Dungeon Siege IIIRiformando la Legione 

A poche settimane dall'uscita su Xbox 360, PlayStation 3 e PC, abbiamo speso un po' di tempo con una versione quasi definitiva di Dungeon Siege III, il nuovo capitolo della serie creata da Chris Taylor e ora nelle mani di Obsidian

Versione testata: PlayStation 3

Il nuovo capitolo di Dungeon Siege ancora non è arrivato sugli scaffali, eppure Obsidian una promessa sembra averla già mantenuta: "ci saranno meno bug che in Fallout: New Vegas", diceva con aria un po' colpevole Feargus Urquhart, CEO dell'azienda. Riformando la Legione Effettivamente allo stato attuale il titolo fila liscio come l'olio ma, scherzi a parte, qualche ora spesa a giocare a Dungeon Siege III ci ha dato una prima ottima impressione su quello che ci aspetterà a metà giugno, permettendoci di provare a fondo tutte le novità nel sistema di combattimento e nella crescita del proprio party. Lo diciamo fin da subito: i numerosi stravolgimenti rischiano di inimicare quegli utenti che hanno apprezzato la saga per le sue radici da action-RPG assai classico, ma a nostro avviso l'approdo su console e il passaggio di testimone agli autori di New Vegas e Knights of the Olde Republic 2 potrebbero aver solo giovato al tentativo di revitalizzare e ammodernare la serie nata per mano di Chris Taylor e della sua Gas Powered Games.

Let's party

Avendo lavorato principalmente ad epiche avventure in singolo, i menestrelli di Obsidian sanno bene come si narra una storia coinvolgente e profonda. Così, nonostante Dungeon Siege sia una serie in cui la componente multigiocatore è quasi preponderante, gli sviluppatori si sono comunque impegnati per fare della narrazione un punto di forza del nuovo episodio. La trama di Dungeon Siege III riprende le gesta della leggendaria Decima Legione, devastata e annientata per mano della potente e perfida Jayne Kassynder. Come un Darth Vader in uno scenario medieval-fantasy, Kassynder è l'incarnazione del male puro, la causa dell'oppressione e del terrore che ormai ha avvelenato le terre di Ehb. Così, allo scopo di riunire nuovamente la Legione e riportare la pace nel Regno, il Venerabile Odo ha inviato una lettera ad alcuni prodi guerrieri, uno dei quali, ovviamente, sarete voi. Scordatevi di trovare il solito editor del personaggio: al cominciare di una nuova partita vi sarà chiesto di scegliere uno dei quattro eroi della storia, e sebbene siano caratterizzati da background narrativi unici, il percorso che seguiranno, i nemici che affronteranno e le missioni che porteranno a termine saranno praticamente le stesse. Riformando la Legione Ciò in cui differiscono sarà il loro personale stile di combattimento: Lucas è un guerriero abile negli scontri in mischia, in grado di farsi largo tra orde di briganti grazie a poderosi fendenti. Anjali è invece uno spirito leggendario che può mutare forma e scagliare potenti attacchi infuocati. Reinhart è un saggio mago che utilizza poteri elementali in battaglia, mentre la sensuale Katarina, grazie alla sua abilità con le armi da fuoco, si rivelerà fondamentale nell'approcciare i nemici a distanza. Il destino di questi quattro eroi finirà tuttavia per incrociarsi a prescindere dal personaggio scelto all'inizio, andando così a comporre un party di eroi dinamico ed equilibrato. Stavolta l'interazione con i PNG e con i propri compagni di avventure sembra avere meno peso che in passato: attraverso un sistema di risposte circolare, identico a quello visto in Mass Effect, il giocatore potrà approfondire i dialoghi e ottenere maggiori informazioni, ma difficilmente influenzerà il rapporto con un personaggio o le decisioni che questo prenderà. Piuttosto sarà in grado di gestire le abilità e i talenti appresi da ciascun membro del party, selezionandoli a ogni aumento di livello e definendo passo dopo passo la specializzazione e l'approccio in battaglia. Un esempio? A seconda dei talenti scelti, Anjali può diventare sia un'incantatrice devastante, sia un ottimo personaggio di supporto, mentre tutti gli eroi posseggono un'abilità curativa che non fa pesare affatto la totale mancanza di pozioni.

Tra semplificazioni e novità

In molti grideranno al sacrilegio, ma fin da subito Dungeon Siege III si dimostra un gioco pensato chiaramente per essere fruito su console e con pad alla mano. Il nuovo capitolo è decisamente più action, più frenetico e più veloce che mai, richiedendo una costante attenzione da parte del giocatore sia negli attacchi sferrati che nelle mosse difensive, tra parate e capriole. Un lavorone di svecchiamento da un lato e di semplificazione dall'altro, che ha portato la serie a spogliarsi della complessità degli action-RPG più tradizionali, ma allo stesso tempo le ha conferito un maggiore dinamismo e sfumature più tattiche al sistema di combattimento. Con la pressione di un tasto si passa da una modalità di combattimento più veloce ma meno potente a una lenta e devastante, così che si possa adattare il proprio stile in base alla tipologia e alla quantità di nemici che si affrontano, mentre combinando tasti frontali e dorsali si attivano diverse abilità, incantesimi e attacchi speciali. Riformando la Legione Addirittura la telecamera, nonostante resti saldamente isometrica, potrà essere avvicinata al punto da offrire un feeling che risulti meno atipico per le console. A tal proposito sorge qualche dubbio su come l'interfaccia sarà replicata su mouse e tastiera, o se anche su PC sarà consigliato utilizzare un pad. Perdersi nel gioco o non sapere cosa fare sembra impossibile, sia per l'ormai immancabile percorso luminoso che conduce dritti all'obiettivo della quest, sia per la linearità delle mappe, con percorsi circoscritti e pochi bivi. Eppure, questa prima prova di Dungeon Siege III ha mostrato un gioco tutt'altro che banale: anche al livello di difficoltà più basso, un distratto button mashing equivarrà a morte certa, e così il giocatore sarà costantemente invogliato ad alternare parate, schivate e attacchi, decidere quando è tempo di scagliare un potente incantesimo o se invece conservare l'energia a disposizione per curarsi in un imprevisto momento di difficoltà. Fortunatamente i punti di salvataggio saranno piuttosto frequenti all'interno dei dungeon, ma gli scontri con alcuni boss metteranno a dura prova i nervi del giocatore più determinato. Le uniche perplessità più rilevanti riguardano una realizzazione grafica fatta di alti e bassi, che alterna piacevoli luci a effetti grafici più scialbi, mentre essere attaccati da gruppi di nemici tutti identici degrada le temibili armate di Kassynder a un branco di bambocci clonati. E riguardo la modalità multigiocatore? Il titolo di Obsidian prevede un'opzione drop-in drop-out per due amici in locale e, cosa più interessante, la possibilità di affrontare l'intera avventura con altri tre giocatori online. Approfittando della temporanea inagibilità di PlayStation Network, che non ci ha permesso di curiosare tra le opzioni online, ci riserviamo quindi di approfondire l'intera esperienza multiplayer in sede di recensione.

Certezze

  • Una buona narrazione
  • Sistema di combattimento dinamico e divertente
  • Intensa cooperativa online e in locale

Dubbi

  • Diverse incertezze grafiche
  • Mouse e tastiera potrebbero essere sconsigliati

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