Aliens Vs PredatorIl buono, il brutto e il cattivo 

Rebellion torna alla carica con il remake del primo Aliens Vs Predator, questa volta ancora più cruento.

Versioni testate: PlayStation 3 e Xbox 360

Da film a videogioco, da videogioco a film. Trapassi che nella storia non hanno avuto mai vita facile per svariati motivi, che però non sempre sono stati riconducibili a una semplice forza o a un'unica causa. Il buono, il brutto e il cattivo Eppure, come in ogni categoria, c'è sempre un'eccezione che in qualche modo si erige sulle spalle la responsabilità di confermare la regola: spulciando in mezzo ai tantissimi franchise "sporcati" da un passaggio all'altro, spicca Aliens Vs Predator, sparatutto in soggettiva sviluppato da Rebellion, esordito su PC nel 1999 e ispirato all'omonima pellicola cinematografica.
Per la precisione, l'intero franchise deriva in realtà da un racconto scritto dalla penna di Randy Stradley per il fumetto Aliens Vs Predator, pubblicato tra il 1989 e il 1990. Ma non siamo qui per ricavare l'excursus storico dell'eterna lotta tra l'alieno e il predatore, bensì per esaminare il nuovo lavoro della software house Rebellion, che a dieci anni di distanza ripropone quello che fu il proprio cavallo di battaglia in una veste consona alla nuove generazione di piattaforme ludiche.

Campagna e personaggi

Alieno, predatore, umano. Tre distinte specie, per altrettante campagne separate. È intrigante la prerogativa su cui si basa il single player dell'ultimo episodio della software house originaria di Oxford. Sulla versione per PlayStation 3 pervenutaci, che contiene praticamente il codice definitivo anche se orfano di parecchi capitoli rispetto a quella che sarà la release completa, abbiamo avuto modo di mettere alla prova la componente offline dell'avventura, ma non solo, perché grazie a un evento organizzato da Halifax a Milano è stato possibile assaggiare anche il versante multiplayer online, per il quale è stato organizzato un simpatico e costruttivo lan party con gli stessi sviluppatori e alcuni colleghi di altre testate. Gran parte del successo dell'originario Aliens Vs Predator era derivato dai numerosi approcci possibili, ricchi di spunti ma soprattutto dotati di un gameplay immersivo e distinto sulle tre classi, caratteristica che gli aveva permesso di essere uno degli FPS più giocati dell'epoca. Questo remake - perché di fatto di una riedizione si sta parlando - pur presentando un considerevole aspetto da classico sparatutto online dispone anche di una curata campagna, costruita sotto il segno della paura, del timore e dello spavento come il più convinto dei survival horror.
Le tre vie percorribili sono ovviamente correlate ai tre personaggi principali, i quali presentano un proprio percorso ben definito e strettamente legate alle capacità contundenti, che si rifanno con precisione a quelle della controparte cinematografica. C'è l'alieno: estremamente rapido, può scivolare tra una parete e l'altra grazie a una sorta di trasporto fisico richiamabile in qualunque momento ed esibisce la massima pericolosità nel corpo a corpo con i suoi artigli e la temibile coda. L'umano, un marine che fisicamente non mostra particolari doti, è armato fino a denti e, dal punto di vista del gameplay, assume sostanza nello scontro dalla distanza grazie alla gittata di pistole e fucili di ogni genere e tipo. Infine, il predatore, una sorta di miscela delle altre due classi, che dispone di mezzi sufficienti per rendersi mediamente pericoloso sia dalla distanza che nel corpo a corpo: tra il suo arsenale non mancano il raggio al plasma, l'invisibilità e il dispositivo di rilevamento del calore, tutti elementi "storici" tratti dal film.
Sia il predatore che l'alieno, inoltre, detengono nel proprio bagaglio la fatality, ovvero una mossa definitiva attuabile solo quando ci si trova perfettamente alle spalle del nemico oppure lo si è ridotto in fin di vita. Il buono, il brutto e il cattivo Di certo molto spettacolare, oltre che sinceramente cruenta, questo colpo fatale è però in sostanza un'arma a doppio taglio: se da un lato consente di eliminare il nemico con la pressione di un solo tasto, dall'altra lascia completamente scoperti per due o tre secondi, pochi in valore assoluto, ma sufficienti per prestare il fianco a un terzo nemico nei paraggi. In definitiva si tratta di una mossa che va utilizzata con estremo giudizio.
Ciò che sicuramente pare di maggiore interesse per l'ultima fatica di Rebellion, è la possibilità di intraprendere i capitoli di ciascuno dei tre personaggi in modo totalmente autonomo. Le tre storie, che si incrociano spesso e volentieri durante il loro corso, diventano così una sorta di serie a puntate, nel quale è possibile seguire/interpretare l'evolversi delle vicende dai tre punti di vista a proprio piacimento.

