Operation Flashpoint: Red RiverLa tattica prima di tutto! 

Un evento organizzato nella sede italiana del distributore del titolo, Namco Bandai, è stata l'occasione per testare con mano la componente cooperativa del titolo

Versione testata: Xbox 360

Prima di poter mettere mano al pad, uno degli sviluppatori del titolo ci ha snocciolato qualche curiosità su Operation Flashpoint: Red River. Innanzitutto, la storia ci vede al comando di una squadra scelta dell'esercito americano composta da un fuciliere, un granatiere, uno scout e un mitragliere. Questa squadra verrà dislocata sul territorio del Tajikistan per cercare di aiutare le truppe a respingere un pesante avanzata dell'esercito cinese. La tattica prima di tutto! Questo è il background all'interno del quale si svolgerà il gioco, non entriamo troppo nei particolari perché abbiamo già approfondito a dovere la campagna single player nel recente provato scritto da Giorgio Melani. Quello che però va sicuramente sottolineato è la presenza di una modalità drop in / drop out, che ci permetterà di poter entrare in qualsiasi momento nella partita di un nostro amico prendendo il comando di uno dei soldati ed aiutandolo così nella campagna di gioco. Inoltre ci è stato assicurato che il tutorial sarà più profondo e dettagliato rispetto a quanto avevamo visto con Dragon Rising, dando cosi la possibilità al videogiocatore di carpire a fondo tutti i comandi che il gioco ci metterà a disposizione.

Il cooperative

Dopo questa breve digressione sul single player, siamo tornati a focalizzare la nostra attenzione sulla modalità multiplayer cooperativa. Lo sviluppatore ha assicurato che ci sarà la possibilità di provare quattro tipi di modalità: Last stand, CSAR, Rolling thunder e Combat Sweep. Durante la nostra sessione di gioco abbiamo avuto modo di testare l'ultima delle quattro, Combat Sweep; lo scopo era molto semplice: scovare ed eliminare tutte le cellule nemiche presenti in una determinata zona della mappa. Fin dalle prime battute, abbiamo notato come anche giocando con degli altri giocatori umani il dialogo e la strategia che pervadono il titolo rimangono intatti. La tattica prima di tutto! Gettarsi a capofitto nel conflitto senza un minimo di copertura o supporto, o ancora peggio, cercando di agire di testa propria senza un minimo di coordinazione, non vi farà durare a lungo. Ogni giocatore dovrà utilizzare al meglio le caratteristiche del soldato che sta impersonando. Lo scout dovrà sempre tenere un po' le distanze dal gruppo e con il fucile da cecchino offrire una copertura a lungo raggio ed evidenziare i nemici dalla distanza. Al contrario, il mitragliere dovrà stare alle spalle degli altri due elementi del gruppo e fornire del supporto pesante a corto raggio e cosi via. La nostra paura maggiore era che passando alla modalità multiplayer le meccaniche di gioco venissero modificate eccessivamente; in realtà, se giocato con la giusta mentalità, abbiamo notato come anche in cooperativa la natura del gioco rimanga intatta e addirittura renda Red River ancora più divertente, complice una intelligenza artificiale dei nemici più che discreta e che non risparmierà alcun tipo di colpo.

Qualcuno ha detto orda?

Oltre alla Combat Sweep siamo riusciti a sbirciare - senza poterla giocare - la modalità battezzata Last Stand. Senza troppi giri di parole possiamo dirvi che quest'ultima ricalca in tutto e per tutto le classiche meccaniche della modalità orda tanto cara a Gears of War. Ai nostri soldati verrà chiesto di mantenere la linea difensiva di una determinata zona, cercando di respingere le ondate nemiche che man mano si presenteranno armate fino ai denti. La tattica prima di tutto! Anche qui, nonostante la modalità si presti più all'azione frenetica e impulsiva, la tattica e la coordinazione faranno la differenza: sparare a caso non servirà a niente, molto più efficace si è rivelata ad esempio la scelta di piazzare dei cecchini sul punto più alto possibile - cosi da avere una visuale ad ampio spettro della zona di scontro - in modo da sfoltire il numero di nemici già dalla distanza eliminando successivamente i sopravvissuti con le armi a corto raggio. Questa ovviamente è solo una delle tante tattiche che il gioco ci permetterà di perfezionare e l'unico limite saranno la fantasia e la conoscenza tattica delle persone che giocheranno Operation Flashpoint. Una curiosità che farà sicuramente piacere a molti, riguarda le missioni che dovremo compiere. Non ci saranno stage dedicati o missione create ad hoc, ma tutto sarà generato sull'enorme mappa di gioco - 240 km di terreno calpestabile - all'interno della quale è ambientata anche la modalità single player. Stesso discorso vale per l'IA dei nemici che non godrà di routine prestabilite, ma si adatterà ogni volta al tipo di azione che tenteremo di compiere. Non c'è che dire, sotto l'aspetto dell'esperienza multi giocatore gli sviluppatori di Codemasters hanno svolto un lavoro davvero appagante. Un'esperienza che farà la gioia di tutti quei videogiocatori che amano giocare in compagnia di amici e coordinare tutte le loro mosse. Appuntamento a fine aprile per il giudizio finale su questo Operation Flashpoint: Red River.

Certezze

  • Molto forte la componente tattica anche in multigiocatore
  • Quattro modalità cooperative offrono molta sostanza
  • Stimolante la differenziazione tra le classi

Dubbi

  • Se non ci si organizza con i compagni di squadra si muore molto spesso
  • Una singola ambientazione, per quanto vasta, potrebbe venire a noia
  • Alla lunga l'assenza di una modalità competitiva si farà sentire?