PC MagazinePC Magazine #38 

Penuria di notizie degne da raccontare durante la calda stagione estiva? Non da queste parti...

PC Magazine #38 Questa settimana apriamo con qualcosa di diverso: oltre ai soliti eventi a sfondo videoluco, ci capita ogni tanto di partecipare a una presentazione relativa a componenti hardware o gadget tecnologici vari, come quella che ci ha visto osservare da vicino iTwin. In realtà si tratta di un prodotto già uscito sul mercato italiano lo scorso aprile ma, non avendone parlato allora, lo abbiamo provato adesso, in occasione del recentemente aggiunto supporto alla piattaforma Mac OSX. In sostanza si tratta di un dispositivo diviso in due parti, ciascuna dotata di USB, che permette la condivisione di file online tra computer. Nulla viene salvato sulla chiavetta in sé, semplicemente si creano delle cartelle virtuali condivise, con i due token hardware che proteggono l'accesso attraverso una chiave criptata AES 256bit. Volendo si può aggiungere anche una password e la disattivazione remota di una sola metà, in caso di smarrimento, è sempre possibile. La domanda è: perché iTwin e non altri sistemi di accesso remoto? Rispetto a sistemi di storage online è certamente più discreto, dato che non si deposita nulla su macchine di terzi, e volendo più sicuro, ma in compenso impone di avere i computer connessi tra loro sempre accesi - difficile che uno parta in capo al mondo lasciando il PC in funzione. Rispetto a soluzioni ad esempio via FTP, che possono anche permettere di lasciare la macchina in stand by, questa è più costosa - la si trova a 100 euro - e meno personalizzabile, ma più user friendly. PC Magazine #38 E proprio la facilità d'uso ci sembra la miglior caratteristica del prodotto, con alcune funzioni, come lo streming video, che potrebbero interessare chi in cerca di un sistema di condivisione di file online sicuro e che non richieda conoscenze tecniche per essere sfruttato a dovere. Gli smanettoni si rivolgeranno certamente altrove. In futuro è previsto anche il supporto ai dispositivi Androind e iOS.
Passando ad altro, a qualcosa di più vicino alle nostre consuete discussioni in apertura di PC Magazine, gli sviluppatori di Frozen Synapse - ottimo gioco di strategia indie competitivo, recensito a questo indirizzo - hanno rilasciato un'intervista a GameIndustry. Si parla dei consensi ottenuti dal titolo, dei piani per il futuro e anche dell'importanza di Steam nel successo degli sviluppatori indipendenti. Per continuare lungo la linea tracciata dalla strategia a turni, questa volta però con un sapore più che altro ruolistico, segnaliamo un post apparso su SinisterDesign.com che si dilunga sui dodici punti che potrebbero migliorare un sistema di combattimento spesso complesso, profondo ma ancora imperfetto e alla ricerca (forse) di alcune novità che possano ridargli nuovo lustro. Ficcante, infine, anche il pezzo di Simon Ludgate per Gamasutra, dove discute alcuni aspetti importanti come progressione, economia e in ultima analisi divertimento degli utenti, nel complesso genere degli MMORPG. Gli amanti di concetti come "gratuito" o "dimostrativo" saranno contenti di sapere che attingendo da un paio di post apparsi su PC Gamer e RockPaperShotgun, ci sono download potenzialmente interessanti: Office Trap e The Haunted Ruins da una parte, la demo del derivativ(issim)o Mini Robot Wars dall'altra. Quest'ultimo più che altro nelle vesti di curiosità. Virando sull'isola felice dei mod... beh, non tutti sono allegri a dire il vero, tanto che un modder, utente di Team Fortress 2 della prima ora, si è messo all'opera per arginare l'ondata di "F2Player" che ha invaso il suo sparatutto multiplayer preferito: GiantBomb, raramente così addentro alle questioni PCiste, ricostruisce in maniera eccellente tutta la storia. Per i nostalgici, invece, ad agosto ci sarà la beta di Grand Theft Auto IV: San Andreas, con la mappa dell'amato capitolo riprodotta con cura all'interno della più recente uscita.

