GoldenEye 007L'importanza di chiamarsi Bond 

Torniamo ad occuparci di GoldenEye 007, remake del classico per Nintendo 64 ad opera di Eurocom. Ecco le nostre impressioni aggiornate dalla GamesCom.

Nonostante l'uscita prevista per Novembre, all'interno dello spazio Activision non era ancora consentito toccare con mano il single player di GoldenEye 007, rifacimento in sviluppo presso gli studios di Eurocom: ci siamo dunque dovuti accontentare della dimostrazione di un livello inedito della modalità campagna e dell'ennesima partita multiplayer che comunque ha dato segnalazioni incoraggianti circa la qualità che dovremmo trovare nel prodotto finale.

A spasso nella foresta

Dopo una breve introduzione alle caratteristiche principali del titolo (per una rinfrescata di memoria fate tranquillamente riferimento al nostro report dall'E3 che segue), ci è stato mostrato uno stage ambientato in una foresta che poco o nulla aveva a che fare con quanto visto nell'originale per Nintendo 64: come ci ha confermato il producer del gioco, lo sceneggiatore è lo stesso che aveva lavorato per GoldenEye, ma la storia è stata leggermente rivista per poter consentire agli sviluppatori di avere una maggiore libertà d'azione nella costruzione dei livelli. L'importanza di chiamarsi Bond Si partiva con una cutscene in prima persona nella quale Bond, a bordo di un aereo che sorvolava una foresta, veniva colpito da un missile e veniva costretto ad un atterraggio di fortuna in mezzo agli alberi, per ritrovarsi ben presto braccato dai nemici. Lo scenario è stato scelto appositamente per sottolineare alcune meccaniche nuove rispetto alla dimostrazione vista all'E3, in primis l'immancabile componente stealth. Facendo riferimento al comodo radar piazzato nell'angolo basso dello schermo, Bond può avvicinare i nemici alle spalle e stordirli, oppure può sfruttare la sua fida pistola con silenziatore per eliminarli a suon di headshot: nel caso di due o più avversari vicini, il gioco dà all'utente una manciata di secondi di margine tra un'esecuzione e l'altra, in modo tale che sia possibile eliminare piccoli gruppi prima che questi abbiano modo di chiamare rinforzi. Se si viene scoperti, invece, la cavalleria non tarda ad arrivare: nel corso della dimostrazione, abbiamo visto dapprima giungere un manipolo di soldati a piedi, e poi addirittura un elicottero dal quale sbarcavano nemici dotati di miglior equipaggiamento in termini di protezioni ed armi. Tale situazione è stata deliberatamente scatenata dal producer del gioco per farci osservare queste routine, ma a dire il vero l'intelligenza artificiale degli avversari non ci è parsa particolarmente brillante, sia in termini di percezione visiva sia auditiva. Ad ogni modo, c'è stato tempo anche per vedere in azione uno dei gadget di Bond, ovvero il suo cellulare multifunzione: in questo caso si è rivelato utile per hackerare i terminali che controllavano le torrette nemiche, ma è sicuro che nell'avventura completa ci saranno diverse occasioni per metterlo ulteriormente all'opera. Sul fronte della realizzazione tecnica pura e semplice, GoldenEye 007 si conferma come un prodotto assolutamente sopra la media Wii, forte di un motore che muove scenari abbastanza complessi e modelli poligonali più che discreti senza dare segni di cedimento, il tutto con un'ottima colonna sonora in stile Bond e le voci originali di attori del calibro di Daniel Craig e Judi Dench. Anche stavolta è stato usato un Classic Controller per giocare la demo, ma ci è stato confermato che le opzioni contempleranno la celebre accoppiata Remote + Nunchuck (ma qui l'affidabilità sarà tutta da verificare) e addirittura il supporto per il Wii Zapper. In conclusione, stiamo stati invitati ad un veloce deathmatch in split screen per verificare la solidità della componente multiplayer, sulla quale ovviamente Activision punta molto: la struttura sembra essere più che valida, forte di diverse modalità vecchie e nuove e tutta una seria di modificatori con i quali personalizzare le partite, che saranno fruibili sia in forma locale sia online. Per quanto riguarda l'azione vera e propria, in quattro il gioco si manteneva comunque fluido e godibile, e l'arena protagonista della demo ci è parsa sufficientemente vasta e complessa. Un titolo da tenere d'occhio dunque, con il rischio però che possa discostarsi un po' troppo dai binari dell'originale, finendo per scontentare i nostalgici più intransigenti.
L'importanza di chiamarsi Bond

