Unit 13Ogni uomo ha un suo… punteggio! 

Zipper Interactive abbandona i salotti di casa per sperimentare su PS Vita con uno sparatutto che sposta la sfida dai campi di battaglia alle classifiche online

Zipper Interactive potrà non essere lo sviluppatore com maggior talento del mondo o quello capace di creare universi di gioco dotati di chissà quale appeal, però da sempre cerca di unire la sua specialità, ovvero gli sparatutto, con il potenziale delle console Sony, cercando di prendere strade da altri non battute. SOCOM su PlayStation 2 fu fra i titoli che meglio sfruttarono la componente online di una console poco propensa al gioco in Rete, mentre MAG, pur con tutti i suoi difetti, rappresentava un interessante esperimento per spingere un po' oltre il concetto di battaglia virtuale. Ogni uomo ha un suo… punteggio! Per l'uscita di PS Vita il team americano si è inventato qualcosa di completamente diverso: uno shooter, il recentemente annunciato Unit 13, in terza persona da giocare da soli o in compagnia di un amico, sia in locale che online, dove a contare sono soprattutto i punteggi e le classifiche. L'idea non è completamente inedita, viene ad esempio in mente The Club di Bizarre Creations per quanto contesto e ritmo fossero totalmente diversi, ma tutto sommato non ha mancato di incuriosirci durante il primo incontro avvenuto nel corso un evento londinese.

I magnifici (trenta) sei

Non c'è una grossa premessa narrativa alle spalle di Unit 13: la solita squadra di super agenti addestrati a tutto è a disposizione del giocatore che, scegliendo uno tra i sei personaggi disponibili, dovrà completare trentasei missioni di durata e complessità differenti. Ogni livello è creato per essere portato a termine in un tempo compreso tra i dieci e i venticinque minuti, a seconda della quantità di obiettivi e delle dimensioni della mappa, così da soddisfare il tipo di esperienza "mordi e fuggi" suggerito da una console portatile come Vita. Ogni uomo ha un suo… punteggio! Scelto l'alter ego e con lui la classe tra i classici stilemi che vanno dall'assaltatore al cecchino, più silenzioso o pesantemente armato, abile negli scontri ravvicinati o dalla distanza, viene chiesto di cimentarsi in operazioni d'infiltrazione dove a ogni azione corrisponde un punteggio. Uccidere senza essere prima visti dalla vittima garantisce dei punti extra e lo stesso vale se si usano adeguatamente le coperture, se si eliminano le telecamere e così via. Tra l'altro mettendo in combo le azioni si aumenta un moltiplicatore che accresce velocemente il totale e premia chi in grado di agire più rapidamente. Un modo per suggerire di ripetere ancora e ancora lo stesso schema alla ricerca della strategia più efficace. Console alla mano è indubbio come i due analogici diano tutto un altro spessore ai controlli e rendano davvero possibile muoversi agilmente con una visuale in terza persona estremamente vicina alle spalle del personaggio, che ruota e cambia leggermente di posizione - ad esempio quando si entra in copertura - con buona reattività. Premendo i dorsali si prende la mira e si spara mentre ai tasti virtuali che appaiono ai lati del touch screen sono demandate azioni secondarie, come utilizzare l'iron sight. Si tratta insomma di un mix che unisce una buona giocabilità con un'impostazione da score attack classica, per sua natura destinata a dividere suggerendo di ripetere i medesimi contenuti all'infinito limando ogni passaggio e perfezionandosi un passo alla volta. Ogni uomo ha un suo… punteggio! C'è da dire, comunque, che Zipper Interactive sembra conscia dei limiti intersechi a una formula del genere e per porvi rimedio ha sviluppato menù ricchissimi di statistiche e classifiche che invogliano ad andare sempre un po' più avanti. Oltre a un sistema di crescita a punti che al superamento di un nuovo livello migliora le abilità del personaggio utilizzato. Il livello provato si sviluppava nel solito complesso industriale pattugliato da contarctor armati fino ai denti e, così come la premessa, anche il level design era quello già visto mille altre volte. Speriamo che vengano implementati una quantità di obiettivi e soprattutto situazioni diverse, magari con script più complessi e pattern dell'intelligenza artificiale meno standard. Tecnicamente non siamo dalle parti di quanto di meglio si sia sinora visto su PS Vita, anche perché lo stile è piuttosto piatto e già visto. Sarà difficile per Unit 13 dimostrarsi un capolavoro, questo dev'essere ben chiaro sin da ora, però la formula non manca di spunti interessanti e sembrano esserci contenuti a sufficienza per divertire a lungo. Un ulteriore tassello che aggiunge varietà all'interessante line up di uscita del portatile.

Certezze

  • Trentasei missioni, parecchia rigiocabilità
  • Tante opzioni e classifiche
  • Da soli o in coop a due

Dubbi

  • Stile e tecnica non indimenticabili
  • Aspettiamo di verificare la varietà di obiettivi e livelli