di Umberto Moioli

Minestuff

C'è ancora moltissimo tempo da aspettare prima di avere tra le mani l'Adventure Update. Notch ha rivelato, comunque, che sarà giocabile in una versione di prova al PAX, ovvero dal 26 al 28 Agosto di quest'anno. Ciò ci induce a credere che non arriverà prima di settembre o addirittura che uscirà come la versione definitiva del gioco. Nel frattempo è uscita la versione 1.7.3 che include alcuni bugfix. Da segnalare questa settimana il progetto "Magic of the Elders" (MOTE), particolare per il pizzico di magia che aggiunge a Minecraft e per i suoi contenuti, pur non essendo ancora disponibile al download. Particolare attenzione merita anche la mod "AMCO", che ne riunisce più di 50 per espandere in modo eccezionale il gioco, riuscendo al contempo a correggere tutti i conflitti che si creavano una volta usate assieme. Segnaliamo infine il ritorno di Risugami che ci regala le sue vecchie mod compatibili con l'ultima versione di gioco, e due nuove. Le trovate tutte qui.

by Simiz

PC Magazine #38 Finalmente dopo qualche settimana di stanchissima riusciamo a inserire una modifica all'interno della configurazione di fascia "medio-bassa"; tale più che altro in termini di prezzo, viste le prestazioni comunque eccellenti. Se il processore resta lo stesso e la scheda madre pure - qualcuno troverà nell'Intel 2500k, disponibile a una ventina di euro in più, un'ottima alternativa - abbiamo scelto di modificare la scheda video, passando da una GTX 460 o una Radeon HD 6850 a una AMD Radeon HD 6870, che per circa 140 euro supera di gran lunga le due proposte precedenti, giocandosela con la GTX 560 (non Ti) che però è leggermente più costosa. Come sempre, tutte le combinazioni sono buone: il solito rilievo è che oggigiorno, con la corrente generazione di videogame arrivata a una situazione di stallo in termini di potenza richiesta, non servono grosse cifre per farsi un ottimo PC. Anzi.

Componente
Caratteristiche
Prezzo
Processore
155€
Scheda Madre
75€
Scheda Video
140€
Ram
90€
Alimentatore
60€
Hard Disk
40€
Lettore-Masterizzatore Ottico
25€
Case
40€
Prezzo Computer Entry Level
625 Euro


di Umberto Moioli

PC Magazine #38 Fire With a Riot

E se la zia Concettina, in piena crisi da idee regalo dovuta alla morte del gatto Flip, che faceva flop, decidesse che ormai siete grandi abbastanza da possedere un lanciafiamme tutto vostro? Dai che avete capito. Parliamo proprio di uno di quei bellissimi aggeggi che sputano fuoco appena si preme un grilletto; quelli che si usano vestiti da condom. Tutto chiaro? Porsi la domanda su dove la zia Concettina abbia acquistato un lanciafiamme, crediamo che esuli dai nobili scopi di questo articolo, anche se immaginiamo che, cercando bene su Ebay, qualcosa si trovi (tipo: vendo scatola di prosperi con lanciafiamme in regalo, costro compralo subito 4€, spese di spedizione 2.999€).
PC Magazine #38 Insomma, quale bambino non vorrebbe in dono un lanciafiamme? Il problema, una volta scartato il pacco e bruciata la zia Concettina per la contentezza, è cosa farci. Accenderci i sigari del babbo? Che noia. Farci la ceretta alla mamma? Neanche a pensarci! Anche perché se poi ti sbagli e la bruci chi te la prepara la colazione? La compresenza nella stessa casa di un fratellino o di una sorellina, può posticipare il momento in cui affrontare il problema, ma si tratta comunque di una soluzione tampone, anche nel caso di genitori particolarmente prolifici che avessero dato al mondo una decina di figli. Fortunatamente, come il saggio zio Reginaldo insegnava ai più piccoli, prima di morire soffocato tra le ghiandole mammarie particolarmente sviluppate di una spogliarellista di Bazzano del Grappa, là fuori c'è un mondo da scoprire... e da bruciare.
Fire With a Riot è un gioco di una semplicità estrema, in cui bisogna riuscire a bruciare tutti gli oggetti presenti nelle singole schermate, possibilmente in roghi di grandi dimensioni, usando un lanciafiamme. Lo scopo è di superare venticinque livelli accumulando più punti possibili. Gli unici ostacoli che si frapporranno tra voi e la carriera del piromane sono: dei tipi che tenteranno di spegnere le fiamme con l'acqua, e che andranno opportunamente distratti così da dare modo al fuoco di fare il suo corso; la dimensione dei caricatori del lanciafiamme, invero molto limitata, e il fuoco stesso, l'unico agente capace di uccidervi in ogni sua forma. Tra gli oggetti bruciabili c'è un po' di tutto: si va dagli alberi, alle staccionate, ai campi di grano, a palazzi con relativo parcheggio, fino ad automobili e interi quartieri. In alcune schermate si dovranno incendiare anche api e galline. Vi sembrerà crudele farlo, ma in realtà è molto utile perché gli animali in fiamme aiutano a propagare gli incendi. Anche l'accumulo dei punti non è un'azione fine a se stessa, perché si potranno spendere per costruire nuovi lanciafiamme, superando un minigioco molto semplice, dotati di caratteristiche differenti come fiamme più resistenti o caricatori più capienti. Fire With a Riot non è sicuramente il gioco della vita, ma vale comunque la pena dedicargli qualche minuto di tempo perché, finché dura, è divertentissimo. Oltretutto la grafica da sistema a 8 bit, visualizzata nello schermo di un vecchio televisore, aiuta a smorzare i controversi contenuti del gioco e aggiunge un tocco di stile che non fa mai male.

