Uncharted: L'Abisso d'OroFuoco e fiamme 

Abbiamo provato un nuovo scorcio della prima avventura portatile di Nathan Drake

E' molto difficile non guardare ad Uncharted: L'abisso d'oro come il gioco più ambizioso tra quelli in uscita il 22 febbraio prossimo, all'arrivo di PS Vita nei negozi europei. Una sfida che chiede di permutare su portatile un'esperienza cinematografica e articolata, una delle più celebrate della corrente generazione di console casalinghe. Fuoco e fiamme Negli incontri dei mesi passati abbiamo già discusso il potenziale di questa quarta avventura, sottolineando aspetti come la realizzazione tecnica niente meno che eccellente e la presenza di una regia capace di avvicinare moltissimo il feeling di questa versione a quello dei capitoli principali. A Londra, all'interno di un grande spazio nei pressi di Piccadilly Circus utilizzato da Sony per mettere in mostra la sua line up di titoli attualmente in sviluppo, abbiamo potuto testare nuovamente il gioco completando un paio di brevi sequenze.

Prendi la mira, Nathan

La demo, non più lunga di una decina di minuti, era montata unendo due brevi spezzoni tratti dal quarto e dal decimo livello. Uno dei due riportava nell'edificio in fiamme - un altro, ultimamente sembra una costante nella vita del povero Drake... - da cui eravamo già fuggiti durante il Tokyo Games Show del settembre scorso: giusto un paio di stanze con tubi da scalare, salti e alcune interazioni via touch screen che fanno intendere la volontà di utilizzare quanto più possibile ogni nuova feature implementata in PS Vita. Abbiamo superato velocemente questo primo passaggio, giusto il tempo di apprezzare l'ottima modellazione degli ambienti e la qualità degli effetti, per passare subito al secondo scorcio di schema. Non più lungo del primo ma specchio di un differente aspetto della variegata personalità di Uncharted: L'abisso d'oro. Fucile da cecchino in pugno dovevamo coprire Marisa Chase, uno dei personaggi introdotti qui per la prima volta, mentre tentava di superare un angolo di jungla colmo di nemici e raggiungerci sul balcone esterno a un edificio. La sequenza scriptata non era certo inedita come concept, però ci ha fatto verificare la volontà di inserire una varietà di situazioni diverse e soprattutto di sperimentare nuove soluzioni adottate per i controlli. Fuoco e fiamme In particolare scorrendo con le dita sul pad posteriore, si ingrandiva e rimpiccioliva lo zoom dell'ottica montata sul fucile. Purtroppo la PS Vita usata per la prova era saldamente ancorata allo stand dov'era stata montata, non permettendoci di muovere la visuale sfruttando il giroscopio anziché gli analogici, come dovrebbe essere possibile fare. A fare da parziale contrappeso a tutti gli aspetti positivi citati a favore di Uncharted: L'abisso d'oro, ci sono alcuni elemento meno convincenti. L'impatto dei proiettili sui nemici non produce grandi animazioni e in tal senso lo stacco rispetto alla qualità dei movimenti di Nathan è abissale, mentre l'assenza di un cursore utile a indicare la posizione di Marisa ne rendeva complessa l'individuazione all'interno dello scenario notturno. Sono difetti, specialmente quest'ultimo, a cui i tre mesi abbondanti che mancano all'uscita possono comunque porre rimedio. Il compito affidato a Sony Bend non è affatto semplice e replicare la portata di quanto apprezzato su PlayStation 3 ma in salsa portatile non è cosa da poco. Le basi sono però solide e se a una buona longevità verranno affiancate le ultime rifiniture necessarie, si potrà assistere all'inizio di una vita parallela per il brand creato da Naughty Dog.

Certezze

  • Fedele ai capitoli "maggiori"
  • Ottima grafica
  • Varietà di situazioni

Dubbi

  • Alcune imperfezioni da sistemare
  • Restano da scoprire longevità e quantità di contenuti

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