivo, Aztaka funziona egregiamente dal punto di vista ludico e stupisce per la varietà e la ricchezza delle situazioni, oltre che degli scenari, tutti molto belli e disegnati a mano. In realtà sono la struttura di gioco stessa e il sistema di potenziamenti ben bilanciato che lo rendono appassionante e fanno passare sopra i problemi, anche se trovarsi nella condizione di dover ricaricare continuamente a causa dei bug può rivelarsi frustrante (pare comunque che sia in lavorazione una patch risolutiva di tutti i problemi e con dei contenuti extra... speriamo bene). Intanto, noi vi consigliamo di farci un pensierino sopra, perché ne vale veramente la pena. Inoltre il prezzo è veramente contenuto per quello che il gioco ha da offrire. Aztaka è un piccolo gioiello che non merita di passare inosservato (se non siete convinti potete provare la demo per rendervi conto della bontà del gioco e per scoprire se sul vostro PC dà problemi).
Underground Vol. 27

Sviluppatore: Legacy Interactive
Tipo di distribuzione: digital delivery
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Da sapere per giocare al meglio: niente di rilevante da segnalare, a parte il fatto che conviene giocare con un paio di cornetti accanto al monitor...

Murder, She Wrote

La prima vittima fu Pierpaolo. Stava entrando in redazione con in mano la copia del gioco quando andò via la luce per qualche secondo. Riattivato l'interruttore generale lo trovammo a terra con la statuetta promozionale di Ezio Auditore piantata nella schiena. Provammo a chiamare la polizia, ma qualcuno aveva tagliato il cavo telefonico. Prendemmo i cellulari, ma non c'era campo. Ci guardammo intorno con circospezione. Che fare? Tra di noi c'era un assassino, ma avevamo un lavoro da fare: testare Murder, She Wrote, più conosciuto in Italia come il gioco della Signora in Giallo, aka Jessica Fletcher. Infilammo il DVD nel lettore (sì, non fate quelle facce, lo sappiamo che il gioco si scarica da internet, ma così è tutto più drammatico) e avviammo l'installazione. Underground Vol. 27 Andò di nuovo via la luce. Riattivammo l'interruttore generale e trovammo il Tagliaferri riverso al suolo, morto soffocato da dieci babà infilati in bocca. Il Rubbini disse: "Ingordo" e avviò il gioco (ma non era andata via la luce? Vabbé, è fiction). Sullo schermo apparve il faccione sorridente della Fletcher. Sentimmo un urlo provenire dal piano di sotto. Uno degli scaffali del magazzino di Multiplayer.it era finito sulla testa di xxx (caro lettore, qui puoi divertirti ad inserire il nome del redattore di Multiplayer.it che odi di più). Cosa stava accadendo? Intanto il Rubbini era andato avanti con il gioco (che per la cronaca è il classico casual game in cui bisogna trovare gli oggetti nascosti e che abbiamo recensito solo per poter scrivere questo delirio) e tra lui e la porta di uscita c'erano altri tre cadaveri di tre perfetti sconosciuti passati in redazione soltanto allo scopo di morire (bisogna sempre cercare il proprio ruolo nella vita). Dopo qualche minuto andò via di nuovo la luce. Riaccendemmo per l'ennesima volta l'interruttore generale. Fortunatamente non era morto nessuno, a parte il Pellegrini che, colto da un raffreddore fulminante, era stato costretto a fare delle inalazioni di cianuro. Intanto il Rubbini giocava, giocava e giocava, trovando oggetti nascosti e seguendo le indagini della Fletcher. La vittima successiva fu Tanzen, trovato impiccato in bagno con le estension di Pierpaolo. Fu in quel momento che il Moioli, Salatiello e il Rubbini si guardarono. Erano rimasti solo loro tre in redazione (oltre a chi sta scrivendo... ma non fa testo, ovvero lo fa perché lo scrive ma non lo fa perché non prende parte all'azione... vabbé, avete capito) e potenzialmente tutti potevano essere l'assassino: il Moioli era l'unico che aveva il codice segreto del necessaire di Pierpaolo dove si trovavano le estension; i babà riconducevano inevitabilmente a Salatiello, mentre solo il Rubbini aveva il potere di far crollare uno scaffale distante diversi metri con la forza emanata dalle sue sopracciglia. Fu allora che il Rubbini ebbe una grande idea. Uscì dal gioco della Fletcher, avvio il browser e aprì Facebook. Come tutti gli assassini che si rispettino, anche il nostro aveva aggiornato il suo stato vantandosi delle sue gesta criminali:
Underground Vol. 27
La resa dei conti era infine arrivata.
Poi entrò Pucci in redazione e tutti i cadaveri tornarono miracolosamente a lavorare.
Cos'altro rimane da dire su Murder, She Wrote che non abbiamo già detto? Ah, ecco: se avete una nonna che volete eliminare immanentemente, questo è il gioco che fa per voi. In alternativa potete invitare a cena direttamente la Fletcher.
Underground Vol. 27

Sviluppatore: Amon26
Tipo di distribuzione: Freeware
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Da sapere per giocare al meglio:Lo shotgun si direziona con il mouse. L'eroina non è un essere umano e lo impugna in modo strano. Ve lo diciamo perché non c'è nessun puntatore, e potreste trovarvi a sparare per terra come abbiamo fatto noi per dieci lunghi minuti.

