Insieme verso una nuova era  15

Smentiti i timori della cancellazione, Civilization World si prepara colonizzare una nuova frontiera: Facebook

Cinquecento milioni di utenti fanno di Facebook una piattaforma di gioco piuttosto ambita ma che non è stata ancora sfruttata a dovere. Per colmare questa lacuna è sceso in campo nientemeno che un vero guru, uno dei magnifici sette dell'industria videoludica e idolo incontrastato degli amanti dei gestionali. Stiamo parlando di Sid Meier che negli ultimi mesi ha confezionato una versione online, e free to play, di Cilivization dedicata al tentacolare network ma studiata per offrire un'esperienza "paragonabile a quella di un titolo retail". Ovviamente per verificare le promesse sarà necessario attendere quando finalmente il titolo sarà disponibile a tutti, ma nel frattempo possiamo dare un'occhiata al menù che sembra piuttosto ricco.

Formula classica

Dal punto di vista estetico Civilization World ha ovvi limiti ma per quanto riguarda possibilità di evoluzione e di gestione, il titolo sembra essere all'altezza della saga che lo ha generato.

Si parte con la costruzione degli edifici basilari e si arriva a una complessa gestione delle risorse finalizzata alla ricerca e all'evoluzione. E in questa fase le variabili sono molte e includono fluttuazioni finanziarie, qualità e posizione delle infrastrutture e persino personaggi influenti che sono fondamentali per completare le meraviglie. Insomma, i giocatori di Civilization si troveranno a proprio agio tra le opzioni, i rami di sviluppo e le meraviglie con una sola grande differenza a ricordarci che siamo su Facebook. La raccolta delle risorse funziona infatti con un timer a tempo e per velocizzare le cose è necessario affidarsi alle microtransazioni. Una formula che ormai potremmo definire classica, almeno sul network di Zuckerberg, e che può certamente infastidire molti amanti della serie. Ma Meier ci regala qualcosa in cambio. Per far passare il tempo infatti il designer ha incluso nel titolo una serie di minigiochi che, oltre a tenerci impegnati mentre crescono le risorse, garantiscono bonus di vario tipo. Le sfide sono varie e includono labirinti e puzzle a tempo che mettono in competizione diversi giocatori aprendo le danze all'ovvia componente multiplayer. Infatti il livello di interazione con gli altri giocatori è molto elevato e apre una serie di possibilità interessanti sia sul piano competitivo che su quello cooperativo.

Uno sforzo collettivo

L'evoluzione di una civiltà passa per tutti i giocatori che la compongono e che possono collaborare per raggiungere gli obiettivi più elevati. Ci sono Meraviglie che richiedono una forte cooperazione e ci sono gli attacchi dei barbari che come molti altri eventi richiedono il contributo di tutti i giocatori per raggiungere statistiche tali da rendere efficace la forza difensiva di una civilità. Anche la ricerca scientifica è cumulativa e una volta sviluppata una tecnologia questa diventa disponibile per tutti i giocatori della fazione relativa.

Insomma i benefici di lavorare in gruppo sono fondamentali e sono alla base di Civilization World. Ovviamente è anche possibile viaggiare da soli attraverso l'evoluzione ma vista la natura del titolo è sconsigliabile. Ma come dicevamo il rapporto tra giocatori non è solo una passeggiata nel parco. C'è anche una componente competitiva che parte con una serie di bonus ottenibili vincendo una sfida, completando un edificio per primi o portanto a termine una missione. E la componente agonistica si amplia quando si passa al livello delle civiltà. La sfida maggiore infatti è trionfare sulle altre nove culture sia cooperando in maniera ragionata con gli altri giocatori, sia facendosi strada nella propria civiltà scalando le posizioni nobiliari e ottenendo più punti. Ovviamente la strada verso l'alto passa sempre per la scoperta Personaggi Importanti e per la realizzazione delle Meraviglie che garantiscono medaglie e quindi promozioni. Ma se di duchi se ne possono fare a volontà, di Re ce n'è uno solo e solo il giocatore più attivo e prolifico può pensare di mantenere il trono sotto alle regali terga. Ovviamente in Civilization World non manca la guerra, scatenata dagli barbari che vogliono le nostre ricchezze e le nostre donne. Anche in questo caso è una questione collettiva. Il combattimento infatti è gestito alla stregua di un gioco di carte e non è in alcun modo dinamico per permettere a tutti i giocatori di contribuire pur collegandosi in momenti diversi della giornata. Infatti per fronteggiare la minaccia i giocatori non devono far altro che fornire truppe per assemblare una forza da contrapporre alle armate barbariche. Lo scopo è quello di raggiungere e superare i valori di attacco e difesa degli invasori e durante la battaglia è possibile fornire nuove truppe nel caso in cui ce ne sia bisogno. Ovviamente c'è una percentuale, suddivisa equamente tra i giocatori impegnati nella battaglia, di vedere le proprie unità massacrate dal nemico, ma d'altronde qualcuno dovrà pur difendere gli inermi lavoratori che vivono nel nome del progresso. La qualità delle truppe dovrebbe avere un peso nell'esito degli scontri ma l'unico modo per essere sicuri della vittoria è avere numeri superiori a quelli degli avversari.