Anteprima E3 2010

L'annuncio di un remake di GoldenEye 007 era trapelato già da qualche tempo, ma l'E3 è stata per Activision l'occasione perfetta per presentare al mondo questo remake in cantiere presso gli studios di Eurocom: oltre allo showcase nel corso della conferenza Nintendo, il gioco era presente in fiera, e in un incontro a porte chiuse abbiamo avuto modo di dare un'occhiata sia alla campagna in singolo sia al multiplayer per quattro giocatori tramite split screen.

Cambio di protagonista

L'importanza di chiamarsi Bond Tanto per sgomberare il campo da eventuali dubbi, chiariamo subito in che modo GoldenEye 007 rinnova le cose per quel che riguarda il setting dell'avventura in single player: la storia rimane ovviamente la stessa, ma l'avatar di Pierce Brosnan è stato sostituito da quello -molto più attuale- di Daniel Craig, attore che al momento riveste il ruolo cinematografico di James Bond. Il corso dei livelli dovrebbe invece rimanere fondamentalmente lo stesso, anche se la demo ha permesso di saggiare uno stage caratterizzato da numerose cutscenes ed eventi scriptati che non facevano parte del gioco originale: a detta di Eurocom, si tratta di un'aggiunta realizzata al preciso scopo di rendere il feeling dell'avventura più attuale, una scelta che ci sentiamo di condividere senza riserve. Dal punto di vista grafico, ovviamente ci troviamo di fronte ad un titolo che è stato riscritto dall'inizio alla fine e che si presenta piuttosto bene nel contesto del panorama Wii: solidi i modelli poligonali e buono il livello di dettaglio delle ambientazioni, peraltro ricche di elementi distruttibili. Nel corso dello stage oggetto della demo abbiamo avuto modo di notare alcune situazioni interessanti, adottate sempre allo scopo di rendere l'esperienza quanto più possibile varia e al passo coi tempi: in un particolare frangente ci siamo dunque trovati impegnati prima a sfondare una porta e ad eliminare i nemici presenti nella stanza (agevolati dall'immancabile effetto slow motion) e poi ad analizzare l'area con il nostro super-palmare alla ricerca di indizi utili per la missione. Di fronte a questa pletora di aggiunte e migliorie, ci è parsa un po' stridente la decisione da parte di Eurocom di mantenere inalterato un sistema di controllo che beneficerebbe senz'altro di una rinfrescata: il nostro playtest è stato però effettuato con un Classic Controller, quindi ci riserviamo di attendere il prodotto finale per verificare l'esistenza di impostazioni più confortevoli. Tornando sulle note positive, Activision non si è certamente dimenticata del comparto multiplayer, fiore all'occhiello dell'originale per Nintendo 64: GoldenEye 007 in questo senso vanterà la bellezza di 16 modalità di gioco e di oltre 40 personaggi selezionabili, il tutto supportato sia dal doppio split screen sia dalla connessione wi-fi di Wii. Abbiamo avuto il piacere di lanciarci in una sessione locale in deathmatch contro altri tre utenti, e tra un frag e l'altro (la concorrenza, manco a dirlo, è stata letteralmente annichilita) ci è sembrato estremamente palpabile il feeling con il vecchio titolo Rare, anche se il motore grafico prestava il fianco a qualche rallentamento. C'è ancora tempo fino a Novembre, quindi la speranza è che Eurocom riesca a risolvere questi problemi prima dell'uscita del gioco sul mercato. Allo stato attuale delle cose, comunque, GoldenEye 007 sembra avviato sulla buona strada, e potrebbe funzionare bene sia come fan service sia come FPS a sé stante. Restate sintonizzati per ulteriori aggiornamenti.

Certezze

  • Comparto tecnico all'altezza
  • Innovazioni ragionate e ben implementate

Dubbi

  • Sistema di controllo non esaltante
  • Il confronto con un mostro sacro è sempre difficile

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