Sport sensoriali  14

Siamo volati fino a Birmingham per provare ogni singola disciplina del nuovo Kinect Sports

Di solito si usa dire che d'acqua sotto i ponti ne passa davvero tanta. A Birmingham, nelle Midlands a qualche centinaio di chilometri sopra Londra, di acqua ne passa tanta anche sopra i ponti... piove in continuazione. A noi è andata un po' meglio, visto che durante questo press tour ci siamo anche goduti una giornata di discreto sole nel bel mezzo della campagna inglese con anche una pausa pranzo a base di barbecue, hot dog e hamburger. Magari potrebbe frullarvi per la testa la domanda circa il motivo per arrivare fin lassù e la risposta è una visita a Rare, che dopo anni dall'acquisizione di Microsoft e dopo tantissima acqua passata sopra e sotto i ponti, ha cominciato a cambiare quell'atteggiamento di quieto riservo verso la stampa, aprendo le porte della propria mitologica sede per una giornata interamente dedicata alla prova di Kinect Sports: Season 2. Del gioco vi abbiamo già parlato in un paio d'occasioni, ma qui s'è trattato di provare per circa mezz'ora ciascuna delle singole discipline e d'intervistare Scott Henson che adesso è a capo di tutta Rare.

Evoluzione

Prima ancora di iniziare a giocare, inutile negarlo, ci stavamo chiedendo se fosse necessario dedicare un evento così lungo ad un gioco come Kinect Sports: Season 2 che fa dell'immediatezza e dell'accessibilità dell'esperienza uno dei propri cavalli di battaglia. Finita questa giornata, però, è evidente come il messaggio fosse quello di far percepire il gran lavoro svolto da Rare (e da Big Park, gli stessi di Kinect: Joyride) per cercare sia di sfruttare più a fondo la tecnologia di Kinect, offrendo al giocatore meccaniche molto più complesse e appaganti rispetto al primo capitolo, sia di inserire elementi, comuni alle diverse discipline, in grado di dare al gioco uno spessore e una longevità di molto superiori rispetto al passato.

I sei sport porteranno ognuno ad acquisire fan, in numero tanto superiore quanto migliore sarà il punteggio ottenuto per ogni prova, e, salendo di livello, si sbloccheranno mascotte, vestiti per gli avatar e sorprese d'ogni tipo. Tornano, per ogni disciplina, i mini giochi ovvero quelle modalità accessorie che, prendendo spunto dalle fondamenta dei diversi sport, ne rappresentano delle digressioni in altrettante prove d'abilità a tema ancor meno serioso. Oltre a queste, viene introdotto il challenge mode che permetterà di sfidare, in modalità diverse, i propri amici a superare le proprie prestazioni ad ogni sport, lasciando in un'apposita bacheca il proprio record e un ghost mode (una replica della propria prestazione da poter scaricare dal Live) con cui potersi confrontare. La vittoria in ogni sfida contribuirà ad accrescere il numero di fan e, quindi, il proprio livello, lasciando la scelta al giocatore di come progredire. Tornano anche i tre livelli di difficoltà, che rappresentano altrettanti modi di affrontare Kinect Sports: Season 2, da quello più rilassato, fino al più complesso in cui l'intelligenza artificiale degli avversari si fa davvero bastarda e in cui un maggior numero di elementi simulativi richiedono movimenti più precisi e una maggiore attenzione. Esordiscono, infine, i comandi vocali con anche l'Italiano confermato sin dal day one, ricordando che qualsiasi di questi può essere sostituito da un gesto eseguibile senza l'utilizzo della voce.

Golf

I sei sport presenti in Kinect Sports: Season 2 sono evidentemente studiati per permettere lunghe sessioni di gioco, alternando le attività più intense fisicamente, ad altre più rilassate e di queste fa senz'altro parte il golf che richiede attenzione e la sola gestualità legata ai tiri con la mazza. Nove sono le buche, tutte ambientate in questo circuito immaginario chiamato Maple Lakes, una sorta di vallata verde spazzata dal vento, in cui cominciano a manifestarsi le prime avvisaglie dell'autunno, portando le prime foglie dorate in giro per i campi, così da indicare la direzione del vento (che sarà tanto più incisivo a seconda del livello di difficoltà scelto).

