Un ultimo viaggio su PSN  14

Dopo gli ottimi flOw e Flower, Jenova Chen e i ragazzi di Thatgamecompany si preparano a salutare il PSN con un'ultima e promettente esclusiva. Noi l'abbiamo provata all'E3 di Los Angeles.

Dai cieli azzurri di Cloud alle colline fiorite di Flower. Dopo aver lasciato la Cina per andare a vivere negli States, il tema del 'viaggio' è sempre stato fortemente radicato nei giochi di Jenova Chen, e la sua terza opera per PlayStation Network, Journey, non fa certo differenza.

L'onirico titolo promette anzi essere il giusto completamento di un percorso iniziato con flow e sbocciato in Flower, mentre i dodici ragazzi che compongono Thatgamecompany sembrano aver trovato un giusto compromesso per rendere appetibile a un pubblico più ampio il loro astratto immaginario. In occasione dell'E3 di Los Angeles abbiamo chiacchierato con Jenova e provato tre dei livelli che saranno presenti nella versione definitiva di Journey. Il nostro viaggio, comunque, è appena cominciato.

Il deserto delle meraviglie

A differenza dei precedenti titoli realizzati dal gruppo californiano, Journey propone molti più elementi tipici di un tradizionale videogioco: abbiamo un personaggio riconoscibile, delle abilità da utilizzare e un percorso da seguire. Eppure, per tutto il resto, il giocatore si troverà davanti a un'esperienza assolutamente unica, che lo travolgerà con il suo stile fantastico e alcune idee di game design parecchio originali. Per tutta l'avventura vestiremo i panni di un innominato individuo dal lungo manto rosso, esplorando un immenso oceano di sabbia senza apparente obiettivo se non quello di scoprire cosa si nasconde dietro la prossima duna. La totale assenza di dialoghi, nomi o didascalici avvenimenti fa in modo che il giocatore elabori una propria interpretazione di ciò che avviene su schermo, creando una connessione assai forte tra lui e il suo alter-ego.

Esteticamente, Journey è a dir poco strepitoso, con una grafica pulitissima che esalta l'immensità del panorama e trasforma tutto in un magnifico dipinto in movimento. La sabbia sotto i piedi si deforma in maniera assai piacevole, così come si rimane a bocca aperta una volta che, raggiunta la cima di una duna, ci si trova davanti a una pianura piena di maestosi templi. Verso la fine della demo ci siamo poi ritrovati nel mezzo di una tempesta di sabbia, in un momento reso ancora più drammatico dall'arrivo di un cielo cupo e all'apparire di sinistre e desolate torri. Ma la nuova opera di Thatgamecompany non si limita soltanto a un'esperienza audiovisiva di rara bontà, e pad alla mano riesce anzi a dare grandi soddisfazioni: scivolare tra le dune e fluttuare per brevi periodi comunica un senso di libertà che vede in Flower uno dei pochi veri contendenti, mentre la telecamera può essere ruotata o avvicinata inclinando il DualShock 3 nelle varie direzioni. Avvicinandosi ad alcuni tessuti rossi che svolazzano qui e là nello scenario, la sciarpa del nostro protagonista inizia a brillare, indicando che a quel punto è possibile realizzare un salto o volare per un breve periodo di tempo. Nella demo provata abbiamo esplorato tempietti ed evocato alcuni spiriti, i quali ci permettevano di sbloccare l'accesso ad altre aree ed eventualmente conferivano al giocatore alcune abilità aggiuntive. "Tuttavia", aggiunge Jenova, "uno degli elementi più importanti in Journey è l'eventuale componente multigiocatore": il titolo introduce infatti un particolare sistema online, grazie al quale si potrebbe incontrare un altro giocatore lungo il cammino. È quello che ci è successo nella seconda metà della demo mostrataci, quando abbiamo incrociato un passante (probabilmente un tester di thatgamecompany o un altro giornalista nella stanza) e condiviso con lui parte del tragitto. L'assenza di un qualsiasi sistema di comunicazione visiva o vocale limita l'interazione tra le due persone, ma allo stesso tempo rende più affascinante il viaggio, dando la possibilità di abbandonare in qualsiasi momento il proprio compagno o seguirlo nel percorso. La versione finale di Journey dovrebbe offrire circa cinque ore di gameplay, una quantità più che accettabile se si considera che, come Flower, rischia di esaurire in breve tempo tutto quello che ha da dire.

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CERTEZZE

  • Un viaggio onirico dallo stile unico
  • Senso di libertà notevole
  • È interessante l'interazione con gli altri giocatori

DUBBI

  • La mancanza di una qualsiasi sfida potrebbe annoiare qualche giocatore