Scott Pilgrim Vs. The World16bit Forever! 

Scott Pilgrim arriva su console e ci riporta indietro nel tempo e alle atmosfere da sala giochi di venti anni fa!

Versione testata: PlayStation 3

Una raccomandazione per gli under 30. Questo titolo non fa per voi, o meglio, non rappresentate il suo target di riferimento. Scott Pilgrim vs. The World è un picchiaduro a scorrimento che sembra uscito direttamente da una fumosa sala giochi dei primi anni 90, le scelte stilistiche retrò sono un tripudio di pixel squadrettati e bitmap cromaticamente esagerati, animazioni limitate e musichine dal vago sapore midi pompate a tutta forza. 16bit Forever! Questo non vuol dire che Scott Pilgrim sia un gioco brutto da vedere, tutt'altro! Il lavoro svolto da Ubisoft Montreal sprizza stile e "ricerca delle fonti" da ogni singolo pixel, e riuscendo a recepire tutte le chicche e gli easter eggs inseriti dagli sviluppatori un costante sorriso si stamperà per tutto il tempo sulla faccia del giocatore. Scott Pilgrim è un tie in di un film, il quale a sua volta è la traduzione in pellicola di un fumetto di successo. La cosa interessante di questa triplice produzione è che il tutto è basato su solide fondamente videoludiche. La storia è piuttosto semplice, Scott Pilgrim, il classico sfigato/nerd che (al cinema interpretato per l'appunto da Michael Cera) per conquistare la sua amata, tale Ramona, deve sconfiggere i suoi precedenti ex fidanzati, caratterizzati come veri e propri boss di fine livello. Come se non bastasse poi l'universo creato dall'autore Bryan Lee O'Malley fa continui riferimenti all'epoca 8/16 bit, tanto nei nomi quanto nella messa in scena, normale insomma che il tie in del tie in mantenesse forti e visibili le sue origini videoludiche, se così possiamo chiamarle.

Un pò Capcom, un pò Technos

Pad alla mano fino ad un massimo di quattro giocatori possono aiutare Scott nella sua battaglia per Ramona, le meccaniche di gioco sono quelle tipiche del genere, ma con un paio di aggiunte che svecchiano un po' il gameplay, altrimenti non ci sarebbe nessuna differenza con un Double Dragon qualsiasi. Gli attacchi sono semplici, uno veloce e uno pesante, mentre al salire di livello si sbloccano diverse mosse speciali come la spazzata bassa, la spallata, la contromossa o il lancio degli oggetti in corsa. 16bit Forever! Con L1 è inoltre possibile fare un vero e proprio Tatsumaki-Senpū kyaku, il tornado kick di Ken, mentre con R1 si chiama in aiuto Knives Chiau per un devastante attacco d'area di supporto. Durante i combattimenti è possibile poi prendere gli oggetti da terra per usarli al posto dei pugni, lanciarli dalla distanza e quando possibile, colpirli velocemente invece che raccoglierli per innescare delle combo di oggetti "in movimento" davvero esilaranti, soprattutto quando i nemici sono ai margini dello schermo. Di tanto in tanto l'azione viene interrotta dai bonus stage come quelli vagamente lisergici, con tanto di errori e artefatti bitmap a schermo, in cui bisogna distruggere dei porcellini salvadanaio che volano, facendo magari attenzione ai cubi dorati che regalano denaro come quelli di Mario da prendere a pugni...inutile dire che l'effetto sonoro è quello del platform Nintendo. Il denaro, elargito da ogni nemico messo a tappeto va speso nei negozi in cui è possibile comprare, accessori, bevande e snack energetici, ma anche vite extra e bracci bionici.

In quattro è meglio

I tre livelli provati, che è possibile rigiocare attraverso una mappa di Toronto uguale a quella di Super Mario World, sono stati piuttosto divertenti fermo restando la ripetitività dell'azione, che a parte i vari bonus stage non offre particolari guizzi e diversivi di un certo peso. In quest'ottica è caldamente consigliato giocare in gruppo, vuoi un pò per mitigare alcune impennate repentine del livello di difficoltà, vuoi perchè è possibile picchiare anche il proprio compagno di squadra, rubargli (ma anche prestargli) i soldi e fare mosse combinate. Se poi volete fare qualcosa di diverso dal picchiare baby gang e skater ipercinetici il titolo dà la possibilità di giocare in successione i boss sconfitti e, a schermata fissa, picchiare infiniti teenager zombi nella modalità survivor horror. Le impressioni finali avute con questo primo incontro con Scott Pilgrim vs. The World sono abbastanza positive, ma con alcuni pesanti distinguo. Il gioco sembra poggiare essenzialmente tutto il suo fascino sul fattore stilistico, con il suo essere 8/16bit così debordante e sopra le righe da risultare una gioia per gli occhi, sopratutto ovviamente per quelli che riescono a cogliere tutti i riferimenti e rimandi nel gioco. Per tutti gli altri, un tuffo nel passato, forse fin troppo per certi versi, ma che se giocato con più persone può regalare dei momenti divertenti, immersi in un'atmosfera davvero vecchio stile, menù e effetti sonori compresi.

Certezze

  • Atmosfera anni 90 perfetta, tantissime chicche sparse nei livelli
  • Alcune piccole "innovazioni"
  • La cooperativa funziona

Dubbi

  • Molti potrebbero trovarlo tecnicamente fin troppo datato
  • Meglio giocarlo in compagnia che da soli

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