Resident Evil: Operation Raccoon CityCooperare contro gli zombie 

Abbiamo finalmente giocato in maniera più approfondita lo spin off della saga Capcom che ci metterà nei panni di uno dei membri della Umbrella Security Service

Versione testata: PlayStation 3

In quel di Londra, Capcom è tornata a mostrarci uno dei titoli sicuramente più attesi del prossimo anno grazie ad un mix di strategia e cooperazione all'interno del vasto universo di Resident Evil. Giusto per rinfrescarci la memoria il game director del gioco, Adam Bullied, ci ha ricordato la storia a grandi linee. Le vicende si svolgeranno cronologicamente nel mezzo degli eventi raccontati tra Resident Evil 2 e 3, all'interno di una Raccoon City ormai completamente devastata dalla fuoriuscita di T-virus e brulicante di zombie e altre deformazioni estremamente pericolose. Il giocatore si metterà nei panni di uno dei membri della U.S.S. Delta team, un gruppo di soldati ben addestrati, a cancellare ogni traccia di azioni illegali fatte dalla Umbrella corporation. Durante le diverse missioni di gioco verranno incrociati diversi personaggi storici della serie e, cosa ancora più interessante, al giocatore verranno impartire delle missioni davvero particolari che ci racconteranno dei retroscena sui personaggi principali, ma su questo ancora nulla è trapelato dalle bocche di Capcom.

Corsa contro il tempo

Prima di poter testare il codice, Adam ha giocato una missione per illustrarci meglio le meccaniche e come queste influiranno nel gameplay. Come ormai noto, il titolo prevede una cooperazione tra quattro utenti, sia online che offline, dando la possibilità al giocatore di scegliere tra un rooster di sei personaggi ognuno con le proprie e uniche caratteristiche. Il livello scelto da Adam è una sorta di prequel, in cui la squadra è impegnata in una corsa contro il tempo per recuperare il T-virus creato dal professor Birkin. Cooperare contro gli zombie All'interno di corridoi decisamente angusti lo sviluppatore ha preso parte a diverse sparatorie che ci hanno dato la possibilità di notare diversi interessanti particolari. Su tutti l'utilizzo di coperture attive: basterà avvicinarsi a una parete o delle protezioni e automaticamente il personaggio si metterà in copertura, e semplicemente spostando nella nostra direzione lo stick di sinistra questi ne uscirà tornando al movimento libero. Ogni personaggio avrà due armi, una primaria e una secondaria, e potrà rifornirsi da casse posizionate strategicamente in diversi punti del livello, ad ogni modo, in qualsiasi momento, si potranno recuperare le armi cadute dai nemici. Arrivati a Birkin scopriremo una cosa fondamentale per la trama, che quindi evitiamo di raccontarvi, e subito partirà un boss fight che ci vedrà impegnati sia a fuggire dal complesso che a sopravvivere a un mostro decisamente intenzionato a farci del male, cercando di ostruire la sua avanzata posizionando degli esplosivi, delle claymore o più semplicemente sparando a oggetti infiammabili presenti sulla via di fuga. Sicuramente tutte situazioni già viste, ma estremamente ricche di adrenalina e di sicuro impatto, per via della loro buona realizzazione.

Un municipio pericoloso

Dopo aver carpito le meccaniche di gioco, siamo passati alle postazioni che ci hanno permesso di giocare la prima missione ambientata all'interno del municipio della città con un altro giocatore umano e due controllati dal computer. Nella schermata di selezione del personaggio abbiamo trovato 6 elementi: Vector, Spectre, Beltway, Four Eyes, Lupo e Bertha. Ognuno specializzato in qualche campo particolare. La nostra scelta è ricaduta su Lupo che, oltre ad essere la Team Leader del gruppo, è specializzata in assalti e sparatorie a corto raggio. Il nostro collega invece a preferito un approccio più pesante utilizzando Beltway specialista in esplosivi. Abbiamo completato il party con un medico (Bertha) e un cecchino (Four Eyes). Cooperare contro gli zombie Ogni personaggio può essere personalizzato con armi, granate, accessori e con due abilità, una passiva e una attiva. Quest'ultime influiranno in maniera consistente sulla vita, raggio d'azione e altri diversi parametri un po' come avviene con i perks di call of duty. La missione ci chiedeva di penetrare nel municipio e distruggere delle planimetrie. Per arrivare alla sala in cui erano custodite abbiamo dovuto farci largo sia tra zombie lenti ma devastanti in gruppo e soldati armati di tutto punto appartenenti a una strana organizzazione, probabilmente mercenaria. Oltre a sparare è possibile attaccare corpo a corpo o avvicinarsi a uno zombie e utilizzarlo come scudo umano. Pur non potendo impartire ordini all'intelligenza artificiale, i nostri compagni di battaglia si sono rivelati sufficientemente intelligenti da leggere la situazione e agire di conseguenza. Il D-pad sarà invece adibito a menu rapido per curarsi o selezionare il tipo di granata da lanciare. Una volta distrutte le carte, il municipio inizia a prendere fuoco a causa dell'attacco di un ondata di lickers. In questo frangente abbiamo finalmente assaggiato l'alto potenziale collaborativo che il gioco è in grado di offrire. Data l'enorme quantità di nemici provenienti da diversi punti della mappa, l'unica soluzione per sopravvivere è stata quella di posizionarsi schiena contro schiena e coprirsi le spalle a vicenda.

Diverso dal solito

Oltre al più che buon gameplay, abbiamo potuto ammirare il comparto grafico del titolo. Texture e rendering, nonostante ci siano ancora più di quattro mesi di lavoro, sono già di ottima fattura, cosi come la realizzazione di tutti gli effetti come quello del fuoco. Il frame ci è sembrato stabile a 30 frame per secondo, unico neo un leggero tearing e delle compenetrazioni tra poligoni a volte troppo vistose, ma che possono essere tranquillamente risolte prima della release del gioco nei negozi. Tutto da valutare anche il metro di difficoltà dato che una probabilmente ancora instabile calibrazione dell'intelligenza artificiale nel corso della stessa missione ha fatto registrare alti e bassi troppo ballerini, con sezioni fin troppo semplici ed altre leggermente più proibitive. Cooperare contro gli zombie Tirando le somme quindi, la prova di Resident Evil: Operation Raccoon City ci ha favorevolmente impressionato per l'alto tasso di collaborazione che si avrà nel gioco, una sorta di SOCOM ma con tutto il fascino di uno dei brand più famosi nel mondo dei videogiochi. Manca ancora molto all'uscita, ma non mancheremo di tenervi informati su tutte le future novità relative ad uno dei titoli più importanti che la software house giapponese lancerà il prossimo anno. Stay Tuned.

Certezze

  • estremamente collaborativo
  • 6 personaggi, 6 classi diverse e tante personalizzazioni
  • Background storico intrigante

Dubbi

  • Giocato in single player potrebbe perdere molto...
  • Qualche lacuna tecnica da colmare
  • Longevità e net code ancora da valutare

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