La terza favola di Lionhead Studios  56

L'ultima prova sul campo di Fable III prima dell'uscita ufficiale in Europa fissata per la fine di ottobre.

Versione testata: Xbox 360

Parlare di Fable III è sempre piuttosto difficile: da una parte perché le aspettative sono sempre moltissime, quelle degli appassionati della serie e quelle di chi ne promette le migliorie (in questo caso Peter Molyneux e Lionhead Studios), dall'altra perché si tratta in effetti un genere piuttosto atipico e a sé stante nell'ampia cerchia videoludica; oltretutto dal secondo episodio in poi sempre in perenne e costante evoluzione.

Carichi del suddetto bagaglio, ci siamo comunque diretti con entusiasmo alla presentazione ufficiale italiana del titolo avvenuta presso la sede milanese di Microsoft, dove ad attenderci c'era Josh Atkins, lead designer di Lionhead e vero e proprio braccio destro di Molyneux. Atkins, per chi non avesse un quadro della sua posizione all'interno di Lionhead Studios, è colui che materialmente ha l'arduo compito di mettere in pratica ogni singola parola di Molyneux, sia quanto si tratta di qualcosa di plausibile ma anche quando l'idea è oltremodo utopistica, e come sappiamo quest'ultimo è un fatto che spesso e volentieri si verifica intorno al lavoro del noto sviluppatore britannico.

Mezzo secolo più tardi

L'occasione si è rivelata particolarmente ghiotta, perché abbiamo potuto mettere per l'ultima volta le mani su una versione pressoché definitiva di Fable III prima della sua uscita ufficiale, ricordiamo fissata in Europa su Xbox 360 per il prossimo 29 ottobre.

La presentazione si è svolta all'incirca nella stessa maniera in cui era avvenuta a Londra qualche tempo fa, ossia con una panoramica generale sulle nuove caratteristiche di gioco e quindi principalmente sulle differenze tra Fable II e Fable III, unitamente a una sessione di hands-on piuttosto approfondita. L'introduzione realizzata in computer grafica, davvero azzeccata, ci ha consentito immediatamente di saggiare l'atmosfera e l'ambientazione dell'avventura, una connotazione piuttosto impegnata in cui il degrado e l'insoddisfazione necessitano di una svolta: la rivoluzione. Nei panni del principe - o della principessa a seconda delle esigenze di ciascun giocatore - parte così la trama, un lungo viaggio nuovamente all'interno del fiabesco regno di Albion questa volta però invecchiato di mezzo secolo.

Una certa maturazione

Sebbene le basi su cui poggia la nuova fatica di Lionhead possano inizialmente sembrare piuttosto in linea con il precedente Fable II, dopo i primi minuti di gioco l'impressione è di provare un prodotto diverso: c'è qualcosa di più maturo, di maggiormente completo al di là delle questioni tecniche, forse solo una sensazione che però viene influenzata in parte anche dagli aggiustamenti apportati dal punto di vista del gameplay. Infatti, alcuni cambiamenti sembrano rendere l'approccio più votato all'azione, quasi un vero e proprio action, quindi, anche se influenzato da tratti RPG ma comunque meno palesi che in passato.

In sostituzione di alcune mancanze logistiche sul fronte ruolistico, sono stati inserite possibilità altrettanto interessanti come il rapporto con gli abitanti delle città, i quali acquistano rilevanza centrale soprattutto in funzione dell'obiettivo generale, e l'importanza delle scelte (di cui una all'inizio fondamentale e fortemente incisiva sui risvolti futuri) che dovrebbero influenzare l'andamento della story-line in maniera piuttosto massiccia. Come ormai risaputo, la crescita del personaggio è stata per certi versi limitata, seppur la presenza di un santuario nel quale personalizzare il proprio personaggio con vestigia e armi, peraltro richiamabile in qualunque frangente durante il gioco, mascheri effettivamente la mancanza facendo sembrare il cambiamento meno incisivo di quanto in realtà non sia.

L'occhio vuole la sua parte

Sul fronte grafico Fable III non sembra stravolgere quanto fatto in passato da Lionhead: il solito eccellente level-design accompagna la realizzazione di Albion, con particolari chicche riscontrabili negli abbigliamenti dei personaggi, sempre pittoreschi e originali. Inoltre un'estrema cura pare essere stata riservata alle animazioni, molto sinuose e musicali. Particolarmente evocativi poi le scelte delle luci (spesso al tramonto) e l'ampliamento dell'orizzonte, per un contesto generale di ottimo impatto. Vista la vicinanza con l'uscita europea, e quindi anche italiana, la build a disposizione ci ha permesso di verificare il doppiaggio, che per l'occasione è stato tradotto completamente in italiano. Il lavoro svolto ci è parso - per quanto ascoltato - particolarmente buono, soprattutto in merito alla voce riservata a Jasper, il maggiordomo situato fin dall'inizio all'interno del Santuario che ci accompagnerà durante il corso dell'avventura e che ci illustrerà novità e armamenti di vario genere. Ultima nota per Fable III: Kingmaker, applicazione per smartphone, che consentirà un'interessante relazione tra cellulare e console soprattutto in merito all'acquisizione di monete d'oro da spendere all'interno del gioco. L'appuntamento con Fable III è quindi fissato per la fine del mese in corso, che sarà ovviamente accompagnato dalla recensione di Multiplayer.it non appena il titolo si renderà disponibile in redazione.

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CERTEZZE

  • Trama coinvolgente e più matura
  • Ottimo upgrade grafico
  • Doppiaggio in italiano di livello

DUBBI

  • Durata della storia
  • Ripetitività delle relazioni sociali