Marvel Vs. Capcom 3: Fate of Two WorldsMondi in conflitto 

Di nuovo a contatto con l'atteso terzo capitolo dello scontro tra Marvel e Capcom.

Versione Testata: PlayStation 3

In occasione di un press tour organizzato da Halifax per promuovere l'ultimo picchiaduro sviluppato da Capcom in collaborazione con Marvel, Marvel vs. Capcom 3: Fate of Two Worlds, abbiamo avuto modo di rivedere il titolo una volta di più. La versione da noi visionata era la stessa che abbiamo avuto modo di testare a fondo e che vi abbiamo raccontato nell'articolo sottostante. Oltre a confermare tutte le ottime impressioni, è stata l'occasione per scambiare qualche battuta con il producer del gioco, Ryota Niitsuma, e con Leo Tan, European PR manager di Capcom. Mondi in conflitto Abbiamo avuto modo così modo di chiedere delucidazioni sul passaggio da un sistema di gioco a sei tasti, profondo ed appagante come quello di Street Fighter 4, ad uno più esile, almeno da un punto di vista numerico, basato su tre tasti. Niitsuma ci ha spiegato che: "l'idea alla base dello sviluppo del titolo era di poter regalare un'esperienza appagante sia per i neofiti del genere che per gli hardcore game. E a questo si deve anche la scelta di introdurre una nuova modalità dove tutti i tipi di combo e mosse più complicate sono gestite da un unico tasto". Il motivo di questa scelta risiede anche nel fatto che trattandosi di personaggi molto famosi anche al di fuori dell'ambito dei videogiochi - ci riferiamo ovviamente ai supereroi Marvel - il gioco diventa un ottimo fan service, e si è voluto che chi dovesse prendere il gioco solo perché fan di questi personaggi, possa goderlo appieno fin da subito senza dover passare ore e ore a padroneggiare il sistema di controllo e di combo. Inoltre Leo Tan, profondo conoscitore della serie Marvel vs Capcom e di tutti i picchiaduro della casa giapponese, sottolinea: "gli appassionati della serie ricorderanno come da sempre Marvel vs Capcom si è mossa nella direzione del gioco frenetico, fatto di combo concatenate fra i vari personaggi del team. Una volta presa dimestichezza con il sistema di gioco e approfondita la padronanza con i personaggi del roster, saremo in grado di concatenare catene di attacchi lunghissime che provocheranno danni ingenti". Insomma nonostante non ce ne fosse bisogno, abbiamo avuto un ulteriore conferma di come il titolo sviluppato da Capcom sembra poter soddisfare tutti i tipi di giocatori, grazie ad un sistema di gioco immediato ma allo stesso tempo profondo. Appuntamento fra meno di un mese per la prova definitiva del titolo.

Basteranno tre tasti?

Sviluppato da Capcom, con la direzione di Ryota Niitsuma, ultimamente al lavoro su Tatsunoko vs. Capcom: Ultimate All-Stars, Marvel vs Capcom 3: Fate of Two Worlds è un vero e proprio inno al picchiaduro divertente e caciarone, che solo ad un primo, distratto sguardo sembrerebbe sacrificare il tecnicismo della serie madre Street Fighter, sull'altare dell'immediatezza e della spettacolarizzazione. La mano di Niitsuma si vede da subito nella scelta, come in Tatsunoko vs. Capcom, di semplificare il metodo di controllo. Mondi in conflitto Abbandonato lo schema dei sei tasti, ora tutto ruota su solo tre tasti di attacco, indifferentemente calci o pugni, suddivisi tra debole, medio e pesante. A questi si aggiungono quello deputato alla combo aerea, i due dorsali superiori per lo switch dei tre lottatori, e quelli inferiori rispettivamente per lo scatto e per l'attivazione della mossa speciale. Siamo di fronte alla mappatura totale del pad, alla faccia della semplificazione potremmo dire, ma l'impressione è che il tutto sia estremamente facile da imparare, ma ben più "complicato" da padroneggiare alla perfezione.