La componente multiplayer

L'evento di Aliens Vs Predator, che ha avuto luogo presso l'hotel Sol Melià di Milano, è stato utile per mettere finalmente in luce anche ill comparto multiplayer della produzione, per il quale Halifax e Rebellion hanno allestito una quindicina di postazioni collegate ad altrettante console Xbox 360. Grazie alla presenza di Tim Jones, project lead di Aliens Vs Predator, ci siamo tuffati immediatamente nel sanguinolento mondo ricreato dagli sviluppatori per testare a fondo tutte le modalità di gioco, sette, piuttosto godibili e ben plasmate con le varie caratteristiche offerte sul piatto del gameplay. C'è da dire che le modalità pianificate da Rebellion si compongono di un certo fattore stealth, sia per quanto riguarda l'organizzazione tattica delle missioni, sia per quanto concerne la disposizione concreta delle mappe. Il buono, il brutto e il cattivo Abbiamo quindi iniziato la nostra prova sul campo con "Caccia Predator", la prima delle modalità disponibili. Di tutti gli utenti collegati a questa partita, uno solo viene scelto come predatore, mentre gli altri vengono equamente divisi come marine dello stesso team. La sfida comincia, e i vari umani devono aggirarsi per la mappa cercando di colpire e uccidere il predatore, il quale, a sua volta, deve cercare di fare altrettanto con i malcapitati umani. Qualora un marine riesca nell'impresa di uccidere il predatore, dopo un veloce time-out sostituirà il giocatore precedente nelle vesti del temibile agressore, e così via per un tempo stabilito. La seconda modalità provata, Infestazione, si mantiene sulla falsariga della precedente: propone infatti le medesime dinamiche, ma con una sostanziale variante. Al posto del predatore c'è l'alieno, e ogni volta che un marine viene ucciso rimane contagiato trasformandosi in un alien, fino a che la totale "dinastia umana" presente nella partita non viene estirpata a favore di nuovi alieni, che nascono così uno dopo l'altro.
Il buono, il brutto e il cattivo Le sopra citate sono senza dubbio le due modalità maggiormente accattivanti, che avvicinano l'esperienza quanto più possibile alla reale storia di Aliens Vs Predator. A disposizione del giocatore ci sono poi il classico dominio (lotta per il controllo di più punti di uno stesso livello), il deathmatch tra stesse specie, quello tra specie miste, l'orda, molto simile a quella già vista in Gears of War 2, e infine la Partita Mortale, ovvero la gara a chi uccide più nemici possibili in un determinato tempo prestabilito, per un totale, come detto, di sette tipi diversi di gioco.
Un'ultima menzione va al comparto grafico del titolo, molto accattivante - anche se tecnicamente un po' povero - sia in single player che in multiplayer. La varietà delle locazioni è piuttosto evocativa: si passa infatti dalla giungla, perfetta platea del predatore, ai numerosi e claustrofobici corridoi, patria natale dell'alieno. Poca, come prevedibile, è l'interazione con l'ambiente di gioco, gli ottimi effetti luce mascherano un aspetto estetico sicuramente non straordinario - in particolare per le texture un po' scialbe e l'anti-aliasing non molto efficiente - ma comunque soddisfacente, al quale è legato invece un sonoro degno del miglior film.

