La rinascita del drago  54

La lunga attesa è finita e abbiamo visto oltre che provato il prossimo gioco di ruolo sviluppato presso gli studi Bioware

Dopo l'annuncio, qualche screenshot e una manciata di informazioni, tutte piuttosto frammentarie, la GamesCom 2010 di Colonia si è rivelata l'occasione giusta per avere un primo, vero incontro con Dragon Age 2. Il seguito del gioco di ruolo Bioware è stato sin dall'inizio presentato come un cambio di passo piuttosto netto rispetto al primo episodio:

l'idea è quella di mantenere l'anima tattica e profonda dei combattimenti, oltre al tono epico della narrazione, declinandoli però all'interno di un'avventura più complessa in termini di trama ed emozioni suscitate, ma al contempo più immediata da sperimentare specialmente su console, dove l'azione sembra ora essere adatta all'uso del pad. Le demo a cui abbiamo assistito era basata su una versione ancora piuttosto arretrata, concentrandosi su un singolo spezzone di gioco che abbiamo potuto osservare due volte, la prima su Xbox 360 e la seconda su PC, così da valutare le differenti scelte fatte per entrambi.

Snellendo la componente ruolistica

I primissimi minuti della presentazione sono stati spesi all'interno di un prototipo di quello che sarà il menù per la creazione del proprio alter ego; una serie di schermate che mostrano da subito la sola presenza degli umani, evidentemente scelti come unica opzioni per via della sceneggiatura, e lasciano liberi di decidere, oltre al sesso del personaggio, la classe tra le tre disponibili al momento: Rougue, Warrior e Mage. A questa breve fase preliminare i rappresentanti di Bioware hanno fatto seguire degli scontri giocati nei panni del protagonista, Garret, contro la Prole Oscura, ovvero la stessa minaccia vista in Origins qui tornata per portare nuova devastazione.

Ad azione in corso, i movimenti del personaggio e quelli della telecamera sono sembrati molto più rapidi che in passato, così come è apparso più frenetico l'uso di magie e abilità, che utilizzano ancora i pulsanti frontali del pad, pur mantenendo la possibilità di stoppate l'azione e passare da un personaggio del party all'altro, accedendo alle opzioni tramite un menù radiale che a un anno di distanza è sembrato rimasto quasi immutato, evidentemente dopo essere stato valutato come una soluzione buona a sufficienza. Su PC le cose sono leggermente diverse: l'interfaccia è stata snellita e le statistiche del party poste in basso a sinistra anziché in alto a destra, con la telecamera che non potrà più essere portata a volo d'uccello ma, in compenso, darà la libertà di muoversi lungo tutto il campo di battaglia così da avere una più precisa idea di quello che sta accadendo. Il primo impatto, tra colpi sferrati a grande velocità e continue ondate di nemici, con addirittura una nuova serie di magie utilizzabili come spettacolare mossa finale, ha suggerito un cambio di rotta piuttosto netto rispetto al passato, anche se quanto ci è stato mostrato in seguito ha riportato questo Dragon Age 2 sui binari della profondità a cui Bioware ci ha abituati.

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Acquisita sufficiente esperienza, i personaggi controllati dal giocatore passeranno al livello successivo, lasciando l'utente libero di agire tanto sulle statistiche quanto sulle abilità. Queste ultime saranno ancora legate a specifici alberi tematici, divisi per tipo di arma o tecnica offensiva utilizzata, ma avranno una progressione più ramificata e permetteranno ulteriori specializzazioni anche all'interno della stessa;

per fare un esempio, dopo aver sbloccato un particolare tipo di affondo con la spada, si potrà scegliere se aumentarne solo la portata o l'efficacia in termini di danni. Ci saranno, inoltre, diverse pose da assumere sul campo di battaglia: ponendosi difensivamente, per riportare l'esempio a noi mostrato, si potrà ancora attaccare ma con minor efficacia, godendo però di una maggior capacità di assorbimento dei danni. Complessivamente, anche dopo una breve prova sullo showfloor di Electronic Arts, il gioco è parso una buona variante di quanto sperimentato con Origins, capace di non barattare l'immediatezza con la profondità e in grado di lasciare il giocatore, ancora una volta, libero di muoversi sul campo di battaglia come preferisce, gestendo i personaggi da lui fatti crescere in piena libertà.

Il peso della narrazione

Come sempre, da Baldur's Gate in poi, Bioware pone prima di tutto il desiderio di raccontare una trama profonda, ricca di eventi e dettagli che diano personalità al lore degli universi usati come sfondo per i loro giochi. In Dragon Age 2 questa filosofia si rispecchierà in quella che ha preso il nome di Frame Narrative: i fatti si svolgeranno lungo un arco narrativo di dieci anni e verranno raccontati, come fossero già accaduti, nel corso di un dialogo tra due personaggi;

in tal modo si otterrà un racconto più denso, concentrato sugli accadimenti principali, e in base alle scelte fatte dal giocatore si avranno sviluppi diversi in termini di trama, con l'utente investito da una percezione di maggior importanza. I dialoghi a scelta multipla tornano come al solito, con in più un'indicazione anche visiva dello stato d'animo o del tono che caratterizza ogni risposta. La trama, per il poco detto, seguirà le vicende di una famiglia scappata da Lothering dopo l'arrivo della Prole Oscura e, al momento dello spezzone visto, arrivata nell'area paludosa di Free Marches. Un percorso che come detto inizierà, più o meno, dove incominciava anche Origins, per poi però proseguire oltre la fine degli eventi raccontati nel primo capitolo della serie.
Tecnicamente l'impressione è che il motore di gioco necessiti ancora di parecchio lavoro, con modelli dettagliati e uno stile già convincente, ma troppo aliasing su Xbox 360 e una qualità delle superfici in generale che lascia a desiderare, così come non incantano gli effetti. In conclusione il primo impatto è stato buono, attendendo di poter vedere Dragon Age 2 in uno stato più avanzato e su un tratto di gioco di maggior spessore.

CERTEZZE

  • Le meccaniche ruolistiche non sono state private di profondità nonostante le modifiche
  • La narrazione si promette più articolata che in passato
  • I nuovi alberi delle abilità sembrano un'evoluzione sensata di quanto visto in Origins

DUBBI

  • Si è persa la telecamera top-down nella versione PC
  • Tecnicamente c'è ancora molto da lavorare
  • Tanti aspetti, come la libertà nell'ordine di esecuzione delle quest, devono essere confermati