Immediatamente pirotecnico

Mediamente gli attacchi base si effettuano replicando per ogni personaggio le varie mezzelune, rotazioni all'indietro o avanti, shoryuken e via dicendo, tutto il solito campionario Capcom, di conseguenza solo chi è totalmente digiuno della tradizione della software house di Osaka si troverà in difficoltà di fronte al metodo di controllo scelto per il titolo. Da subito ogni match è una continua esplosione di giganteschi fuochi pirotecnici di mosse speciali, tanto a terra, quanto in aria, e una volta riempita (colpendo e venendo colpiti) la barra della Super, senza la necessità di eseguire movimenti particolari con lo stick - cosa questa che come abbiamo visto in Street Fighter IV non è particolarmente agevole - basta semplicemente premere il singolo tasto deputato per eseguire un colpo devastante con la collaborazione dei nostri partner. Il vero fulcro del gioco sono proprio i nostri compagni che non si limitano ad entrare in gioco una volta chiamati, ma partecipano attivamente entrando e uscendo dall'azione, dando il la a combo devastanti, impiegando tutte le possibilità che il gioco offre. Giocato "al minimo", non abusando della frenesia e della velocità, ovvero le caratteristiche principali del gameplay, Marvel vs Capcom 3 non riesce certamente ad esprimere tutto il suo potenziale, ma solo padroneggiandolo al meglio il gioco esplode in tutto il suo spessore. I tre tasti per gli attacchi non sono una limitazione, essi sono si la base di partenza per le combo, le quali si arricchiscono però delle mosse tag, delle combo aereee e relative contromosse. Mondi in conflitto Immaginatevi una scena per molti versi più simile ai picchiaduro odierni derivati dai manga che a quelli più immeditamente riconoscibili come tipici di Capcom, senza però stravolgere la solita precisione delle meccaniche dei padri di Street Fighter, a una velocità però altissima, con un continuo fluire di personaggi che entrano e escono di scena. Tutto si risolve in una sarabanda di colpi a mani nude, ma anche di proiettili, buchi neri, laser, ragnatele, scudi, fulmini, pregevoli esercizi calligrafici giapponesi, alabarde, bombe e chi più ne ha ne metta, il tutto in ossequi ad un roster di personaggi che non si limita ai soli volti noti, ma che mette in gioco anche personaggi non conosciutissimi al grande pubblico, tanto Marvel quanto Capcom. Il codice arrivato in redazione ci ha permesso di provare trenta personaggi, quasi tutti gli eroi a disposizione, solo nella modalità arcade però, senza quindi mostrarci le varie tipologie di gioco alternative. Tra le file Marvel, oltre all'Uomo Ragno, Wolverine, Capitan America, Iron Man, Hulk, Thor, Magneto, troviamo anche il Dottor Destino, Super- Skrull, il testone a mezz'aria MODOK, ma anche la super atletica She Hulk, Dormammu e X-23, clone femminile di Wolverine. In casa Capcom, oltre alle ovvie scelte Ryu e Chun-Li, troviamo quelle meno ovvie di Nathan Spencer di Bionic Commando, la robotica Tron Bonne di Mega Man Legends o Trish di Devil May Cry. Su tutti spicca ovviamente Dante, con la sua entrata in scena elettrica a colpi di heavy metal, ma anche Arthur della serie Ghost'n'Goblins (e relative animazioni "d'epoca"), Amaterasu di Okami, Chris Redfield e Albert Wesker di Resident Evil, Viewtiful Joe e per non farsi mancare nulla anche la strega Morrigan e la donna gatto Felicia di Darkstalkers fanno la loro bella figura.

Forma e sostanza

La cosa che più è sembrata palese nella nostra prova è che Marvel vs Capcom 3 nonostante l'alto numero di personaggi riesca a offrire sempre molto sia in termini di varietà che di qualità di ogni singolo lottatore. Inoltre l'impressione è che, complice gli attacchi tag, le contromosse e i vari livelli di Super attivabili, non ci si debba fermare alle singole caratteristiche di ogni "eroe" al momento della scelta dei tre del gruppo, ma pensare a come essi possano combinarsi efficacemente per le varie combo, a terra o aeree che siano. Mondi in conflitto Il tutto poi facilitato da un sistema di controllo che permette di assimilare le varie mosse in breve tempo. L'uscita di Marvel vs Capcom 3: Fate of Two Worlds è vicina, poco più di un mese, e questa nostra ultima prova non fa che confermare le impressioni avute durante le fiere estive dello scorso anno. La casa giapponese sembrerebbe aver trovato un perfetto equilibrio tra spettacolo, tecnicismo e immediatezza, il tutto impreziosito da un grande lavoro di character design (per non parlare poi della cura posta nella realizzazione degli "animatissimi" fondali), tanto tecnico quanto di gameplay, e che riesce a legare alla perfezione mondi apparentemente molto distanti, ma che questo terzo capitolo conferma essere davvero vicini.

Certezze

  • Il sistema di combattimento è immediato ma anche molto profondo
  • La scelta dei personaggi inseriti è davvero valida
  • Tecnicamente lascia a bocca aperta

Dubbi

  • La "semplificazione" potrebbe far storcere il naso ai puristi
  • Restano da vedere tutte le modalità di gioco alternative

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