Intervista a Tim Jones, project lead

Multiplayer.it: Ciao Tim, piacere di conoscerti.
Tim Jones: Ciao, il piacere è mio.

M.it: Sono passati undici anni dal precedente franchise, le tecnologie a disposizione degli sviluppatori si sono enormemente evolute, ma qual è la differenza più eclatante tra il vecchio e il nuovo Aliens Vs Predator?
TJ: Non è facile fare un paragone del genere. A parte le caratteristiche tecniche, è forse l'essenza stessa della produzione a essere cambiata. L'approccio, forse grazie al fatto che il titolo è stato sviluppato anche su console, consente a qualunque tipo di giocatore di relazionarsi con il gioco, anche solamente per poche ore. La precedente era stata una produzione mirata alla soddisfazione di giocatori hardcore, mentre Aliens Vs Predator può accogliere senza problemi anche i giocatori così detti casual. Ciò nonostante, gli utenti più esperti ed esigenti sapranno ugualmente apprezzare il nostro lavoro, perché la profondità del gameplay è tale da garantire più approcci, appunto per tutti i tipi di giocatori, professionisti oppure occasionali.

Il buono, il brutto e il cattivo M.it: Ci sono tre strade differenti: l'uomo, l'alieno e il predatore. In che modo queste vie influenzano il gameplay?
TJ: Le tre specie sono il fulcro di tutto. Abbiamo studiato ogni minimo dettaglio intorno alla gestione di questi aspetti. Ciò consente a ciascun giocatore di determinare, tramite lo svolgimento delle tre campagne, il proprio prospetto prediletto, per poi riutilizzarlo nelle tante modalità multiplayer disponibili. È fantastico passare da un personaggio all'altro; ognuno, in pratica, equivale quasi ad avere un gioco a sé stante.

M.it: Non c'è il rischio che ci sia un certo sbilanciamento tra una classe e l'altra, soprattutto a sfavore dell'umano e in particolare durante le sessioni multiplayer online?
TJ: No, non credo ci possa essere un rischio di questo tipo. Le tre specie sono molto differenti tra di loro, ma ognuna è pensata per avere tanti punti di forza ma anche molti punti deboli. Il buono, il brutto e il cattivo Dopo poche ore di gioco tutti i giocatori si potranno rendere conto che specializzarsi in una classe potrà renderlo competitivo al pari delle altre. Per quanto riguarda il marine, non dimentichiamoci che si muoverà spesso in gruppo, di fatto una grande minaccia sia per il predatore che per l'alieno.

M.it: Il titolo è sviluppato anche su console di nuova generazione. Rispetto alla controparte PC, che differenze ci sono?
TJ: Sostanzialmente i giochi sono identici anche se, ovviamente, chi possiede un PC performante potrà agire sulla risoluzione e sui frame per secondo, in modo da avere un impatto grafico superiore rispetto a quello più "statico" delle console. Forse la più grande differenza risiede nella presenza, per la versione PC, dei server dedicati per le sessioni multiplayer online, assenti, invece, su Xbox 360 e PlayStation 3, le quali adotteranno un classico sistema di assegnamento dell'host in base alla connessione dei partecipanti alla partita.

M.it: Rebellion ha più volte confermato il rilascio di una demo. Puoi dirci qualcosa di più preciso?
TJ: Sì, una demo è assolutamente prevista, purtroppo, a oggi, non posso rivelare né il giorno in cui sarà distribuita né tantomeno il contenuto che sarà disponibile al suo interno. Posso però confermare che la versione dimostrativa uscirà prima dell'esordio ufficiale di Aliens Vs Predator sul mercato.

M.it: Perfetto, Tim, grazie delle disponibilità, è stato un piacere, a presto.
TJ: Grazie a voi e un saluto a tutti i lettori di Multiplayer.it!

Certezze

  • Quasi tre giochi in uno
  • Atmosfera alla survival horror
  • Multiplayer azzeccato...

Dubbi

  • ... Ma con solo tre personaggi
  • Graficamente non eccelso

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