Alzando il braccio sinistro, si entra in modalità prova, in modo da decidere la direzione del tiro, che si cambia camminando avanti o indietro stando con il fianco verso il televisore; portando la mano destra sugli occhi, si attiva una visuale dall'alto che permette una visuale panoramica della buca, mentre con la voce (ogni comando vocale è indicato su schermo con la parola da pronunciare tra virgolette) si possono cambiare le mazze, seguendo i consigli del caddie: una simpatica signorina che sarà sempre più gentile con i giocatori che si ricorderanno di ringraziarla per gli aiuti forniti. Una volta raggiunto il green, bisogna chinarsi per attivare una visuale che dalla pallina scorre fino alla buca, così da meglio orientare il tiro, cosa che viene anche aiutata da una scia luminosa, che si fa sempre più brillante quanto più è corretta la traiettoria. A quel punto è tutta una questione di forza impressa al colpo, visto che a seconda delle velocità del movimento delle braccia, diversa sarà la velocità della pallina. Una delle discipline meglio riuscite e con un grosso potenziale anche online.

Football americano

Del Football americano abbiamo provato sia la modalità cooperativa che quella in singolo, che si differenziano semplicemente nel fatto che, giocando da soli, si deve rivestire sia il ruolo del Quarterback che del Runningback. I comandi vocali consentono di chiamare a voce gli schemi da adottare (ogni schema ha un nome diverso ed è di certo stato un bel grattacapo per chi ha curato la versione italiana), posto che non si scelga la selezione automatica da parte dell'allenatore, e di chiamare l'inizio dell'azione d'attacco dopo che ci si è chinati per accogliere la palla ovale.

Una volta ricevuta la palla gli altri giocatori cominciano a muoversi secondo lo schema adottato, con tre indicatori, sulla testa di altrettanti runningback, che, se lo schema risulta vincente, si illuminano di verde, dando il là per un passaggio di sicuro successo. Lanciare a indicatori ancora grigi non porta necessariamente a un fallimento, ma solo ad una più bassa percentuale di riuscita, laddove il lancio va indirizzato orientando il braccio nella direzione voluta. Non appena si riceve la palla, il runningback non deve fare altro che correre il più velocemente possibile verso la meta, senza che sia necessario o possibile schivare gli avversari. Il football è sicuramente una delle discipline più faticose e, pur essendo fatta bene, la vediamo come quella che più difficilmente riscuoterà successo dalle nostre parti.

Baseball

Il nostro preferito, forse anche per il clima amichevole che si era creato nel team di giornalisti che si sono scontrati in match 1 vs 1 tra Xbox 360 collegate in rete. Qui il nuovo software di Kinect permette ottima precisione e un buon numero di diverse interazioni. Si lancia la palla, ovviamente, e se lo si fa seguendo le indicazioni del ricevitore (per ogni disciplina ci saranno una serie di tutorial per prendere dimestichezza con tutti i movimenti riconosciuti da Kinect) si ottiene un boost di potenza. Il battitore deve cercare di colpire imprimendo la forza desiderata, variando la velocità del colpo.

Riuscendoci, a meno di non relizzare un fuori campo o di mandare la palla in una zona in cui non ci sono altri ricevitori, deve poi iniziare a correre come un pazzo sino alla prima base libera, con la possibilità di lanciarsi su di essa in scivolata allungando una gamba verso il sensore di movimento. Quando invece la palla finisce in una zona presidiata, si attiva il catch mode, in cui il giocatore deve intercettare la traiettoria allungando le braccia in un punto indicato sullo schermo. Quando si gioca contro la CPU, prima di ogni lancio, viene indicato su schermo il tipo di tiro da effettuare per avere la meglio sul battitore. Ai due livelli di difficoltà superiori, queste indicazioni diminuiscono fino a sparire del tutto.