di Simone Tagliaferri
PC Magazine #38

Titolo: Fire With a Riot
Sviluppatore: Zack
Distribuzione: Freeware
Sito di riferimento: Link
Download: Link
Da sapere per giocare al meglio: Niente di rilevante da segnalare.

PC Magazine #38
GeForce GT 520 - Una scheda fin troppo modesta
PC Magazine #38 Secondo i numerosi test apparsi in rete la GeForce GT 520 non si è dimostrata una scheda sorprendendo dal punto di vista prestazionale finendo, in alcuni test, addirittura al di sotto della GT 220. Inoltre la GPU scalda molto il relazione alla potenza esigua che esprime e questo elemento, visto che si tratta di una scheda destinata a case di dimensioni ridotte, non è da sottovalutare. Certo la scheda può vantare un prezzo contenuto, visto che online è reperibile al di sotto dei 50 euro, ma con 10 euro in più è possibile acquistare una GT 240 le cui prestazioni sono nettamente superiori.

I requisiti di Crysis 2 in versione DX 11
PC Magazine #38 La patch DX11 di Crysis 2 ha effettivamente migliorato la qualità visiva del titolo Crytek, migliorando nettamente la resa delle texture, ma lo ha anche reso più pesante da digerire per i nostri PC. Guru3D ha voluto verificare quanto e ha rilevato una perdita di prestazioni che va, a parità di sistema, dal 10 al 15 percento. Insomma l'update grafico non incrementa più di tanto le richieste hardware del titolo anche se dobbiamo ammettere che i requisiti non sono bassi. In ogni caso per giocare in full hd restando al di sopra dei 30 frame per secondo servono una Radeon 6870 e un processore che non faccia da collo di bottiglia. Invece accontentandosi di una risoluzione di 1600x1200 pixel è sufficiente possedere una 6850 per godere del titolo al massimo.

AGGIORNATA Primo test per la tecnologia Bulldozer
PC Magazine #38 A quanto pare i test sono risultati uno scherzo a cui Donanim Haber ha dato troppo credito. Il sito turco si è fatto strada nel panorama dell'hardware grazie ad alcuni scoop notevoli e probabilmente ha ceduto troppo presto alla tentazione di pubblicare le finte rivelazioni del blogger OBRovsky. A loro volta decine di siti hanno dato per scontata una verifica da parte del portale che invece non c'è stata.
Donanim Haber ha messo le mani sui test relativi a una CPU sample FX-8130P a 3.2 GHz basata sulla tecnologia Bulldozer e da quanto è emerso i nuovi processori non sono così rivoluzionari e orientati al futuro come speravamo. I nuovi processori infatti sembrano puntare ad affiancare la tecnologia Sandy Bridge ponendosi poco al di sotto dell'i7-2600k in termini di gaming performance. La CPU dovrebbe comportarsi bene anche con le applicazioni server generiche, grazie al raddoppio delle ALU, ma come potenza grezza non può nemmeno pensare di confrontarsi con gli Xeon Sandy Bridge. Insomma possiamo aspettarci un processore desktop funzionale e che probabilmente arriverà con un prezzo concorrenziale per combattere l'attuale lineup Intel. Il problema di AMD sta però nel futuro. Gli Ivy Bridge costeranno senza dubbio parecchio ma tra transistor a tre vie e processo produttivo a 22 nanometri il salto tecnologico previsto è notevole.

