Pipistrelli e altre bestie  36

L'E3 2011 è stata l'occasione per rivedere e finalmente provare Batman: Arkham City!

Versione testata: Xbox 360

Due anni abbondanti di sviluppo per un seguito come Batman: Arkham City sono tanti: il successo del predecessore, nel 2009, poteva ingolosire lo sviluppatore Rocksteady e il publisher Warner Interactive, spingendo ad anticipare i tempi e monetizzare un successo forte di una licenza sempreverde, è vero, ma soprattutto di un lavoro pregevole come poche volte è capitato di osservare nel campo dello sfruttamento di una proprietà intellettuale.

E invece si è aspettato, si sono vagliate tutte le possibilità e si è sperimentato anche in direzioni che poi non sono sopravvissute all'entrata in produzione, come nel caso del multiplayer che non sarà presente nemmeno in questo seguito, per arrivare a creare un prodotto che possa unire da una parte la riproposizione di quanto di buono si è sperimentato in Arkham Asylum, dall'altra alcune nuove idee. Ne abbiamo parlato tra marzo e aprile in un paio di occasioni, raccontando le impressioni delle prime scene di gameplay, e torniamo a farlo adesso dopo l'incontro avvenuto all'E3 2011, sede anche del primo hands on in assoluto.

Un nuovo sindaco e il vecchio detective

Quella osservata da Batman dalla cima di un palazzo a inizio demo non è la solita Ghotam City: il nuovo sindaco, Quincy Sharp, ha fatto "ritagliare" una porzione della metropoli per adibirla a prigione. Una misura a quanto pare impossibile da evitare considerando la crescente ondata di criminalità e il conseguente aumento di persone da isolare dal resto del mondo. L'area di gioco di Batman: Arkham City è quindi cittadina, tra palazzi e case abbandonate a se stesse e alla nuova, scomoda lista di pericolosi inquilini. In termini di estensione l'area di gioco sarà cinque volte più grande che in passato rendendo di fatto il titolo una sorta di sand box, per quanto la libertà di movimento sarà sempre sottomessa al completamento di specifiche missioni che, soprattutto utilizzando gli interni, si declineranno nei classici livelli visti anche in Arkham Asylum. Preso in mano il pad, il primo evidente motivo di attenzione è stato il sistema di controllo quando in aria dato che ora la duplice possibilità di planare e usare il rampino per continuare a mantenersi in volo è fondamentale per coprire le grandi distanze proposte, garantendo nel caso degli scontri all'aperto anche una più vasta varietà di possibili approcci al combattimento. Ottimi, in tal senso, la telecamera e il responso dei comandi. Scesi al livello della strada e notato il dettaglio raggiunto, glorificato anche da un comparto luci potenziato e reso più spettacolare dalla presenza di differenti agenti atmosferici, come la neve, ci siamo dilettati menando le mani: come nell'originale le scazzottate sono immediate, ora valorizzate da circa il doppio delle animazioni disegnate per Batman, nuove mosse e una varietà di inediti attacchi dei nemici. Per chi fosse già pratico della serie, comunque, lo schema a due colpi più la counter e la capriola torna qui invariato. La demo proseguiva facendoci provare quanto avevamo visto qualche mese or sono, vedendoci entrare nella casa di Due Facce - divisa a metà, una perfettamente curata e l'altra fatiscente - per salvare una Catwoman appesa a testa in giù, a penzoloni sopra a una vasca piena d'acido.

La sensazione è che Rocksteady sia rimasta fedele all'ottimo lavoro fatto in passato ma al contempo si sia resa conto della necessità di dare più varietà all'azione, aggiungendo avversari diversi, ambienti architettonicamente più complessi e una maggior quantità di differenti situazioni. Molti i gadget nuovi, ad esempio, come nel caso di un apparecchio per decrittare trasmissioni radio o, per movimentare i combattimenti, di una gelatina esplosiva da posizionare sul terreno mentre si rotola. In termini di storia sappiamo che lo sviluppatore inglese ha lavorato con Paul Dini, un personaggio che ha legato il suo nome alla vittoria di cinque Emmy Award, così da mettere in scena un plot che comprenderà nomi del calibro di Joker, Pinguino, Due Facce, Hugo Strange, Harley Quinn e parecchi altri.

Il graffio del felino

Lo spezzone provato è importante nell'economia del gioco perché, dopo aver liberato Catwoman dalle grinfie di Due Facce, si apre un'interessante possibilità che è anche una delle sorprese che Rocksteady ha inserito in Batman: Arkham City. Nonostante il focus resterà Batman, sarà infatti presente anche una seconda campagna, contenutisticamente molto più limitata e integrata in quella principale, con protagonista Catwoman, che starà a ciascuno decidere se completare oppure no. A noi è stato mostrato uno scorcio di circa dieci minuti di questa aggiunta, abbastanza da apprezzare il buon lavoro fatto per renderlo qualcosa in più che un mero bonus.

Vestendone i succinti panni ci si potrà spostare scalando le pareti e muovendosi sui soffitti, usando la frusta per agganciarsi alle sporgenze e raggiungerne la sommità in modo più rapido. La missione prevedeva una fragile collaborazione con Poison Ivy per accedere ad alcune cassette di sicurezza all'interno di una struttura pattugliata da parecchi di nemici armati: la facilità di movimento in maniera silenziosa e su tutte le superfici permette di utilizzare in modo estensivo le istant kill, possibili da eseguire anche su un paio di nemici contemporaneamente. E anche certi compiti, come la necessità di recuperare dalle guardie alcune tessere magnetiche, potevano essere compiuti silenziosamente senza che queste nemmeno si accorgessero di essere state alleggerite del prezioso carico. La campagna dedicata a Catwoman è insomma un modo come un altro per aumentare la longevità del titolo, così come lo è la modalità Sfida che dovrebbe essere una versione estesa del classico pacchetto di scenari via via più impegnativi. Se questo è il risultato di essersi presi un po' più tempo del previsto, non possiamo che compiacerci di questa scelta e confermare che gli amanti del detective di Gotham City possono sperare per il meglio.

CERTEZZE

  • Più vasto e ricco di contenuti
  • Ottimo uso dell'Unreal Engine 3
  • Promessi diversi contenuti secondari ed extra

DUBBI

  • Una storia più vasta e complessa sarà più difficile da rendere qualitativamente valida
  • Ancora dobbiamo verificare l'assenza di certi difetti del passato, come alcuni passaggi meno esaltanti con i boss