Uncharted 3: L'Inganno di DrakeVoci dal Sottobosco 

Come si fa a partire da un capolavoro per creare qualcosa di meglio? E' la sfida di Naughty Dog e la risposta, implacabile, arriverà a novembre...

Provate a immaginare a quale stress devono essere sottoposti i ragazzi di Naughty Dog. Mancano poco meno di due mesi al lancio di Uncharted 3: L'Inganno di Drake e lo sviluppo del gioco possiamo dire che sia ormai completo, forse soltanto in fase di rifinitura. La questione però non è soltanto produrre un ottimo gioco, ma fare qualcosa di più rispetto a un titolo, Uncharted 2: Nel Covo dei Ladri, considerato come una delle migliori avventure videoludiche di sempre, pluripremiato e osannato da critica e pubblico. Voci dal Sottobosco E' un'eredità difficilissima da gestire e lo stesso Justin Richmond, direttore del progetto, ammette che il salto da Uncharted 2 a Uncharted 3 non sarà così evidente dal punto di vista tecnico come accaduto dal primo al secondo episodio, il team si è infatti concentrato sopratutto su dettagli e sottigliezze, perfezionando ulteriormente la già eccellente cosmesi del prequel. "Stiamo facendo follie con le animazioni, per esempio" ha spiegato Richmond "e adesso Drake si animerà in base a ciò che gli succede attorno, reagendo realisticamente a pericoli e altre situazioni, senza privare il giocatore del controllo sul personaggio". Ma figuriamoci se Naughty Dog si fermerebbe alle animazioni di Nathan Drake...

Dal Covo all'Inganno

Anche Evan Wells e Amy Hennig, rispettivamente co-produttore e direttore creativo, sono d'accordo con il loro boss. "Non è un'impresa facile" ha ammesso Wells, "e noi siamo i primi critici dei nostri giochi. Il nostro obiettivo è creare un gioco divertente, la risposta nei confronti di Uncharted 2 è stata davvero inaspettata e adesso siamo proprio sotto pressione, sia internamente che esternamente. Ma abbiamo anche dei ragazzi di grande talento che ce la stanno mettendo tutta". Ovviamente la "campagna" di Uncharted 3: L'Inganno di Drake non si basa soltanto su ottimi presupposti tecnici, ma anche su idee, tante e interessanti. "Con Uncharted 2 abbiamo talmente perfezionato l'engine che adesso possiamo creare delle situazioni che non avevamo mai valutato, così adesso abbiamo cominciato a pensare a tutto quel genere di storie e convenzioni da film d'azione, come per esempio la fuga da un edificio in fiamme, che prima non avevamo considerato perché ci erano mancate le occasioni o la tecnologia necessaria" ha spiegato un'entusiasta Amy Hennig. Voci dal Sottobosco Riguardo alla tecnologia, Wells ha sottolineato l'importanza ma anche la complessità dell'introduzione del 3D stereoscopico, "che ha comportato mesi di fatiche, prove e tentativi allo scopo di ottimizzare l'engine ed introdurre sempre più effetti particellari, elementi fisici e dinamiche che sono poi passate agli artisti del team, i quali hanno progettato una serie di situazioni e sequenze di gioco davvero spettacolari e, sopratutto, originali e mai ripetitive". Ai Naughty Dog piacciono le sfide, lo dimostra anche la scelta di una particolare ambientazione: il deserto. "E' interessante perché la sabbia è sia solida che liquida" ha spiegato Hennig, "Abbiamo dovuto capire come renderla esteticamente piacevole attraverso lo scintillio della superficie e lo spostamento dei granelli causato dal vento ma anche come farla reagire fisicamente al contatto con altri elementi". La realizzazione della sabbia è stata quindi una vera e propria sfida a livello tecnologico, non soltanto un'ambientazione come un'altra per le nuove disavventure di Drake.

Voci dal Sottobosco

Un nome, una garanzia

Nathan lo conosciamo bene, ormai: è un avventuriero un po' mascalzone, un perfetto incrocio tra Han Solo e Indiana Jones, e di certo non si è meritato di finire solo e sanguinante in cima a una montagna innevata o in chissà quale altro pasticcio. Beh, un po' sì, ma non è questo il punto. "Mettere Drake in situazioni estreme per vedere come se la caverà è un po' il nostro marchio di fabbrica" ha spiegato Wells, "e inoltre esprime parte della sua personalità, è tenace e se la cava sempre per il rotto della cuffia; non è un super guerriero e non è invulnerabile". Uno dei modi per aumentare la tensione e rendere una storia ancora più avvincente consiste proprio nel mostrare la vulnerabilità dell'eroe, che può essere ferito e perfino ucciso. Ma riuscirà a trovarlo un nuovo tesoro, alla fine? "Beh, è questione un po' banale e bisogna alzare la posta in gioco molto più in fretta" dice Hennig, "Magari è un genere un po' diverso, ma il nostro modello sono i film della serie Die Hard, in cui qualcuno si trova in una situazione al limite e non può fare altro che perseverare per uscirne vivo. Non è che può prendersi una pausa per farsi una doccia. E' un continuo degrado della figura dell'eroe e pensiamo che valga anche per il nostro Drake". Voci dal Sottobosco C'è anche in ballo un nuovo approccio, però, perché questa volta i nemici di Nate Drake non saranno soltanto i soliti ceffi armati fino ai denti e il nostro eroe e i suoi compagni, tra i quali il sempreverde Sullivan e l'affascinante Elena, dovranno vedersela con una minaccia più subdola, quasi psicologica. Pensiamo un po' al sottotitolo di questo terzo capitolo: L'Inganno di Drake. Cosa vuol dire? A chi - o cosa - si riferisce? "Può significare un sacco di cose" ha spiegato Hennig con un sorriso malizioso, "Potrebbe essere Drake quello a essere ingannato. O potrebbe essere lui l'ingannatore. Magari è un oggetto che viene usato per ingannare. Ci sono varie interpretazioni e non soltanto una di esse si applica al gioco, abbiamo scelto con cura un sottotitolo così astratto. Siamo sicuri però che i giocatori capiranno subito cosa intendiamo". Le storie di Uncharted e Uncharted 2 non saranno certo le più originali del panorama videoludico, ma agli sceneggiatori di Naughty Dog non manca certo il senso del ritmo o della sobrietà. Per esempio, anche questa volta sembra scartata a priori l'ipotesi di DLC che possano proseguire la vicenda. L'ha spiegato Richmond stesso, con brutale schiettezza, che questi DLC tendono inoltre a essere molto costosi, a cominciare dai doppiatori stessi, e non è prudente rischiare determinati costi senza sicuri introiti. "Inoltre va' a finire che la storia ha già preso un certo ritmo e aggiungendo nuovi livelli e situazioni si rischia di rovinarlo" ha continuato Richmond, "Alla fine siamo sempre costretti a tagliare qualcosa per una ragione o per l'altra e ci sono dei momenti nel gioco in cui vorremmo aggiungere qualcosa ma ci rendiamo conto che non funzionerebbe". Il troppo stroppia, insomma. Richmond e il suo team sembrano proprio aver calcolato con attenzione ogni dettaglio, sia dal punto di vista tecnico che narrativo, senza voler strafare o esagerare, una strategia che potrebbe risultare vincente nell'affollato panorama videoludico autunnale.

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