Buon sangue non mente  0

I sedici temibili Campioni di Stunlock Studios proseguono la propria marcia verso la versione finale di quello che si pone come un action game indubbiamente affascinante

Ancora privo di una data d'uscita ufficiale, Bloodline Champions continua la propria fase di beta testing con lo scopo di offrire ai giocatori la migliore esperienza possibile in multiplayer. Chi ha letto la nostra precedente anteprima saprà che il prodotto di Stunlock Studios, nonostante le apparenze, si differenzia in modo sostanziale dai vari DotA e dagli RTS/RPG in generale perché sviluppato secondo i criteri del genere action. La visuale di gioco è a tre quarti dall'alto, certo, e lo scenario risulta innegabilmente fantasy, ma al di là delle similitudini visive c'è ben poco in BC che possa essere ricondotto ai classici sistemi basati sul "colpo casuale", sul mana, sul livellaggio dei personaggi e soprattutto sulla predeterminazione dell'esito degli scontri, ovvero la regola per cui quando un giocatore alle prime armi incontra un giocatore esperto non può che perire in pochi istanti.

Il sistema di controllo di Bloodline Champions ci permette, in primo luogo, di muovere il nostro guerriero in modo diretto, utilizzando di default i tasti WASD, e di attaccare utilizzando i due pulsanti del mouse nonché i tasti Q, E, R, F e lo spazio. Oltre alla classica barra dell'energia vitale, ripristinabile ma solo a patto di avere qualche compagno di squadra disposto a coprirci per un periodo di tempo consistente, il nostro personaggio non dispone di una barra del mana, bensì utilizza i propri attacchi speciali (tutti quelli che vanno caricati, cioè) secondo il "Global Cooldown", un sistema che "raffredda" le nostre abilità entro un tot di secondi per permetterci di riutilizzarle. Le implicazioni a livello di gameplay sono palesi: il controllo diretto ci consente di schivare gli attacchi, di battere in ritirata (ma spesso si tratta di una strategia più dannosa che utile) e di metterci nella posizione migliore per portare un attacco, mentre l'assenza di variabili e di una barra del mana conferisce una fondamentale importanza alla gestione delle mosse speciali.

Profondo rosso

Nella sua versione finale, il gioco conterrà tre diverse modalità: "Arena", ovvero un team deathmatch da due a dieci giocatori senza respawn; "Capture the Artifact", interpretazione fantasy del classico "cattura la bandiera" in cui ogni team ha l'obiettivo di raccogliere un artefatto e trasportarlo nella propria base per vincere il round; "Conquest", l'alternativa basata sulla conquista dei territori della mappa e con respawn infiniti. Non ci sarà alcuna modalità in single player, a meno di non considerare tali i match disputati contro i bot. Abbiamo fatto qualche partita con la modalità "Arena", per capire quanti e quali cambiamenti siano stati apportati all'esperienza rispetto al nostro test precedente, e abbiamo ritrovato i medesimi personaggi che già conoscevamo, senza alcuna aggiunta.

Rinfreschiamoci la memoria dunque: i Campioni sono in tutto sedici e si dividono in quattro gruppi: "melee", abili nel corpo a corpo ma al contempo agili e scattanti; "range", specializzati negli attacchi dalla distanza e dunque poco avvezzi agli scontri ravvicinati; "healer", i personaggi dotati della capacità di guarire sé stessi e chi gli sta intorno; "tank", molto grossi e lenti ma piuttosto resistenti. In un match cinque contro cinque, la chiave per il successo è chiaramente rappresentata dalla presenza di guerrieri dalle abilità diverse nel team, che possano l'uno supplire alle mancanze dell'altro. Un "tank" è l'ideale per coprire i compagni e difenderli da eventuali sortite, ad esempio, mentre i "range" devono posizionarsi a una certa distanza ed evitare assolutamente il contatto fisico. Uno dei punti di forza di Bloodline Champions, già sottolineato in passato, è l'immediatezza: la struttura di gioco permette anche ai novizi di vincere qualche partita, ma soprattutto non ci sono oggetti o armi dalle complicate influenze che bisogna imparare a conoscere per poter sperare di sopravvivere più di pochi secondi.

Primo sangue

Le nostre impressioni circa il prodotto di Stunlock Studios sono pressoché invariate: il matchmaking è sempre veloce, c'è un certo spessore artistico nel design delle mappe e dei personaggi, il gameplay è sostanzialmente semplice ma ricco di risvolti strategici. Il numero di personaggi, mappe e probabilmente modalità verrà aumentato nel corso del tempo, ed è apprezzabile da questo punto di vista la continua ricerca, da parte degli sviluppatori, di un confronto con gli utenti per arrivare a una release finale quanto più vicina ai gusti e alle esigenze dei giocatori.

Permangono alcuni dubbi circa il sistema di controllo, nella fattispecie l'uso del puntatore del mouse come "mirino" per gli attacchi dalla distanza rende un po' macchinosa l'esecuzione degli stessi, o comunque ci impedisce di muovere il personaggio come vorremmo in tali circostanze. Affidare i comandi completamente alla tastiera avrebbe risolto la cosa, ma creato un problema forse più grande per quanto riguarda la direzionalità dei colpi. Sono questioni che speriamo vengano analizzate per bene e a cui si possa trovare una soluzione equilibrata. Questo secondo test l'abbiamo effettuato su un notebook equipaggiato con processore Intel Core i3, 4 GB di RAM e scheda video ATI Mobility Radeon HD 5650, con il gioco che alla risoluzione di 1600x900 pixel e con tutti gli effetti al massimo ha restituito 40 FPS, dimostrandosi dunque ben ottimizzato e giocabile anche sui PC di fascia bassa. A questo punto speriamo arrivi presto la notizia di una data d'uscita ufficiale, che molto probabilmente verrà limitata ai canali distributivi digitali. Nell'attesa però, se avete voglia di provare il gioco in prima persona, potete ricevere una chiave per il beta testing in corso direttamente sulle nostre pagine grazie alla collaborazione tra Multiplayer.it e Funcom.

CERTEZZE

  • Si sentiva l'esigenza di un multiplayer action
  • Buon numero di personaggi, mappe e modalità
  • Tecnicamente ottimo e leggero

DUBBI

  • Qualche perplessità circa i controlli
  • Nessuna sostanziale novità rispetto all'ultima prova
  • Comparto sonoro essenziale