Il mercato PC rallenta la sua corsa
PC Magazine #38 Secondo gli analisti di Gartner e IDC il tasso di vendita dei PC nel secondo quarto fiscale è inferiore rispetto alle previsioni di mercato. Il problema però non sembra riguardare i PC da gioco ma notebook e portatili che si sono trovati a combattere con i tablet. E sebbene anche questi ultimi vendano a rilento, iPad escluso ovviamente, ormai sono in possesso di una bella fetta di mercato. In ogni caso il mercato è cresciuto di oltre il 2% piazzando circa 85 milioni di pezzi e allo stato attuale delle cose sembra per lo meno azzardato parlare di crisi. Diversa la tendenza in Asia dove i computer non hanno ancora saturato il mercato e hanno ampi spazi di manovra. E la buona salute del mercato PC asiatico viene confermata dai dati di vendita relativi al primo trimestre 2011 che vedono il colosso cinese Lenovo superare Acer per la prima volta e conquistare il terzo posto del podio dietro a HP e Dell. http://www.ictbusiness.it/cont/news/lenovo-sorpassa-acer-terzo-posto-globale-nei-pc/27111/1.html

La SIAE chiede giustizia
PC Magazine #38 La pirateria è sbagliata. Non c'è alcun dubbio. Ma la lotta alla pirateria non può coinvolgere i cittadini onesti e non può essere gestita come una crociata. Per questo ho spalancato gli occhi di fronte alle 10 domande pubblicate dalla SIAE sul Corriere della Sera, che sono relative all'equo compenso e al nuovo discusso provvedimento AGCOM sulla protezione del copyright, quando mi sono reso conto di leggere un manifesto parziale e caratterizzato da parecchi punti discutibili. Bastano un paio di considerazioni per rendersi conto della forzatura del documento. La prima è che io, utente tecnologico, mi trovo a pagare l'equo compenso (nella sua formulazione italiana) anche se non scarico illegalmente, non rubo, non trafugo, non frego, non vendo, non scambio e via dicendo. In Italia infatti l'equo compenso è applicato indistintamente a un gran numero di supporti, a differenza di quanto accade in altri paesi europei, e la formulazione nostrana è stata dichiarata incompatibile con quella dell'Unione Europea. Inoltre nel documento si mettono in parallelo una sovratassa generica e il compenso diretto per servizi fondamentali, paragonando tra l'altro la realizzazione di opere artistiche con la figura del medico. E soprattutto si pone la questione in modo parziale, virando solo sulla pirateria che è l'unico argomento su cui è impossibile essere in disaccordo. Ma le modalità, le ripercussioni e le interazioni sono sempre importanti perchè sono quegli elementi che salvaguardano gli onesti. Il regolamento infatti, che ricordiamo è dell'AGCOM e tra l'altro ha ben poco a che fare con le competenze della SIAE, non punisce solo i siti che pubblicano copie di film o di canzoni ma nel suo mirino, almeno nella formulazione attuale, sembra includere anche le parodie, gli spezzoni usati per la critica, lo sharing online (tra privati, non la distribuzione di una copia) e soprattutto non prevede discussioni legali ma la rimozione del contenuto "incriminato" senza che l'utente possa fare nulla. Per farla breve il provvedimento, che viene da un organo non propriamente indipendente, non sembra giustificare un appello tanto accorato, tra l'altro formulato da un'ente "a parte", non direttamente coinvolto e che, nonostante le tariffe elevatissime, è in perdita ed è soggetto a critiche dai suoi stessi associati. Insomma, possiamo sbagliarci, ma sembra proprio di essere di fronte al peggiore tra i difetti italiani: chiedere la correttezza mentre non si è nella posizione più limpida, mancando di trasparenza e con metodi discutibili.
Di seguito alleghiamo la lista delle domande che, ricordiamo, è stata pubblicata in una pagina pubblicitaria del Corriere della Sera.