Au Sable

Amon26 è l'autore di All of Our Friends Are Dead e a giudicare dalla sua ultima fatica, deve avere un debole per le atmosfere horror e gotiche. Au Sable è un gioco oscuro, più evoluto rispetto al già citato AOFAD, e una spanna sopra rispetto ai molti platform che spuntano come funghi nella scena indie. Partiamo dalla colonna sonora: ce ne vuole per trovare musiche che tendano i nervi come quelle di Au Sable. L'atmosfera morbosa e malata entra presto sottopelle, facendoci sprofondare in un incubo popolato di demoni, esseri umani sacrificati su altari lordi di sangue, e visioni che si mescolano ai flashback di un angosciante passato. Underground Vol. 27 All'inizio l'eroina dai capelli rosso sangue è capace solo di saltare, sebbene con una certa eleganza di controlli, ma ben presto si trova tra le mani un fucile, indispensabile per farsi strada tra le legioni dei morti.
Con il fucile possiamo anche sfondare le porte e attivare alcuni oggetti. Qua e là sono sparsi degli occhi che, se attivati, ci consentono di accedere a una nuova sezione del livello. I nemici sono creature mostruose, talvolta di notevoli dimensioni. Amon26 ha escogitato soluzioni economiche ma molto efficaci per dare vita ad alcuni esseri particolarmente originali, come la massa tentacolare che ci insegue dall'alto durante una sezione in caduta libera. Il gioco non è lunghissimo, ma vanta alcuni momenti da brivido, come la sezione delle tre campane dissonanti. Provate ad ascoltarne i rintocchi e vi troverete incollati alla sedia con gli occhi sgranati. Riuscire a instillare un senso di autentica angoscia non è cosa da poco per un gioco realizzato in pixel art. Inutile dire che ve lo consigliamo senza riserve.
Underground Vol. 27

Sviluppatore: Paul Greasley
Tipo di distribuzione: Freeware
Sito di riferimento: N/D Download:: Link
Da sapere per giocare al meglio:Il gioco è adatto a un pubblico con un minimo di sale in zucca, se perliamo di adolescenti. Per i maggiorenni nessun problema (si spera), mentre i bambini possono tranquillamente aspettare una decina d'anni prima di giocare a Edmund.

Edmund

Nel corso di questo commento vi riveleremo un colpo di scena cruciale, perché da quello si sviluppa Edmund. Se lo tralasciassimo, non potremmo neppure parlarne, e quando un redattore scrive meno del dovuto, Umberto si attiva con mezzi di tortura medioevali. Fine delle facezie: con Edmund non è il caso. Il gioco si apre con una schermata inquietante, trattata con un effetto che la fa sembrare una pellicola in bianco e nero. Ci sono due personaggi: Edmund e Michael. Noi cominciamo il gioco nei panni di Edmund, che sale a bordo del taxi di Michael per raggiungere un sobborgo di Detroit. Lì incontra una ragazza sola alla fermata dell'autobus. Dopo un breve dialogo, riprendiamo il controllo di Edmund. Scopriamo subito che l'unica azione che riusciamo a compiere è quella di mollare dei ceffoni. Esploriamo un po' la schermata e ci troviamo presto in un vicolo cieco. Non è che... Già, non abbiamo scelta: dobbiamo picchiare la ragazza.
Underground Vol. 27 Dopo alcuni schiaffi la vediamo che striscia per terra cercando di allontanarsi da noi. Ancora una volta dobbiamo interagire con lei; questa volta per stuprarla. Quando abbiamo giocato Edmund la prima volta non eravamo al corrente dei contenuti, e siamo rimasti di ghiaccio, è il caso di ammetterlo. Dopo la violenza comunque, vestiamo i panni di Michael. Al contrario di Edmund, Micheal è armato, e parte per dare la caccia all'assalitore. Del tassista sappiamo solo che è stato in guerra, e che l'esperienza del campo di battaglia, o qualcosa che ha compiuto, ancora lo turba. C'è comunque un legame tra Edmund e Michael, anche se resta oscuro. Cosa succederà da qui in poi non ve lo diciamo, ma vi anticipiamo che ci sono diversi finali, tutti da provare. Forse Michael è la coscienza di Edmun, o forse Edmun ha due personalità. Impossibile dirlo con certezza. Il gioco è tutto qui, e in termini di gameplay è senza dubbio minimale, ma sfonda coraggiosamente un muro che si sta facendo sempre più sottile. Nei prossimi anni potremmo trovarci ancora costretti a compiere azioni virtuali che ci mettono a disagio: saremo pronti ad accettarlo?
Underground Vol. 27

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