Tekken Tag Tournament 2Prologo, ma non solo. 

Tekken in tutte le salse qui al Tokyo Game Show!

Proprio nella meravigliosa cornice del quartier generale di Namco-Bandai, in un evento pre-TGS per la stampa internazionale, abbiamo avuto il piacere di testare quanto di nuovo avesse in serbo il colosso nipponico per i suoi brand più famosi, e Tekken non poteva che essere tra i protagonisti indiscussi, in un modo del tutto innovativo. Prologo, ma non solo. Gli ambiziosi piani di Namco per il futuro del franchise di picchiaduro in tre dimensioni per eccellenza rientrano in un progetto mediatico non indifferente, nel quale andranno a convergere Tekken 3D Prime Edition, versione portatile per 3DS, da noi ampiamente sviscerato, Tekken Hybrid, triplo pacchetto ed assoluta esclusiva PlayStation 3 del quale parleremo tra poco, e Tekken Tag Tournament 2, seguito del celebre primo episodio su PlayStation 2, in uscita l'anno prossimo su PlayStation 3 e Xbox 360. E' innegabile quanto Namco abbia scelto di puntare su una delle sue saghe cardine, capace di creare nel tempo un vero e proprio culto a riguardo, e di come sia decisa a fornire alla propria utenza iterazioni del franchise per ogni gusto ed esigenza. Un Tekken per ogni momento della giornata, da giocare su portatile, in singolo o in multiplayer online e offline, che mantenga sempre la propria anima tecnica e da zoccolo duro. Vediamo insieme cosa è questo Prologue, ed in che modo si inserisce nel progetto Hybrid.

Non il solito pacco

Esclusivo per PlayStation 3, Tekken Hybrid è la conferma perfetta di come in Namco sappiano come far felici i possessori dell'ammiraglia Sony appassionati dell'Iron Fist Tournament. Non è solamente un nuovo gioco quello di cui stiamo parlando, bensì un pack contenente Tekken: Blood Vengeance 3D, film in computer grafica da poco uscito e riproposto nel pacchetto pronto per essere gustato in tre dimensioni, il remake in alta definizione di Tekken Tag Tournament e Tekken Tag Tournament 2 Prologue, una demo di quello che sarà poi il gioco effettivo in uscita a fine 2012. Si, perché questo prologo altro non è che una sorta di "aperitivo" della versione finale del prodotto. Il motivo è dettato da quanto visto a schermo negli studi Namco, i personaggi disponibili saranno infatti unicamente quattro: Alisa, Xiaoyu, Devil Kazuya e - rullino i tamburi - Devil Jin, il personaggio tenuto volontariamente in segreto da Namco stessa per alimentare i forum e le discussioni digitali del globo videoludico. Prologo, ma non solo. Proprio come nel primo capitolo della serie Tag, questo nuovo episodio è uno spin-off della saga, slegato temporalmente e focalizzato unicamente sull'anima cooperativa del picchiaduro. L'elemento di gameplay dominante che lo caratterizza e differenzia quindi da un Tekken classico è la possibilità di scegliere due personaggi e cambiare tra di essi all'interno del combattimento, evitando così un KO preventivo, sfruttando le mosse incrociate per creare combinazioni vincenti ed evitare di subirne. Ma andiamo a vedere insieme quali sono le caratteristiche che lo rendono unico. A rimarcare l'essenza di coppia di questo Prologue vi sono specifiche mosse (i nomi sono puramente indicativi) nelle quali la nostra sinergia dovrà dare il meglio di se, a meno ovviamente di voler subire cocenti sconfitte. Cominciamo con una tecnica base di attacco a due, denominata Assault, che si scatenerà grazie alla pressione simultanea del tasto Triangolo ed R1: dopo aver effettuato un colpo piazzato, il nostro personaggio cardine lascerà la scena al secondario, che entrerà nel piano di gioco attaccando il nemico implacabilmente. Semplice quanto efficace, è una tecnica base per far uscire un personaggio ferito permettendo l'entrata della spalla in maniera attiva, cogliendo magari l'avversario di sorpresa. Il Catch, da noi particolarmente apprezzata, è una presa nella presa, un mix che con animazioni sempre variabili in base ai personaggi che permetterà, grazie alla pressione in contemporanea di una presa ed R1, di afferrare l'avversario con il combattente principale e prepararlo per la furia del secondario, che si avventerà su di esso eseguendo una scenica e mortale presa, ma non preoccupatevi. Come da tradizione Tekken, per ogni azione vi è una reazione, e questo è esattamente il caso. Con la giusta pressione di tasti potrete infatti evitare con abilità la presa in tag, sfruttando il Dodge per l'appunto, il tutto con animazioni estremamente fluide e ben disegnate, aiutati anche dal gradito ritorno della distanza maggiorata tra i combattenti, caratteristica che era andata assottigliandosi nell'ultima iterazione del franchise. Da non dimenticare il fattore di rigenerazione: se cambiando personaggio permetteremo alla sua barra energia di ricaricarsi lentamente in relazione alla percentuale di danno subito, la caratteristica forse più interessante degli attacchi Tag è proprio quella di cancellare, in caso in messa a segno della mossa, la percentuale di rigenerazione del personaggio colpito, rendendoci così più facile il lavoro. Ultima, ma non per questo meno importante, una buona notizia per i possessori di un televisore 3D, che potranno finalmente godersi un Tekken al massimo delle loro possibilità, poiché il gioco è stato sviluppato per girare a sessanta frame stabili sia in 2D che in 3D, senza rallentamenti o perdita di fotogrammi.

Day One per caso

E' curioso come dopo questa prima giornata in aria di TGS, passeggiando tra le vie di una Tokyo notturna pacifica ma mai dormiente, tornando nel nostro appartamento di Nakano, ci siamo ritrovati di fronte alla sala giochi vicino casa dove, guarda caso, avevano appena festeggiato il Day One dell' Arcade di Tekken Tag Tournament 2, in uscita in Giappone proprio oggi. Ironia della sorte, un'anteprima mondiale del cabinato proprio il giorno in cui banchettavamo allegramente nella sede generale di Namco Bandai Japan giocando alla versione Prologue dello stesso gioco. Non ci siamo sottratti al destino, e abbiamo sfidato - ahimé - i ragazzi giapponesi che animavano con le loro mani fulminee il nuovo cabinato Namco. Poca competizione, ma tanta, tanta stima. L'educazione e la dolcezza di questo popolo si riflettono in ogni cosa e la sala giochi, simbolo culturale del Sol Levante, è solo l'ennesimo esempio. Ragazzi che pazientemente aspettavano in fila e altri che, alla prima sconfitta, nonostante l'evidente voglia di rivincita, lasciavano il posto e si andavano a rimettere in fondo alla fila, permettendo agli altri di godere della novità. E di fronte ad un'evidente dimostrazione di bravura, complimenti sinceri da parte dagli avversari, rispettosi del proprio sfidante, dall'inizio alla fine. Sale giochi giapponesi, luoghi dove si confrontano in amicizia esseri umani che si stimano e condividono una passione. E in Italia? Beh, giustamente, abbiamo fatto in modo di chiuderle quasi tutte. Però, in compenso, siamo pieni di locali dove alcolizzarci. Uno scambio equo ed intelligente, non credete?

Certezze

  • Frenetico e divertente
  • Tecnico ma non difficile da padroneggiare
  • Fluido sia in 2D che in 3D

Dubbi

  • E' una demo
  • Solo quattro personaggi giocabili

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