Gun LocoPazzo a mano armata 

Abbiamo provato il nuovo sparatutto in terza persona di Square Enix.

Annunciato recentemente da Square Enix abbiamo avuto la possibilità di provare Gun Loco, lo sparatutto in terza persona fortemnte improntato ad una fruizione multiplayer, per un massimo di dodici persone contamporaneamente. Il setting del gioco è il classico pianeta-prigione nel quale vengono ammassati tutti i criminali più crudeli e sanguinari, in una sorta di enorme cella senza sbarre che è l'intero mondo di gioco. Pazzo a mano armata Attraverso sette fasce climatiche differenti che caratterizzano altrettanti ambienti nei quali verranno collocate le varie mappe, i giocatori dovranno fronteggiare l'ostilità dei "coinquilini" in una continua battaglia per rimanere in vita. Le due mappe testate ci hanno visto combattere insieme a tre compagni gestiti dall'intelligenza artificiale, prima in una sorta di enorme cantiere discarica e poi in quelli che sono sembrati dei sobborghi malfamati, con lo scopo tanto di uccidere i nemici, tanto di far esplodere particolari oggetti come silos, casse e quant'altro. Una sorta di indicatore a schermo ci indica dove andare e cosa fare, suggerendo quindi la progressione tra i vari obiettivi.

Dritti alla meta

Non solo però granate e Kalashinikov, abbiamo visto il protagonista eseguire un calcio volante a gambe congiunte quando gli si sono fatti troppo sotto i nemici, e a giudicare dalla bellezza del gesto e dall'attenzione posta sulle animazioni, è molto probabile che il gioco contempli anche una parte "a mani nude". L'azione è quindi piuttosto lineare, non c'è molta libertà di scelta, le mappe in tal senso non invogliano l'esplorazione, visto che oltre ad essere decisamente poco ampie, formano una sorta di imbuto verso l'obiettivo costringendoci a percorrere sempre la via pensata a monte dagli sviluppatori. Un'altra cosa che non è sembrata particolarmente azzeccata è il metodo di controllo, che stravolge del tutto quello classico tipico degli sparatutto in prima persona. Fondamentalmente si è scelto di assegnare alle granate il grilletto sinistro, mentre per mirare con precisione, idealmente avvicindo quindi la telecamera al mirino dell'arma, si è ben pensato di usare la pressione dello stick destro, che inoltre schiaccia decisamente la visuale, nascondendoci buona parte dello schermo. Le nostre sensazioni insomma non sono certamente sembrate positive, anche se vista l'impostazione generale del titolo, per scoprire tutte le sue potenzialità bisognerà affidarsi ad una partita con più giocatori umani, preclusa per questo test. Sempre sul versante delle cose che vanno riviste c'è certamente l'intelligenza artificiale, che varia da "nemico ipercinetico" a "nemico imbambolato" nel giro di pochi secondi, che da quindi l'impressione di essere davvero randomatica, e che di fatto annulla il fattore sfida quando ci si trova di fronte a veri e propri contenitori antropomorfi di piombo caldo. Ovviamente queste sono impressioni preliminari, e per forza di cose non possono essere esaustive dell''interezza del titolo, ma per quanto giocato Gun Loco ha dato l'impressione di essere, almeno in single player, poco intrigante nelle sue meccaniche fortemente derivative.

Kenny Wong

Quello che invece è piaciuto è l'aspetto stilistico del gioco, che supplisce senza dubbio ad una conta poligonale e ad un dettaglio delle texture che certamente non fa strappare i capelli. Per l'occasione è stato ingaggiato l'artista Kenny Wong, specializzato in giocattoli "stilosi" da collezione e che ha immesso nel gioco un look davvero peculiare, con personaggi anti realistici, dai tratti schematizzati, e che sembrano rifarsi ai protagonisti dei cartoni animati degli anni 70. Quasi una sorta di cel shading, ma senza senza mai sfociare nel tipico look da fumetto di questa particolare tecnica grafica. Buono inoltre è sembrato il sistema di illuminazione dinamica, che ingentilisce un'immagine, volutamente o no, a volte troppo piatta e poco definita. Pazzo a mano armata In ultima analisi questo primo incontro con Gun Loco, previsto entro la fine dell'anno, non ha saputo fugare i dubbi, né tantomeno nutrire le speranze che il trailer rilasciato in occasione della Gamescon di Colonia aveva suscitao. In attesa di una corposa prova del single player, questo nostro test, affiancati dai bot dell'intelligenza artificiale, non ci ha convinto molto. La linearità e il suo essere troppo derivativo sembrano pesare molto sul titolo, che comunque è dotato di uno stile visivo unico e peculiare. Vedremo insomma se con le prossime build che giungeranno in redazione scopriremo qualcosa di più sul gioco, per adesso continueremo a tenerlo d'occhio, sperando in alcune correzioni e aggiustamenti.

Certezze

  • Stile visivo peculiare
  • Multiplayer fino a 12 giocatori

Dubbi

  • Molto lineare e guidato
  • Intelligenza artificiale da sistemare

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