Scimmia e più scimmia  38

Dopo il primo impatto dell'E3, facciamo nuovamente una prova sul campo di Donkey Kong Country Returns: e la nostalgia si impenna!

Donkey Kong Country Returns è stato accolto dai fan come una delle novità più gradite del ricchissimo E3 di Nintendo, e a ragione: non solo si tratta del reboot di una delle saghe platform più amate di tutti i tempi, ma segna anche il ritorno di quei Retro Studios tanto osannati per il lavoro fatto sulla serie di Metroid Prime. E' dunque con grande piacere che, dopo la breve esperienza di gioco della demo di Los Angeles, ci siamo nuovamente calati nei pelosi panni dello scimmione con la cravatta, per provare tutti e quattro i livelli offerti dalla versione di prova realizzata per la GamesCom.

Bananarama

Per larga parte, Donkey Kong Country Returns è un remake duro e puro dell'originale per SNES: il gioco è dunque un platform a scorrimento orizzontale pieno di banane da raccogliere, nemici da eliminare saltandoci sopra, barili esplosivi e sezioni bonus nascoste all'interno dei vari stage. Ciò nonostante, vi sono diverse concessioni a scelte di design più moderne, che Retro Studios ha saputo amalgamare alla perfezione con la struttura di base del gioco. Nel corso dei quattro livelli di cui era composta la demo, abbiamo potuto apprezzare alcuni fulgidi esempi di semplici puzzle ambientali che però riescono concretamente ad arricchire l'esperienza ludica: in un frangente ci è capitato di dover lavorare su due piani di scorrimento distinti, azionando su di uno il detonatore della dinamite che apriva un passaggio sull'altro; in un'altra occasione abbiamo richiamato l'attenzione di una balena sullo sfondo la quale, tuffandosi in acqua, sollevava un'onda che ci ha consentito di raggiungere piattaforme altrimenti inaccessibili. E questi sono solo due esempi di quello che verosimilmente -visto soprattutto l'ottimo curriculum degli sviluppatori- costituirà il pane quotidiano di Donkey Kong Country Returns. Il processo di rinnovamento ha coinvolto anche il ruolo di Diddy Kong nell'economia di gioco, non più semplice comprimario ma capace di interagire con il protagonista sfruttando varie abilità, anche se la demo lo vedeva unicamente utilizzare un jetpack per poter planare a seguito di un salto. Come impongono le esigenze attuali, non manca la possibilità di affrontare l'avventura in due giocatori: al momento attuale il multiplayer era esclusivamente di tipo cooperativo, ma non è escluso che nel prodotto finale faccia capolino anche qualche aspetto competitivo. Un puro omaggio all'originale Donkey Kong Country è invece il grande ritorno degli stage a bordo dei carrelli da miniera, di cui la demo forniva un assaggio: come in passato, anche qui il leit motiv è quello di sfrecciare a tutta velocità saltando da un binario all'altro, evitando nemici e burroni e raccogliendo al volo ogni bonus che si incontra sulla propria strada. Teniamo a sottolineare che, rispetto alla versione mostrata all'E3, Donkey Kong Country Returns ci è parso leggermente più incarognito per quanto riguarda il livello di difficoltà, un'ottima notizia per i nostalgici che presumibilmente si troveranno per le mani un platform impegnativo tanto quanto i classici a 16-bit. Oltre a risultare tutti gradevoli e divertenti, i quattro livelli che abbiamo provato hanno anche contribuito a fare da showcase per il tenore grafico che è lecito aspettarsi dal prodotto finale: al di là delle ottime animazioni e dell'impeccabile utilizzo dei colori, siamo rimasti colpiti dalla varietà di scenari e di situazioni che ci si sono presentate davanti, e dalla ricchezza dei fondali, costantemente impreziositi da qualche elemento divertente quando non addirittura spettacolare (vedi la balena di cui sopra). Insomma, anche a questa GamesCom, Donkey Kong Country Returns ha dimostrato di potersi candidare tranquillamente come uno dei nomi che i fan Nintendo possono segnarsi sul taccuino dei futuri acquisti.

