Rayman OriginsLa rivincita di una mascotte 

A un mese dall'uscita abbiamo provato a fondo il promettente revival in 2D di Rayman, cercando di capire se riuscirà a tenere la testa alta tra le attesissime uscite di novembre

Versione testata: Xbox 360

Mentre Mario si gode la sua fama oggi come vent'anni fa e Sonic continua ancora a correre nonostante i numerosi ruzzoloni, il caro vecchio Rayman è una di quelle mascotte che nessuno più invita ai party da un bel pezzo. Con quell'ammuffito corpo da melanzana che si ritrova, il personaggio più iconico di Michel Ancel non ha saputo restare al passo coi tempi cambiati, vedendosi sfilare l'ultima poltrona libera tra i franchise "che contano" da un dispettoso gruppo di coniglietti bianchi. La rivincita di una mascotte E questo nonostante i due principali capitoli in 3D, The Great Escape e Hoodlum Havoc, fossero tutt'altro che dei pessimi giochi. Così, per rilanciare Rayman, l'azienda francese ha deciso con un colpo secco di fare breccia nei nostalgici cuori dei vecchi fan dei capitoli 2D, ma allo stesso tempo di attirare nuovi utenti grazie a tutta una serie di ammodernamenti nell'estetica e nel feeling. A un mese di distanza dall'arrivo sugli scaffali, abbiamo provato una versione molto avanzata di Rayman Origins che ci ha permesso di approfondire le impressioni avute alla Gamescom di Colonia e, soprattutto, di farci un'idea più concreta di ciò che dobbiamo aspettarci da questo atteso ritorno.

Ritorno alle origini?

Una breve e simpatica introduzione animata presenterà i quattro protagonisti di questa nuova avventura, nella quale Rayman, il paffuto Globox e due Teens fuori di testa dovranno liberare la Radura dei Sogni dai perfidi Antitoon, creature oscure che hanno soggiogato l'intero concilio delle Fate. Una trama semplice semplice, insomma, la cui forza non sarà rappresentata da inaspettati colpi di scena o da un profondo storytelling, quanto piuttosto dal carisma degli esilaranti personaggi, caratterizzati ancor più da magnifiche animazioni. Grazie a dettagliati fondali, gradevoli effetti di parallasse e personaggi ottimamente illustrati, Rayman Origins ha tutte le carte in regola per affermarsi come uno dei platform 2D graficamente più belli di questa generazione. Molto lo fa l'alta definizione, certo, ma è anche e soprattutto la quantità notevole di animazioni a rendere il gioco visivamente così vivace e dinamico, al punto da farlo assomigliare a un vero e proprio cartone animato. La rivincita di una mascotte I nuovi livelli che abbiamo potuto provare spaziavano da ambientazioni desertiche a un'insidiosa jungla, passando per degli affascinanti scenari a tema musicale, nei quali rimbalzare su enormi tamburi o correre lungo dei pentagrammi mentre la colonna sonora veniva arricchita da nuovi effetti. E, a tal proposito, la componente sonora non fa che esaltare l'intera esperienza, rendendo ogni livello una vera e propria festa con le sue musichette orecchiabili e gli strampalati versi dei personaggi. Che guaio sarebbe se a una tale realizzazione audiovisiva non venisse affiancata una giocabilità quantomeno all'altezza, ma fortunatamente abbiamo potuto tirare un sospiro di sollievo nel notare che Ubisoft sia riuscita a far centro anche da questo punto di vista. Pur restando coerente al feeling del primo Rayman abbastanza da non scontentare i fan più nostalgici, Origins propone un'azione ben più veloce, scorrevole e dinamica, fatta di continui walljump, doppi salti, sprint e scivolate: se a questo si aggiunge un feedback dei controlli assai reattivo, così come il fatto che il gioco non scende mai sotto i 60fps, è facile ipotizzare che tra poche settimane i giocatori potranno mettere le mani su un'esperienza platform genuina e divertente, come poche se ne sono viste su Xbox 360 e PlayStation 3.

Da soli o in compagnia

Nei passati eventi in cui abbiamo provato il gioco ci erano stati proposti livelli piuttosto avanzati, in cui il giocatore aveva già a disposizione la stragrande maggioranza delle abilità: risultava così impossibile farsi un'idea del tipo di progressione che sarebbe stata proposta nel gioco completo, ma dopo aver provato a fondo i primi capitoli dell'avventura possiamo assicurarvi che, a differenza di altri revival meno fortunati, in Rayman Origins non viene mai dato per scontato che conosciate già le meccaniche o le abilità del protagonista, le quali vengono così introdotte pian piano nel corso dei vari livelli. Abbiamo inoltre potuto familiarizzare con la modalità cooperativa, nella quale affrontare l'intera storia in compagnia di uno, due o tre amici, ciascuno dei quali veste i panni dei quattro protagonisti citati in apertura di articolo. In questo caso, sebbene sia possibile prendere a pugni il proprio compagno, gli sviluppatori hanno deciso di eliminare qualsiasi altro tipo di collisione tra i due personaggi, così da non rallentare l'azione di gioco e debellare quel fastidioso senso di impiccio che si ha quando l'altro giocatore si trova in mezzo ai piedi. La rivincita di una mascotte Come in New Super Mario Bros. Wii, la cooperativa di Rayman Origins sembra proporre un riuscitissimo mix tra collaborazione e competizione, nel quale i giocatori si trovano ad aiutarsi per superare alcune sezioni platform, per riportarsi in vita a vicenda o per sconfiggere determinati boss, ma cercando costantemente di sfilare all'altro il maggior numero di Lum. Queste piccole creature volanti, oltre a decretare il vincitore al termine di ciascun livello, permettono di sbloccare nuova varianti dei quattro protagonisti, assieme ad altri extra e livelli aggiuntivi. L'esperienza complessiva è parecchio divertente, ma non sono tuttavia mancati alcuni dubbi in merito. Da quanto visto finora ci è infatti sembrato che gli sviluppatori non abbiano voluto spingere troppo l'acceleratore, né sulla componente cooperativa né su quella competitiva, proponendo da un lato puzzle ambientali che richiedano pochissima interazione tra i partecipanti, dall'altro una scarsa gratificazione per chi dei due raccoglie più Lum. Le maggiori preoccupazioni riguardano però la lunghezza complessiva dell'esperienza e il livello di sfida, che nella nostra prova ci è sembrato sempre piuttosto basso nonostante la presenza, di tanto in tanto, di alcuni oggetti segreti che per essere raccolti richiedevano un po' di abilità e tempismo. Rayman Origins promette essere senza dubbio uno dei migliori platform di fine anno, ma queste ultime incognite, soprattutto in un mese ricco di uscite attesissime e di nomi altisonanti, potrebbero pesantemente influenzare il successo del gioco sul breve termine.

Certezze

  • Graficamente grandioso
  • Ottimo feedback dei controlli
  • Modalità cooperativa divertente e vivace...

Dubbi

  • ...ma rischia di essere troppo caotica
  • Restano i dubbi sulla durata e sulla difficoltà dell'avventura

TI POTREBBE INTERESSARE