Freccette

Già provata a Colonia, questa modalità s'è confermata il vero asso da festa in casa, un po' come a suo tempo era stato il bowling. Per sottolineare la possibilità di giocare in penombra, la sala era addobbata a mo' di pub londinese, con tanto di luci viola. I comandi vocali qui servono unicamente per attivare o meno gli aiuti, che indicano in quale settore del tiro a segno indirizzare la propria freccetta per giungere alla vittoria. Vista la semplicità della disciplina, che di particolare ha solo la possibilità di lockare il mirino in una determinata area del tabellone portando leggermente indietro il braccio, qui c'è stata la possibilità di provare anche uno dei minigiochi disponibili:

una delle tante mascotte, legate a un bersaglio ruotante, sul quale si trovavano delle sfere colorate da colpire con le freccette. Ogni centro, effettuato senza colpire la povera mascotte, portava ad accumulare secondi preziosi, visto che per uscire vincitori si hanno, di base, solo 30 secondi. Curioso il fatto che, quando si gioca da soli, al momento di scagliare la freccetta, si può saltare alle spalle dell'avversario, facendo rumore e distraendolo. Insomma, anche qui il passo evolutivo rispetto al primo capitolo è piuttosto evidente.

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Tennis

Senz'altro una delle discipline più attese, giocabile sia in split screen sia tramite Xbox LIve, parlando di match 1 vs 1, visto che non sarà possibile giocare i doppi. L'unica mancanza evidente è quella dei pallonetti, che non si possono effettuare, laddove, per il resto, top spin, volée e shiacciate sono all'ordine del giorno. Il giocatore si muove automaticamente sul campo e per imprimere maggiore potenza al colpo, bisogna avanzare verso la telecamera al momento di colpire. Molto carina l'implementazione dei comandi vocali, che consentono di chiamare a voce l'obiezione all'arbitro in caso di errata interpretazione di una pallina fuori campo. Per ogni match si hanno tre possibilità di obiezione da chiamare. I comandi ci sono sembrati molto precisi e anche qui, come per il football, ci sarà da sudare un bel po'.

Sci

Insieme alla modalità challenge, lo Sci è stato l'annuncio a sorpresa del press tour in quel di Birmingham. Forse la disciplina coi controlli più precisi, la cui modalità principale, lo slalom, si inizia spingendosi in avanti con le racchette, al cancelletto di partenza, o urlando un "Let's go!" al microfono di Kinect. Ci si china per andare più veloci, a uovo, e bisogna inanellare le porte per accumulare bonus. I tracciati vanno percorsi due volte, ci sono infatti due manche, distribuiti su percorsi alternativi. Ovviamente anche qui a farla da padrona sarà il multiplayer anche online e le modalità speciali con cui sarà possibile sfidare gli amici.

Quella, molto divertente, che abbiamo provato e sulla quale tutti i giornalisti si sono sfidati lasciando ogni volta il proprio record, prevedeva di scendere sulle piste evitando una serie di blocchi che ostruiscono la strada, sia spostandosi a destra e sinistra, che saltando quando necessario o chinandosi. Estenuante, ma estremamente divertente, con la buona idea di non consentire i fuori pista così da non richiedere al giocatore di stare attento ad evitare i bordi del tracciato, cosa quasi impossibile nella frenesia dell'evento.
Dopo la prova sulla neve, stremati, ma decisamente soddisfatti, abbiamo anche avuto occasione di intervistare Scott Henson, attuale responsabile di Rare, dopo anni in Microsoft, e ci siamo fatti raccontare la genesi di questo gioco e cosa si provi a essere a capo di una struttura così prestigiosa. Il risultato di questa chiacchierata lo potrete leggere nei prossimi giorni, mentre per adesso è meglio riposarsi un po'!