Shadows of the DamnedUna chiacchierata con Massimo Guarini 

Abbiamo parlato con Massimo Guarini, Game Director presso la Grasshopper Manufacture

Una chiacchierata con Massimo Guarini A causa dei tristi eventi che hanno colpito il Giappone nei giorni passati, molti italiani che lavorano nella terra del Sol Levante sono stati costretti a tornare in patria per evitare ulteriori negative conseguenze a causa di una situazione ancora fortemente instabile. Tra i tanti connazionali tornati in Italia c'è anche Massimo Guarini, un ragazzo che ha fatto carriera nel settore dello sviluppo videoludico tanto da arrivare a ricoprire il ruolo di Game Director presso la giovane Grasshopper Manufacture, attualmente impegnata nello sviluppo dell'originale e controverso Shadows of the Damned. Grazie a Electronic Arts e a questa triste coincidenza che ha colpito il Giappone, e trovandosi a Milano, Massimo ci ha concesso una chiacchierata grazie alla quale siamo andati a sviscerare alcuni particolari sia del gioco che del suo lavoro.

Come prima, più di prima

Innanzitutto ci è sembrato doveroso chiedere a che punto fosse la situazione prima che lui lasciasse il paese e come ha vissuto in prima persona il sisma. Massimo ci ha raccontato che lui si trovava in ufficio quando il sisma ha colpito e dall'undicesimo piano del suo studio ha sentito la forte scossa, tuttavia Tokio è stata colpita marginalmente rispetto a quanto è successo nel Giappone nord occidentale. Lo studio di sviluppo ha ripreso solamente questa settimana a lavorare a tempo pieno, e per via dei blackout imposti Massimo ci ha fatto notare che in generale qualche progetto potrebbe subire dei ritardi. Dopo questo preambolo siamo passati al progetto che vede coinvolti Suda e Mikami. Secondo lo sviluppatore, la collaborazione è stata qualcosa di naturale, dato che essendo amici i due avevano già collaborato in passato. Una chiacchierata con Massimo Guarini Tutto è nato quando Suda aveva iniziato a sondare il terreno per realizzare un titolo che andasse a trattare l'argomento inferno in maniera surreale. E' bastato pochissimo tempo per far sì che i due iniziassero a lavorare al progetto con Suda concentrato su quel che riguarda tutto il design attorno al titolo e Mikami focalizzato sulle meccaniche di gioco e di gameplay. "I due si incontrano più volte nell'arco di un mese e mettono a confronto le loro idee che una volta decise, confluiscono a me. Il mio compito è riuscire a coordinare e dar vita a tutte le informazioni che loro mi danno" puntualizza Massimo. Parlando di meccaniche di gioco gli abbiamo fatto presente come molti abbiano notato che Shadows of the Damned attinge dal gameplay di Resident Evil 4. Pur non contraddicendo la nostra affermazione ci ha assicurato che per quanto funzionali e divertenti, Shadows of the Damned si distacca da quelle che sono le meccaniche di Resident Evil, per via di un gameplay che vuole essere volutamente più frenetico e action rispetto alla saga survival horror, ricco di eccessi e violenza nati dall'eccentrica mente di Suda.
Continuando con questo tipo di discorso ovviamente si è finito a parlare di come, per Grasshopper Manufacture, questo sia il primo progetto con alla spalle una grande major del settore. Il nostro timore è che l'eccentricità e a volte l'eccessiva originalità di Suda potessero essere quantomeno contenute. Anche qui però siamo rimasti spiazzati dalle parole di Massimo: "Electronic Arts si è dimostrata assolutamente disponibile a realizzare tutto quello che Suda aveva in mente. Ovviamente qualche volta abbiamo dovuto tirare un pochino il freno a mano, ma nel complesso rimaniamo soddisfatti della nostra collaborazione". Una chiacchierata con Massimo Guarini

Action Thriller

Senza particolari indugi Massimo si è addentrato leggermente in quella che sarà la trama del titolo, che per sua stessa ammissione presenta molti cliché dei titoli d'azione. "Ci sarà sempre il principe che deve salvare la principessa, e il cattivone di turno che tenterà di impedirglielo" ci racconta, la particolarità del gioco sta nel modo in cui si arriverà a salvare la principessa; purtroppo non ha potuto sbottonarsi più di tanto ma per stessa ammissione di Mikami, Shadows of the Damned è un action psicologico e i modi in cui questa seconda classificazione del gioco influiranno sul personaggio principale, saranno assolutamente imprevedibili. Data la forte componente action del titolo e l'elevato tasso di difficoltà che molti esponenti del genere, sempre di origine giapponese, hanno o avevano in passato, abbiamo chiesto se il loro ultimo progetto rimarrà fedele alla tradizione. Una chiacchierata con Massimo Guarini Pur riconoscendo come i giapponesi amino molto cimentarsi in sfide quasi impossibili, Massimo, ci ha assicurato che il titolo sarà godibile da qualsiasi tipo di giocatore grazie a diversi livelli di difficoltà inseriti; inoltre, ha tenuto a precisarci come diverse tipologie di nemici diversificheranno molto il gameplay rendendolo ancora più frenetico e impegnativo per gli amanti delle sfide. Prima di salutarci non potevamo evitare di farci dire come sia possibile arrivare ai traguardi che lui è riuscito a raggiungere, e che consigli può dare a chi inizia a muovere i primi passi in questo settore. Con molta umiltà ci ha spiegato che tutto si basa su due cose: passione ed esperienza. Nel primo caso, consiste nel porsi degli obiettivi - magari esagerati - e cercare in tutti i modi di raggiungerli, idee chiare e passione sono fondamentali per raggiungere le vette di questo settore. Il tutto deve essere accompagnato dall'esperienza: prima di arrivare a collaborare con i mostri sacri del gaming giapponese, Massimo ha lavorato in Italia e in Canada (per Ubisoft) e tutte le esperienze gli sono servite per acquisire esperienza e nuove informazioni sul suo lavoro. In un campo come questo non si smette mai di imparare e lavorare in nuove realtà aiuta sempre a carpire segreti e migliorarsi. La chiacchierata con Massimo è stata molto piacevole e oltre a parlare del loro ultimo atteso progetto è stata l'occasione anche per raccogliere qualche informazione sul suo lavoro. Un grazie sentito per la disponibilità e la passione con cui ha risposto alle nostre curiosità, con la speranza che possa tornare il prima possibile in Giappone per svolgere il suo lavoro. Una chiacchierata con Massimo Guarini Dalla sinistra Massimo Guarini, Akira Yamaoka, Suda51, Shinji Mikami