L'anno delle super moto?  26

Dopo l'uscita di un altalenante MotoGP, Milestone si prepara a una decisiva staccata, con un capitolo di SBK che punta ad accontentare neofiti e specialisti della simulazione

Versione testata: PlayStation 3

Con la recente uscita di MotoGP 10/11, per quest'anno Capcom ha scoperto le sue carte, tirando fuori dal cilindro un gioco sicuramente migliore del precedente ma che ancora ancora una volta delude e fa rimpiangere i vecchi capitoli della serie. Proprio per questo motivo, adesso, lo sguardo degli appassionati punta dritto al lancio di SBK 2011.

La simulazione per eccellenza targata Milestone promette stavolta un gameplay meno rigido, accessibile e personalizzabile, cercando di attirare un pubblico più ampio ma mettendo alcune toppe ai goffi tentativi dello scorso anno. La cosa che più ci aveva lasciato perplessi della scorsa edizione era la povertà grafica e la scarsa cura per i dettagli, ma nel caso in cui gli sviluppatori riuscissero a far fare un salto tecnico alla serie, SBK potrebbe facilmente imporsi una volta per tutte come il punto di riferimento da inseguire ed emulare. A un paio di mesi dall'arrivo del gioco sugli scaffali abbiamo avuto modo di provare una versione quasi definitiva, priva di grosse incertezze e con la possibilità di accedere a tutte le modalità e ai contenuti sbloccabili.

Tutti in sella!

La prima cosa che viene chiesta all'avvio riguarda proprio il livello di simulazione con il quale si vuole giocare. Va detto subito che, purtroppo, gli aiuti alla guida non offrono la stessa libertà di personalizzazione vista nell'ultimo MotoGP, nonostante gli sviluppatori siano riusciti a distinguerli alla perfezione nelle tre opzioni proposte: gli amanti del realismo e i veterani della serie possono partire fin da subito con la Simulazione Completa, lanciandosi subito in un'esperienza estremamente simile a quella sperimentata in SBK X, complessa ma mai frustrante e sempre in grado di dare grosse soddisfazioni. Impostando il livello di simulazione più basso, invece, il gioco diventa più permissivo: in curva si scoda molto meno, la frenata è assistita e non è necessario bilanciare i due freni, offrendo così un approccio meno problematico ma comunque divertente e piacevole. Grazie a questa alternativa, gli sviluppatori hanno potuto riporre nel cassetto la tanto criticata modalità Arcade, introdotta solo lo scorso anno ma della quale già non se ne sente la mancanza. Al suo posto troviamo invece una gradita novità ad arricchire la componente single player: una nuova modalità di gioco intitolata SBK on Tour sfida il giocatore in una serie di eventi in giro per il mondo, nei quali dovrà di volta in volta portare a termine particolari obiettivi. Talvolta viene chiesto di non allontanarsi mai dalla traiettoria ideale, impennare per un certo numero di secondi, evitare le derapate o, come in Speed, non scendere mai sotto una certa velocità. Queste sfide non solo aggiungono un po' di varietà, permettendo di distrarsi tra un campionato e l'altro, ma danno anche la possibilità di sbloccare svariati contenuti, come moto, piloti o gallerie fotografiche.

Il resto è esattamente come ce lo ricordiamo: la gara veloce e le sessioni di time attack sono affiancate dal tradizionale Campionato o dalla più elaborata Carriera, in cui creare un proprio alter-ego attraverso un editor piuttosto limitato e ottenere una reputazione sempre migliore vincendo gare, portando a termine obiettivi e guidando in maniera spettacolare. Tutte le modalità ci vedono alle prese con i piloti e i team ufficiali delle classi Superbike, Supersport e Superstock 1000, mentre nella categoria SBK Legends vengono raccolti i campioni e le moto che hanno fatto la storia della disciplina. Ma è solo una volta che si sale in sella e si scende in pista che si possono apprezzare i passi avanti fatti da Milestone: l'intelligenza artificiale degli avversari sembra ora più elaborata, con i rivali in gara pronti a lanciarsi in sorpassi imprevedibili ma raramente sconsiderati. Se in MotoGP 10/11 gli avversari si limitano quasi sempre a seguirsi in fila indiana, mai allontanandosi dalla traiettoria ideale, nel nuovo SBK hanno un atteggiamento meno scontato, tant'è che spesso li si vede affrontarsi l'uno con l'altro in avvincenti testa a testa. A tal proposito, per ora le collisioni tra i vari bolidi ci sono sembrate ancora un po' troppo indulgenti, e anche dopo bruschi impatti si riesce a mantenere tranquillamente il controllo della moto. Un lavoro eccezionale è stato fatto invece con le condizioni meteo e le loro ripercussioni in pista: soprattutto sull'asfalto bagnato si nota un pesante cambio di aderenza, mentre il sistema Evolving Track fa in modo che le condizioni dell'asfalto cambino gradualmente a seconda del passaggio delle moto. Restano purtroppo grossi dubbi riguardo alla realizzazione tecnica, che a modelli di moto e piloti più che accettabili affianca disgraziatamente tracciati poveri, smorti e privi di dettagli. Alti e bassi se ne trovano anche nel calcolo dei danni ai mezzi, liberamente disattivabili dalle opzioni. Una caduta eccessivamente violenta può danneggiare varie componenti della due ruote al punto da renderla addirittura inutilizzabile, ma tralasciando qualche graffio e un po' di sporco, non vedremo mai seri danni estetici. Inoltre, ridotta la moto a un catorcio, è quasi irritante vedere il proprio pilota abbandonare la gara restando immobile e senza neanche un cenno di disapprovazione. L'uscita di SBK 2011 è ormai dietro l'angolo, ma sebbene la versione che abbiamo provato fosse piuttosto completa, ci riserviamo di analizzarne tutti i pro e i contro, in singolo e online, in sede di recensione, quando potremo finalmente decretare il vincitore tra il nuovo titolo di Milestone e l'ultimo capitolo di MotoGP. Il risultato, comunque, non è mai stato tanto scontato quanto quest'anno.

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CERTEZZE

  • Modello di guida personalizzabile e credibile
  • Intelligenza artificiale visibilmente migliorata
  • La modalità SBK on Tour promette bene

DUBBI

  • Graficamente non ci siamo proprio
  • Collisioni ancora troppo permissive