1. Perché il diritto d'autore, che fuori dalla rete è riconosciuto, in rete non deve essere remunerato?
2. Perché coloro che criticano il provvedimento AGCOM non criticano anzitutto il furto della proprietà intellettuale? Perché impedire la messa in rete di proprietà intellettuale acquisita illegalmente dovrebbe essere considerata una forma di censura?
3. Perché dovrebbe risultare ingiusto colpire chi illegalmente sfrutta il lavoro degli altri?
4. Perché si ritiene giusto pagare la connessione della rete, che non è mai gratis, ed ingiusto pagare i contenuti? E perché non ci si chiede cosa sarebbe la rete senza i contenuti?
5. Perché il diritto all'equo compenso viene strumentalmente, da alcuni, chiamato tassa? Perché non sono chiamate tasse i compensi di medici, ingegneri, avvocati, meccanici, idraulici, ecc.?
6. Perché Internet, che per molte imprese rappresenta una opportunità di lavoro, per gli autori e gli editori deve rappresentare un pericolo?
7. Perché nessuno si chiede a tutela di quali interessi si vuole creare questa contrapposizione (che semplicemente non esiste) tra autori e produttori di contenuti e utenti?
8. Perché dovremmo essere contro la libertà dei consumatori? Ma quale libertà? Quella di scegliere cosa acquistare ad un prezzo equo o quella di usufruirne gratis (free syndrome) solo perché qualcuno che l'ha "rubata" te la mette a disposizione?
9. Perché nessuno dice che l'industria della cultura occupa in Italia quasi mezzo milione di lavoratori e le società "over the top" al massimo qualche decina? E perché chi accusa l'industria culturale di essere in grave ritardo sulla offerta legale di contenuti, poi vuole sottrarci quelle risorse necessarie per continuare a lavorare e dare lavoro e per investire sulle nuove tecnologie e sul futuro?
10.Perché, secondo alcuni, non abbiamo il diritto di difendere il frutto del nostro lavoro, non possiamo avere pari dignità e dobbiamo continuare a essere "figli di un Dio minore"?


di Mattia Armani

PC Magazine #38
Aion
Avevamo già accennato al nuovo aggiornamento di Aion, adesso NCSoft ha annunciato ufficialmente il giorno in cui i giocatori potranno scaricare la nuova patch: salvo ritardi dell'ultimo momento, il client verrà modificato il 3 agosto, subito dopo una breve fase di test che comincerà il 28 luglio e durerà praticamente meno di una settimana. PC Magazine #38 Per chi fosse un po' indietro con l'evoluzione di Atreia, ricordiamo che l'update 2.6 aggiungerà la Crucible Challenge, praticamente una versione dell'Empyrean Crucible da affrontare in solitario dedicata sopratutto ai daeva più asociali. Alcune instance come Dark Poeta e Bashmundir Temple verranno leggermente semplificate; inoltre saranno aggiunte delle nuove pietre che permetteranno di modificare ulteriormente l'equipaggiamento dei giocatori, mentre un nuovo vanity-pet, il Runaway Poppy, permetterà ai suoi possessori di guadagnare Platinum Medal aggiuntive. Si tratta dunque di un aggiornamento contenuto ma non avaro di novità per tutti coloro che svolazzano ancora nel colorato mondo pseudo-coreano di NCSoft.

Rift
Altro giro, altra patch: stavolta parliamo dell'aggiornamento alla versione 1.4 di Rift. "Il mare ancora non si è calmato qui a Trion e noi continuiamo a sfornare contenuti per ogni aggiornamento" dice James Nichols, un'affermazione che rispecchia le novità che sono arrivate sui test server il 14 luglio. PC Magazine #38 La patch avrà il compito di proseguire gli eventi iniziati con il precedente update Waves of Madness, introducendo alcune feature davvero attesissime, in particolare la possibilità di assemblare un gruppo cercando giocatori anche negli altri server, un potenziamento del sistema di ricerca elaborato già da qualche tempo anche in World of Warcraft. Sul fronte PvP, invece, gli avventurieri di Telara potranno cimentarsi con una modalità alternativa nel warfront Whitefall Steppes, durante la quale dovranno raccogliere degli oggetti e riportarli alla loro base allo scopo di attivare dei cannoni runici e sconfiggere il gruppo avversario. Contemporaneamente, Trion Worlds ha deciso di fornire ai giocatori che hanno abbandonato il MMORPG una via per tornare a provare le ultime novità: si tratta in pratica del tipico evento "Welcome Back" che è ormai diventato una moda in molti giochi da diversi anni e dal 13 luglio al 19 luglio gli account sospesi potranno essere riattivati gratuitamente per tutta la durata dell'offerta.

