The Elder Scrolls V: SkyrimNuova escursione tra i ghiacci 

All'E3 2011 The Elder Scrolls V: Skyrim si è presentato con una demo solo in parte inedita ma non prima di nuovi spunti d'interesse

Versione mostrata: Xbox 360

Due volte abbiamo parlato di The Elder Scrolls V: Skyrim e in entrambi i casi con due pezzi di enormi dimensioni. Lunghi resoconti delle primissime informazioni rilasciate poco dopo l'annuncio e poi dell'incontro diretto avvenuto un paio di mesi or sono, durante un evento tenutosi nello Utah a cui abbiamo partecipato. All'E3 2011 il gioco di ruolo sviluppato da Bethesda era presente con una demo quasi uguale a quella raccontata proprio in quell'ultimo articolo, se non per una manciata di accorgimenti e per una sequenza finale piuttosto interessante. Nuova escursione tra i ghiacci Le impressioni sul quinto capitolo della serie non sono quindi in alcun modo modificate e anzi confermiamo l'interesse espresso in passato: il mondo di gioco pare vasto e articolato, il sistema di combattimento sufficientemente profondo ma nel contempo dotato di un buon ritmo, e le situazioni, anche grazie al nuovo Creation Engine e ai tool che lo accompagnano, varie come in Oblivion non era stato possibile sperimentare. Per una panoramica generale vi invitiamo a raggiungere questo indirizzo, mentre quelle che seguono sono alcune considerazioni su quanto di inedito - o quasi - si è visto tra gli stand della fiera losangelina.

Le urla del drago

Prima importante notizia, che qualcuno potrebbe aver letto nei giorni passati: i cavalli e la possibilità di cavalcarli, fino a qualche settimana or sono dati come non certi perché in fase di studio, sono infine stati implementati. Ne abbiamo osservato un solo modello che è già piuttosto convincente, così come lo sono le sue animazioni di base quando si muove con in sella il giocatore. Meno galvanizzanti i movimenti sul terreno in pendenza e poi le collisioni, in particolare con massi e altre asperità del terreno, però i mesi a venire dovrebbero bastare per colmare queste lacune. Nuova escursione tra i ghiacci Girovagando per le foreste innevate del gioco Todd Howard, capo del progetto The Elder Scrolls V: Skyrim, si è imbattuto nelle così dette Guardian Stones: punti dove si potrà attivare una tra tre pietre rituali poste sul terreno e utili per garantirsi un bonus speciale, selezionabile a seconda del tipo di personaggio giocato. La dimostrazione proseguiva lungo la stessa città, Riverwood, e il medesimo dungeon osservati in passato, con le immagini che scorrevano più fluide e costanti ma forse un livello di dettaglio minore, oltre che un aliasing piuttosto marcato. Era insomma evidentemente come Bethesda stia ancora cercando il giusto bilanciamento, limando dove possibile senza per questo pregiudicare la spettacolarità dei panorami, delle costruzioni, degli oggetti e dei personaggi. Il vero punto d'interesse di tutta la presentazione, comunque, stava nella sequenza di combattimento finale, non più ambientata alle pendici di qualche montagna ma in una zona più pianeggiante e dominata da qualche tonalità di verde e marrone, per quanto ancora sostanzialmente brulla. Il primo incontro in questa nuova area era caratterizzato da enormi mammut e ancora più mastodontici giganti: le due razze si muovevano assieme, come se i primi accompagnassero i secondi, con un passo lento ma inesorabile che, quando interrotto da un attacco del giocatore, provocava un attacco all'unisono da parte delle due razze. Lo scontro che ne scaturiva non era nulla di eccezionale dal punto di vista ludico però le dimensioni dei modelli in gioco, oltre che la loro buona realizzazione, facevano una gran bella figura. Più complessi i due incontri che seguivano, con altrettanti draghi caratterizzati da un set di poteri legati al fuoco, il primo, e al ghiaccio, il secondo. Nuova escursione tra i ghiacci Lo scontro contro le bestie avveniva sulla pianura subito antistante e poi sul tetto di un'alta torre di mattoni, con alcuni soldati dotati di arco impegnati ad aiutare il giocatore. La battaglia si concludeva in entrambi i casi con due urla del drago: la prima, Fire Breath, scaglia un'enorme lingua di fuoco in grado di incendiare qualunque cosa incontri, mentre la seconda, Storm Call, scatena un violentissimo temporale con letali fulmini che solcano il cielo in burrasca. Gli scontri con i draghi sono insomma uno degli aspetti a cui gli sviluppatori stanno dedicando maggiore attenzione, e ciò si nota anche in dettagli come il comportamento differente a seconda delle situazioni, agile in aria e goffo a terra, o la buona applicazione del modello fisico per farne percepire il peso al momento dell'atterraggio o, nel caso di un buon attacco portato a termine ai loro danni, di una rovinosa caduta sul suolo. Tante promesse, tante variabili e tanti possibili passi falsi, che non ci permettono di azzardare alcun giudizio ma ci tengono in trepidante attesa per il prossimo incontro - si spera il più presto possibile - e poi per l'uscita, prevista per l'11 novembre su PC, PlayStation 3 e Xbox 360.

Certezze

  • Mondo sempre più vasto e complesso
  • Ottimo dettaglio
  • Interessanti le dinamiche con i draghi

Dubbi

  • Nuovi dungeon e quest andranno provati "con mano"
  • La linea narrativa principale dovrà essere qualitativamente ben altra cosa rispetto a Oblivion