L'evoluzione del social gaming

Prevedibilmente, la formula di Civilization si sposa con Facebook meglio di quanto altre serie potrebbero fare, anche se sarà necessario provarlo a lungo per capire l'effettiva longevità del titolo e per valutare gli effetti sul gameplay dei timer, la funzionalità delle microtransazioni e l'effettivo peso della cooperazione tra giocatori nelle varie risorse. Il rischio infatti è quello di finire nei meccanismi tipici dei social network dove l'interazione videoludica è più una questione di click ripetitivi più che di gioco. La settimana passata, infine, ci è stata data la possibilità di provare Civilization World attraverso la alpha, nel frattempo tramutatasi in beta, attualmente in corso su Facebook per un numero ristretto di persone. Nessun giudizio, ovviamente, anche perché per il momento il numero di giocatori è comprensibilmente basso e molti aspetti sono in corso d'opera. Buona parte dell'offerta e di quanto sopra descritto è sembrato comunque già implementato.

Il primo impatto è quello inevitabile che si ha passando su piattaforma Facebook da esperienze più tradizionali: l'area di schermo occupata dal gioco è relativamente piccola e non comodissima mentre lo standard adottato, Flash, ne rende piuttosto dispendioso l'utilizzo via browser. Insomma sul Macbook su cui ci siamo dilettati a testare il gioco, già dopo qualche minuto partivano regolarmente le ventole a causa di un uso intenso della CPU che fa piuttosto sorridere considerando la cosmesi messa in campo. Tecnicamente nulla di spettacolare quindi - siamo dalle parti delle console a 16bit - anche se la componente artistica è buona, con personaggi, costruzioni e icone tutto sommato ben fatte, in linea con la tendenza colorata e cartoonesca in voga tra i giochi su Facebook. Meno convincente la disposizione delle differenti schermate, tutte richiamabili dalla parte bassa della finestra di gioco ma in alcuni casi, specialmente in quello della chat, separate in modo ingiustificato dal campo di gioco principale, senza che sia possibile averla sempre a disposizione. In termini di meccaniche, il grosso dell'attenzione è rivolta alla costruzione del proprio impero e della propria economia: una scelta ovvia considerando che questa fase meglio si adatta al gameplay fatto di piccole azioni ripetitive sopra descritto. Insomma molte idee carine e tanto potenziale per diventare un passatempo interessante, però anche una struttura che non si discosta troppo, in termini visivi, contenutistici e di fruizione, da altre esperienze simili. Torneremo a parlarne a progetto concluso, sperando che il buono promesso abbia il sopravvento sulle derive eccessivamente casual a cui la piattaforma ci ha abituato.

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CERTEZZE

  • Civilization con supporto multiplayer e gratuito
  • Possibilità di interazione piuttosto varie
  • I minigiochi variano l'esperienza

DUBBI

  • Timer e tempistiche di Facebook possono diluire l'esperienza
  • Tecnicamente non può essere paragonato a un titolo retail
  • Per molti elementi che ricordano degnamente la serie, sarà difficile replicarne la profondità