Polvere e fango  29

Abbiamo provato la simulazione rallistica made in Italy.

Versione testata: PlayStation 3

Lo abbiamo visto a Los Angeles, ora abbiamo potuto provare l'atteso simulatore rallistico degli italianissimi Milestone, ragazzi versati in tutto quello che è simulazione, con alle spalle titoli del calibro di SBK e MotoGP. La build giunta in redazione ci ha permesso di capire come funziona la progressione nel gioco, e cosa molto importante testare il bilanciamento del modello di guida, se insomma le promesse di estremo realismo della software house milanese non siano peregrine, cosa questa che farebbe infuriare tutti quelli che dopo la via di mezzo di Dirt si aspettano un prodotto realistico e credibile.

Il piatto proposto da Milestone sembra essere davvero sostanzioso. Il cuore di WRC è ovviamente la modalità carriera, in cui proprio come nella realtà si partirà dalle serie minori (Production World Rally Championship, Super 2000 World Rally Championship e Junior World Rally Championship) per tentare la scalata alla classe regina.

Si parte piano

Si parte piano, con gare singole per poi partecipare pian piano ad eventi ben più complessi e corposi. Per dare maggior senso a questa lunga e faticosa salita Milestone ha inserito un sistema di punti ed esperienza per sbloccare nuove macchine, colorazioni e livree, necessarie non solo per soddisfare le nostre voglie di tuning estetico, ma anche e soprattutto per ottenere quelle vetture obbligatorie per competizioni monomarca e quant'altro. Inoltre, vincere e fare bei tempi è importantissimo per guadagnare contratti pubblicitari, con relativi maggiori introiti per le nostre spese, e cosa importantissima per farci notare dai pezzi grossi del WRC, garantendoci quindi l'accesso alla classe principale. La modalità carriera appare quindi ben strutturata e complessa e per evitare di impantanarsi in un curva di apprendimento che vista l'attitudine simulativa del titolo sembra essere piuttosto ripida, i ragazzi italiani hanno pensato bene di implementare una vera e propria scuola guida, davvero utile per evitare di farsi prendere alla sprovvista su sterrati e piste innevate. La scuola, lungi dall'essere un semplice corso di frenata e traiettoria ci permette di dare uno sguardo più o meno approfondito a quello che ci aspetterà nel gioco, non limitandosi solamente a brevi sezioni estratte da qualche tracciato. Tra le altre modalità "accessorie", oltre al solito attacco al tempo, al comparto on line e alla classica gara veloce, anch'essa decisamente utile per iniziare a fare pratica "a cuor leggero" con le varie piste, possiamo sfidare più amici nella modalità multigiocatore hot seat, una sorta di sfida multiplayer che, alla faccia dei 12-16 avversari umani in pista di molti racing game, permette a un nutrito gruppo di amici, rigorosamente in locale, di sfidarsi in gare in cui si guida uno alla volta, chi fa il tempo più basso vince. Roba da giochi di una volta, ma che non sembra fuori luogo in un contesto rallistico in cui si corre da soli contro il tempo.

Piede pesante

Pad alla mano World Rally Championship 2010 dimostra di essere quello che tutti gli appassionati si aspettano, ovvero un titolo simulativo e impegnativo, a patto ovviamente che si scelga di azzerare gli aiuti, e cioè valori come frenata, danni e sterzata, tutti riassumibili nelle tre impostazioni veloci: realistica, normale e amatoriale. Starà quindi al giocatore cercare di scegliere come impostare il gioco secondo la propria attitudine, comunque anche giocando al grado zero della simulazione, il titolo Milestone risulta essere non banale e mai del tutto arcade, perizia e precisione nel controllo rimangono requisti comunque imprescindibili. Volendo fare tutto da soli, World Rally Championship 2010 non tradisce le promesse fatte in sede di design, il grado elevato di realismo potrebbe colpire come un cazzotto in faccia chiunque lo giochi come se fosse un Dirt qualsiasi. La simulazione non ammette vie di mezzo, a parte quelle scelte preventivamente: la vettura diventa un oggetto davvero difficile da padroneggiare, mai troppo frustrante comunque, ma che necessità di molto allenemento per farla propria. La parzializzazione del gas all'uscita di curva diventerà il vostro nemico numero uno, piede (o dito) pesante e trazione efficiente sono due realtà che confliggono e che vanno fatte convivere con estrema attenzione nel gioco, pena tutto quel genere di evoluzioni che spopolano su Youtube ma che che ci fanno perdere secondi preziosi.

Piuttosto ben implementato il realistico e progressivo sistema di danneggiamento della vettura, che ha effetto non solo a livello estetico, ma anche ovviamente a livello meccanico, con la vettura che denuncerà i nostri maltrattamenti piuttosto esplicitamente. In quest'ottica però in alcuni frangenti è sembrato che i danni non sempre risultassero coerenti con gli impatti, con urti deboli fin troppo catastrofici e viceversa, ma vista la giovinezza dell build di prova, questa criticità sarà sicuramente preso in carico prima dell'uscita del gioco nei negozi. Da un punto di vista prettamente estetico, il lavoro svolto da Milestone continua nella scia dei loro precedenti giochi, ovvero una perfetta rappresentazione dei modelli delle auto al quale fa da contraltare un bordo pista sottotono in termini di texture e modellazione. La sensazione di velocità è apparsa decisamente efficace, complice anche un effetto blur mai troppo invasivo, e più in generale tutti gli effetti speciali, come particellare e hdr arricchiscono un quadro generale più che sufficiente, nonostante lo stacco in alcuni casi decisamente evidente tra vettura e tutto il resto.

CERTEZZE

  • Simulazione seria e credibile
  • La scalabilità del modello di guida appare ben congegnata
  • Carriera lunga e corposa

DUBBI

  • Piccole magagne da correggere
  • Tecnicamente altalenante