Anteprima E3 2010

Se si escludono coloro che nel 1994 non erano ancora nati o erano troppo piccoli per dedicarsi ai videogames, è impossibile non ricordare con affetto Donkey Kong Country, platform game per SNES che riuscì ad imporsi come il terzo titolo di maggior successo per il 16-bit Nintendo,

alle spalle di duemostri sacri come Super Mario World e Super Mario All-Stars. Ebbene, dopo anni di silenzio è finalmente giunto il momento di salutare il ritorno della serie con questo Donkey Kong Country Returns, titolo che pare orientato al rispetto della tradizione ma senza lesinare in qualche piacevole concessione alla modernità. Il gioco faceva la sua bella figura all'interno dello stand Nintendo, ed ovviamente abbiamo subito colto l'occasione per metterci le mani sopra.

Retrogaming

Per lo sviluppo di Donkey Kong Country Returns, Nintendo si è affidata alle abili mani di Retro Studios, team che ha già ampiamente dimostrato la propria capacità di rilanciare brand storici con l'eccellente lavoro svolto con la serie di Metroi Prime. Stando alla demo presente in fiera, la strada intrapresa dagli sviluppatori sembra vincente, divisa equamente tra fedeltà al classico gameplay e introduzione di meccaniche che sfruttino le potenzialità di Wii. Il gioco è a tutti gli effetti un platform bidimensionale condito di tutti gli elementi che hanno fatto la fortuna della serie originale su SNES: nei panni di Donkey Kong, l'utente attraversa i vari livelli raccogliendo banane, zompettando tra una piattaforma e l'altra ed eliminando nemici sfruttando l'immortale tecnica del salto in testa. Fanno il loro gradito ritorno anche i celebri barili-cannone, sparsi nel corso degli stage ed utili a raggiungere determinate parti dello scenario o sezioni bonus. Immancabile poi la presenza di Diddy Kong, che in questa nuova versione pare assumere un ruolo da comprimario ben definito: nel livello che abbiamo avuto il piacere di provare, Diddy poteva far svolazzare Donkey Kong per brevi tratti sfruttando un jetpack, ma nel prodotto finale le sue abilità dovrebbero essere particolarmente diversificate. In termini di sistema di controllo, l'opera Retro sfrutta la combo Nunchuck e Remote anche se si tratta di un platform 2D, perché alcune feature richiedono lo scuotimento di entrambe le periferiche per effettuare alcuni azioni context-sensitive: nella nostra prova, abbiamo agito in questo modo per rompere dei blocchi di roccia con una potente manata, ma anche per raccogliere alcune piante che nascondevano bonus. Se lo schema di gioco è comunque improntato alla tradizione, lo stesso non si può dire di una veste grafica colorata, vivace e per certi versi spettacolare, che sfrutta bene l'hardware non certo irresistibile di Wii: il gioco -interamente poligonale- ci ha mostrato fondali ricchi di vita, cambi d'inquadratura dinamici e qualche simpatico evento scriptato atto a movimentare un po' le cose, il tutto gestito senza alcuna incertezza dal motore grafico. Certamente il valore globale del prodotto andrà valutato anche sulla base della sua durata e di eventuali extra utili a preservarne il replay value, ma per ora non possiamo che essere guardare con fiducia all'uscita di Donkey Kong Country Returns, un prodotto che più classico non si può e che proprio per questo ci è risultato particolarmente gradito: il tutto per buona pace degli hardcore gamers Nintendo che avevano paura di una deriva troppo commerciale dell'azienda giapponese...

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CERTEZZE

  • Gameplay divertente come l'originale
  • Una bella selezione di stage ed extra

DUBBI

  • Potrebbe dire poco ai giocatori più giovani