Articoli della Settimana - 16/2011  12

Altri sette giorni con noi!

Super settimana in compagnia di Multiplayer.it.

Sette giorni che hanno visto la pubblicazione di tutti i pezzi relativi al press tour made in USA in casa Bethesda, ovvero le anteprime di The Elder Scrolls V: Skyrim, Rage, Prey 2 e Hunted e visto che non ci facciamo mancare nulla abbiamo pubblicato anche le ultime riguardo a Dungeon Siege III e intervistato in esclusiva uno degli esponenti di Anonymous, il gruppo che è intervenuto nella vicenda GeoHot contro Sony. Sul versante delle recensioni è venuto il tempo di passare al microscopio quattro pezzi grossi di queste uscite primaverili, Portal 2, Operation Flashpoint: Red River, Sentinel per iPhone e direttamente dal 1992 il caro, vecchio Mortal Kombat, in poligoni e sfavillanti texture.
Iniziamo subito con il viaggio di Umberto in America per vedere due dei probabili candidati a gioco dell'anno 2011, Rage e Skyrim.

Sappiamo praticamente tutto del primo , di come id Software stia tentando con questa sua nuova ip - la prima dal 1996 - di tornare la regina degli sparatutto in prima persona, unendo alle meccaniche tipiche dei suoi giochi anche tanti contenuti per ampliare la campagna singolo giocatore. Insomma, varietà, tante missioni, tra principali e secondarie, ampio inventario e oggetti da raccogliere e costruire, all'insegna delle solite frenetiche e violente sparatorie, il tutto impreziosito da un aspetto tecnico che, soprattutto nelle versioni console, ha del miracoloso. Se Rage lo avevavamo visto più volte, questa è stata la prima volta per The Elder Scrolls V: Skyrim, sino ad ora avvicinato solo tramite filmati e video. Il mega pezzo di Umberto fa il punto sullo sviluppo del titolo e ci racconta le impressioni avute di fronte a diverse porzioni di gioco, sui tanti passi avanti fatti, non solo tecnici, per migliorare l'esperienza di gioco rispetto ad Oblivion. Il nostro invito è quello di fiondarvi a leggere l'articolo, come al solito scritto impeccabilmente da Umberto. Non solo pesi massimi da Bethesda: a poco più di un mese dall'uscita siamo tornati a giocare con Hunted, l'action RPG in terza persona che pone l'accento sulla cooperazione tra i due protagonisti del gioco e Prey 2, seguto del buon FPS uscito nel 2006, ma che sembra aver scelto concept e meccaniche molto diverse dal predecessore. Se il primo episodio ci aveva stupito con viaggi fuori dal corpo, inversione della gravità, portali e puzzle ambientali, Prey 2 butta nel calderone del gameplay un mondo di gioco totalmente libero di essere esplorato e un sistema di movimento e uno di shooting che uniscono Mirror's Edge, Brink e Crysis 2. Il tutto legato assieme da elementi ruolistici. Insomma, staremo a vedere.

Anonimi e solitari

Rimaniamo in ambito anteprima con quella scritta da Robero Vicario per Dungeon Siege III. Il gioco è il classico hack'n'slash alla Diablo; per questo terzo capitolo dai talentuosi sviluppatori originali, Gas Powered Games, il testimone è passato agli esperti di iterazioni Obsidian Entertainment. La nostra prova ci ha visto testare il personaggio femminile di Katarina, esperta nell'uso delle armi da fuoco, evidenziando uno stile di gioco dalla lunga distanza, poco consigliato se si decide di giocare da soli.

Il titolo si presta infatti ad essere fruito cooperativamente tanto online quanto offline, per godere al massimo delle strategie di squadra comuni a quasi tutti gli RPG. Dalle scelte tattiche in ambito ruolistico passiamo a quelle di guerra con Sentinel 3: Homeworld per iPhone. Cos'è il gioco? Il buon Polito lo spiega bene nella sua recensione : siamo di fronte a un tower defense, quel genere di giochi in cui bisogna piazzare torrette di vario tipo intorno a un percorso sul quale passeranno ondate di nemici via via sempre più forti. Tutto quello che il genere ci ha abituato a vedere è presente nell'app, in più avremo anche una serie di abilità accessorie, smart bomb e così via per aggiungere un pizzico di personalizzazione ruolistica a meccaniche di gioco stra-collaudate. Un titolo da non perdere, un bel 9.2 capace di prendervi e rubare tante ore alla vostra giornata. I giochini sono una cosa seria, checchè se ne dica, e tra un FPS, un RPG, un MMMORPG e un RTS abbiamo avuto, anzi Antonio Fucito ha avuto il tempo di intervistare BBpower, una persona che si è definita "portavoce" del gruppo Anonymous, la quale ci ha concesso un'intervista esclusiva per fare un po' il punto della situazione GeoHot con Sony, e per cercare di spiegare la scuola di pensiero alla base delle loro azioni. Azioni che hanno visto coinvolgere direttamente il mondo dei videogiochi, visto che il gruppo si è reso responsabile dei molti attacchi che hanno reso non operativo il PlayStation Network in questi giorni. Materiale scottante che ha generato tantissimi commenti pro e contro nel forum. Leggete l'intervista e dite, o meglio scrivete, la vostra.

Rossi portali mortali

Ma cosa abbiamo giocato e recensito in questi ultimi giorni? Con tutto il rispetto per un super titolo iPhone come Sentinel, questa è stata la settimana di Portal 2, un'altra gemma di casa Valve, capace di migliorare il già ottimo primo episodio. Più lungo, con una componente narrativa importante e soprattutto con una spassosa parte da giocare in cooperativa, Portal 2 è sicuramente tutto quello che i fan di Aperture Science si aspettavano. Un 9.1 sonante , i puzzle non stancano mai, sono vari e ben calibrati, le uniche cose che non centrano il bersaglio, ma ci vanno vicino, sono un ritmo di gioco certamente non omogeneo e una cosmesi che denuncia i limiti di un engine vecchio come il Source. Se di Portal siamo arrivati alla seconda iterazione, di Mortal Kombat saremmo alla nona, in quasi venti anni di storia però. Questo nuovo episodio torna alle origini della saga, proponendo un azzeccato fan service dei primi tre capitoli, una sorta di versione riveduta, corretta e aggiornata in cui le meccaniche classiche si fondono con nuove mosse e colpi speciali.

Accanto alla (splendida) forma ossequiosa delle origini c'è anche tanta sostanza, con molte modalità di gioco, offline e online, ben implementate e mai banali. Chiudiamo il nostro sunto settimanale proponendovi di andare a leggere la recensione di Operation Flashpoint: Red River scritta dal nostro Giorgio Melani. Il titolo è l'esatto opposto dei vari Call of Duty, Medal of Honor e Bad Company, ovvero zero spettacolarizzazione, zero script pirotecnici, ma solo tanta strategia e tanta tattica nel gestire la propria squadra di soldati. Una vera e propria simulazione, ovviamente nei limiti imposti dal mercato, anni luce lontana dalle frenesie dei prodotti campioni d'incassi. Un titolo pieno di luci e ombre, tecnicamente non al passo coi tempi, capace di dare il meglio di sè solo se giocato con amici, del tutto cooperativamente poi, vista la totale mancanza di un multiplayer competitivo, scelta giusta ma rischiosa, per non tradire lo spirito realistico del titolo.