Blizzard DOTARipartire da zero 

Al BlizzCon 2011 è stata finalmente presentato il nuovo corso della mod in sviluppo presso Blizzard

L'appuntamento 2010 con la convention organizzata nei pressi di Los Angeles verrà ricordato, tra le altre cose, per l'annuncio di Blizzard DOTA. La mod, basata sul motore di StarCraft II, è la prima reinterpretazione sviluppata internamente a Blizzard di Defense of the Ancient per Warcraft 3. Ripartire da zero Un fenomeno da milioni di giocatori che negli ultimi anni è cresciuto esponenzialmente, mostrando un potenziale commerciale e di immagine che ha ingolosito sempre più realtà. Spesso nate dall'iniziativa di esponenti dei vari team al lavoro sull'originale. Se da una parte quella di dodici mesi or sono era stata una bella - anche se attesa - sorpresa, l'impressione è che la portata del progetto stimasse per difetto il possibile riscontro in termini di giocatori coinvolti. E che per provare a competere con certe offerte, su tutte quella di League of Legends e l'imminente DotA 2 di Valve, servisse uno sforzo produttivo (molto) superiore. Al BlizzCon 2011 abbiamo avuto un assaggio di questa nuova direzione.

Il cuore dell'esperienza offerta da Blizzard DotA è il solito di ogni altro titolo ispirato a Defense of the Ancients: due team da cinque giocatori, una mappa attraversata dai minion su tre percorsi precisi e la necessità di controllare, potenziare e seguire in battaglia un singolo eroe. L'idea è semplice, ma le meccaniche e gli spunti suggeriti in molteplici incarnazioni, lo hanno velocemente reso uno dei generi più competitivi tra quelli attualmente giocati a livello mondiale. Due sono gli aspetti su cui Blizzard ha intenzione di focalizzarsi e per cui è oramai un anno che lavora su questa nuova versione: l'accessibilità e la sensazione di centralità data agli eroi, tutti tratti dagli universi di gioco di StarCraft, Warcraft e Diablo o creati mescolandone gli influssi. Per rendere più rapidi i match, di durata prevista tra i venti e i trenta minuti, si è partiti dall'idea di invogliare un atteggiamento più propositivo, che premi il movimento e il gioco di squadra: gli incontri neutrali a centro mappa, ad esempio, fanno guadagnare il supporto di nuove creature in aggiunta a quelle che spawnano dalla propria base. Questi nodi, i mercenary camp, potranno essere riconquistati dall'avversario rendendone i dintorni particolarmente contesi. E' prevista anche la possibilità di sconfiggere e poi avere al proprio fianco creature ancora più potenti, che una volta scesi in campo diventeranno l'oggetto di tutte le attenzioni - sia che li si debba difendere, che abbattere - facilitando la nascita di battaglie decisive. Ripartire da zero Al contempo sono state depotenziate le torri, che in questa versione hanno anche un numero limitato di proiettili che si rigenerano nel tempo, impedendo così di "nascondercisi" dietro troppo a lungo e favorendo un atteggiamento più aggressivo sin dall'inizio della partita. La presenza stessa delle mount, da cui si scende automaticamente se si viene colpiti, è un modo per accelerare gli spostamenti da e verso la base, oltre che tra le linee. D'altra parte, per rendere l'esperienza meno individualista e focalizzare le energie degli utenti sul gioco di squadra, è stato eliminato il last hit, che premiava chi infliggeva l'ultimo colpo, a favore di un sistema che paga tutti coloro hanno inflitto danni al bersaglio. La lista degli oggetti è volutamente limitata, ma in compenso ciascuno di essi ha un numero di upgrade che possono essere acquistati e, nella testa degli sviluppatori, dovrebbero semplificare un po' le cose pur non eliminando il senso di progressione. Nella versione provata erano disponibili dodici eroi, numero destinato a crescere, divisi in quattro categorie: tank - Arthas tra gli altri vi appartiene - DPS - Kerrigan e Zerathul - support - come Tassadar - e siege - tra cui il Witch Doctor di Diablo III. Tra quelli iscritti sotto quest'ultima voce abbiamo testato Warfield e suo il Siege Tank di StarCraft II, verificando come si tratti di un'interessante aggiunta al gameplay e sia in perfetta sintonia con l'originale visto nello strategico sci-fi. Ripartire da zero Entrando in modalità assedio e mettendosi alle spalle di una propria torre, l'abbiamo difesa dalla distanza preoccupandoci al contempo di usare le mine per eliminare i minion eventualmente avvicinatisi troppo e colpendo più lontano con un attacco ad area piuttosto efficace. Lo schema dei comandi è identico a quello dell'originale Defense of the Ancients, e così anche la posizione della telecamera e il feeling restituito dal controllo dell'eroe. Questi ultimi, ci è stato spiegato dal 3D artist Phill Gonzales, non sono solo al centro dell'esperienza ludica di Blizzard DotA, ma anche di quella visiva. I modelli sono stati ricreati per adattarsi al motore di StarCraft II, se già non ne facevano parte, e il look leggermente rivisto per esaltare i colori che distinguono le squadre. In alcuni casi la creazione degli eroi è stata più facile, come per Nova, Ghost che già aveva un suo set ridotto di abilità, mentre in altre si è osato un po' di più. Emblematico il caso dell'ibrido Dwarf Marauder. La cura grafica ci è sembrata davvero ottima, si vede che il progetto ha goduto di grande attenzione. Così come piuttosto efficace è parsa l'interfaccia di Arcade, il centro attraverso il quale questa e altre mod, comprese quelle degli utenti che sceglieranno di venderle o metterle a disposizione gratis, verranno messe alla mercé di tutti. La soluzione ricorda un po' quella dell'iTunes Store, con i download consigliati, quelli più votati, le ultime uscite e via dicendo. L'impressione che ci siamo fatti su Blizzard DOTA, in conclusione, è piuttosto positiva: ci piace che si pensi a un'alternativa più rapida e accessibile, così come è notevole l'impegno profuso per creare eroi con una giocabilità che ricalchi quella degli originali a cui fanno riferimento. D'altra parte non siamo in grado di esprimerci sull'eventuale perdita di profondità rispetto ad altri esponenti del genere. E non è stato chiarito che tipo di frequenza ci si potrà aspettare dagli aggiornamenti, solo che verrà preferita la qualità alla quantità. Di certo sarà giocabile gratuitamente sia da chi possiede Wings of Liberty, sia da chi farà l'upgrade a Heart of the Swarm, mentre coloro vi accederanno tramite lo Starter Kit potrebbero dover pagare qualcosa. Ma non ci sono certezze in tal senso. La concorrenza con cui si sfiderà è di alto livello oltre che già consolidata, si preannuncia una battaglia all'ultimo eroe.

Certezze

  • Bella interpretazione degli eroi
  • Maggiore immediatezza
  • Bei modelli degli eroi

Dubbi

  • Profondità da verificare
  • Dubbi sulla quantità degli eroi e la frequenza con cui saranno aggiornati
  • Mercato già saturo di valide offerte

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