Final Fantasy XIV
Gira la voce che Naoki Yoshida da qualche mese non dorma più di quattro ore a notte, concentrando tutte le sue energie sulla ricostruzione del MMORPG che tanti problemi ha causato a Square Enix nell'ultimo anno. Con tutta la buona volontà, la strada è lunga e difficile ma il nuovo team ha già dimostrato in passato il suo valore e al suddetto producer le idee e l'abilità non mancano. PC Magazine #38 Nella sua ultima e stranamente sintetica missiva, Yoshida ha finalmente confermato l'arrivo dell'aggiornamento 1.18, previsto per il 21 luglio o giù di lì: la patch potrebbe subire qualche ritardo visto la quantità di carne al fuoco. La squadra di Yoshida-san è al lavoro su una moltitudine di cambiamenti e in questo caso si parla di un quasi completo rifacimento del sistema di combattimento e dell'introduzione delle famigerate instance. Se si considera che gli sviluppatori precedenti avevano schernito il sistema dei dungeon istanziati operato da altri MMORPG, fa sorridere il fatto che Yoshida abbia fatto un deciso dietro-front proponendo agli utenti un video che mostra Dzemael Darkhold e, presumibilmente, il caro, vecchio Ifrit. Gli avventurieri di Eorzea affronteranno le forze imperiali e altre antiche creature intenzionate a fare a fette qualunque cosa cerchi di penetrare i labirintici sentieri della zona. Tra i due dungeon che verrano introdotti, Dzemael Darkhold sarà quello di livello più alto, concepito per gruppi di otto giocatori di rank 40. Il MMORPG di Square Enix sembra insomma sulla buona strada per assumere una forma più definita, seppur non molto diversa da quella in precedenza tanto respinta della concorrenza.

di Christian La Via Colli

PC Magazine #38 In Cold Blood

In Cold Blood è una delle recenti riscoperte di GOG a prezzo speciale. È vero, il tempo per approfittare dell'offerta è scaduto, ma lo spunto resta interessante e il prezzo, come sempre, abbordabile. Il vostro alter ego nella storia è John Cord, una spia inglese fatta prigioniera dai russi mentre indagava nelle miniere di Volgia, uno stato di fantasia dove l'ex Unione Sovietica ha scoperto un forma di energia sconosciuta e molto potente. Naturalmente i russi vogliono sapere cosa ci fa una spia in casa loro, e cominciano a torturare il signor Cord per estorcergli una confessione. I ricordi che emergeranno nel corso dell'interrogatorio saranno le sessioni di gioco vere e proprie. Un espediente narrativo simile a quello adottato da Bioware in Dragon Age 2, e che funziona egregiamente, anche perché In Cold Blood è ricco di colpi di scena, personaggi ambigui e sottotrame che si intrecciano tra loro per tessere una rete di menzogne nella quale buoni e cattivi si confondono.
PC Magazine #38 Tanto ritmo narrativo, purtroppo, non corrisponde a un'azione sul campo altrettanto adrenalinica. Un po' come avveniva nel caso del più recente Alpha Protocol, seguire e influenzare le evoluzioni della vicenda è più divertente che prendere parte alle missioni. Al di là dei controlli scomodi e delle inefficienze dei comandi, In Cold Blood è troppo facile. Si può decidere di agire furtivamente, un approccio molto soddisfacente, ma se le cose dovessero andare male, ripulire la stanza dai nemici a colpi di pistola è un gioco da ragazzi. In Cold Blood sembra inoltre molto ansioso di risolvere i puzzle al posto nostro che, va detto, sono poco più difficili di quelli che potreste aspettarvi da una serie come Resident Evil per esempio. Gli stimoli necessari a proseguire nel gioco li offre comunque la parte investigativa, fatta di ricerche, dialoghi e intimidazioni - se puntate la pistola a un sospetto, questi sarà più incline a collaborare ovviamente. Quindi se per voi l'azione non è tutto e avete voglia di farvi trascinare da un bella storia narrata come si deve, In Cold Blood è il gioco che fa per voi, altrimenti vi consigliamo di scorrere di nuovo il catalogo di GOG, nel quale non mancano molti bei titoli dal grilletto facile.

di Andrea Rubbini

Titolo: In Cold Blood
Linea: GOG
Prezzo: 5.99$
Storico: Nulla di rilevante da segnalare.
Voto originale Multiplayer.it: N/D

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