Un Circle Pad in più  81

Nintendo mette una pezza sulla mancanza del secondo analogico sul 3DS con una periferica che merita un'occhiata approfondita

La progettazione e il lancio di Nintendo 3DS sono stati decisamente tormentati, e fonte di più di qualche notte insonne negli uffici della casa di Kyoto; i primi mesi di vita della console, come in molti ricorderanno, hanno dato adito a moltissime critiche legate fondamentalmente ad un prezzo di vendita elevato, una line-up di giochi deludente e alla assenza di elementi chiave per supportare gameplay moderni, su tutti la seconda levetta analogica. Con un'umiltà e una presa di coscienza dei propri errori non così ovvia e scontata, Nintendo si è però subito rimboccata le maniche cercando di correggere in corsa perlomeno buona parte delle cose che non avevano convinto l'utenza; ecco quindi taglio di prezzo, ecco i giochi di Mario, ed ecco il Circle Pad Pro, ovvero la periferica dentro cui incastrare il 3DS per ottenere "magicamente" un analogico in più. Uscito in Giappone da qualche settimana e destinato a raggiungere l'Europa invece a fine gennaio assieme all'atteso Resident Evil Revelations, il Circle Pad Pro è già nelle nostre mani per una prima analisi in attesa della successiva prova sul campo coi giochi che lo supporteranno.

Non bello ma bravo

Chi conosce Nintendo sa che la politica della casa nipponica coi propri portatili è sempre stata quella di offrire revisioni hardware nel corso del ciclo vitale della console, destinate a migliorare il prodotto eliminando incongruenze e difetti di gioventù. Senza andare troppo indietro nel tempo basta ricordare il primo modello del DS, autentico brutto anatroccolo poi quasi rivoluzionato con il Lite, DSi e l'XL; prevedere uno sviluppo analogo per il 3DS è quindi piuttosto scontato, a maggior ragione di fronte alle evidenti imperfezioni della versione attuale.

Se quindi in prospettiva è logico immaginare un rinnovato 3DS con secondo analogico e batteria estesa, allo stato attuale delle cose la necessità di migliorare le capacità dell'handheld era evidentemente impellente al punto da dover creare una periferica ad hoc. Il Circle Pad Pro è proprio questo, una "pezza" temporanea che possa aprire la strada allo sviluppo di quei giochi che evidentemente non possono prescindere dal secondo analogico, o che comunque ne traggono enorme beneficio a livello di gameplay. Prendendo per buona questa riflessione, è giusto analizzare il Circle Pad Pro partendo da una doverosa premessa, ovvero il prezzo a cui è venduto; nei mercati principali, ovvero Giappone, USA ed Europa, la periferica non supera mai l'equivalente di 20 euro, senza contare la possibilità di acquistarlo in maniera prevedibilmente ancor più conveniente in bundle con titoli selezionati come appunto Resident Evil Revelations. Una cifra modesta quindi, destinata a favorirne la diffusione e a non generare eccessivo malcontento nell'utenza; un punto di partenza sicuramente positivo. Certamente il Circle Pad Pro non è bello, su questo c'è poco da discutere; un blocco di plastica nera abbastanza sgraziato e che inevitabilmente una volta installato compromette l'equilibrio estetico del design della console, aumentandone di parecchio il volume e riducendone di conseguenza la portabilità. Se per esempio il 3DS da solo può tranquillamente essere infilato nella tasca dei pantaloni, scordatevi di poterlo fare con il Circle Pad Pro collegato. Eppure ciò che si perde in grazia si guadagna in comodità, perchè per merito della periferica l'impugnatura della console diventa immediatamente più ergonomica e comoda; la rigidità delle linee del 3DS "pulito" in tal senso non è certo l'ideale, mentre al contrario il Circle Pad Pro ha una sagomatura della parte posteriore decisamente più naturale e piacevole.

Soltanto la distribuzione dei pesi risulta leggermente imperfetta, proprio perchè la console non va a infilarsi simmetricamente al centro. L'installazione è immediata e semplicissima, e non richiede di fare nient'altro che infilare il 3DS dentro al profilo della periferica; degli appositi "gommini" disposti lungo il perimetro garantiscono che l'incastro sia mantenuto fermo e stabile, escludendo allo stesso tempo qualsiasi rischio di graffiare la scocca del 3DS. La comunicazione tra handheld e Circle Pad Pro avviene tramite la porta infrarossi, quindi in maniera wireless. Il meccanismo è stato studiato appositamente in maniera così semplice e immediata perchè infilare e sfilare il portatile dall'alloggiamento è destinata ad essere una pratica molto frequente per gli utenti, anche solo semplicemente per il fatto che le cartucce dei giochi non possono essere sostituite con il Circle Pad Pro attaccato. Allo stesso modo anche la stilo è in tale situazione inaccessibile, perchè è proprio il pezzo di plastica che alloggia il sensore IR che va a ostruire quello spazio; al contrario è invece possibile collegare l'alimentatore, anche se ovviamente non attraverso la base inclusa nella confezione della console ma direttamente tramite il cavetto. Nessun problema infine per gli slider di volume e dell'effetto tridimensionale, così come per il jack delle cuffie e per gli indicatori luminosi. Passando invece al secondo analogico, quest'ultimo va a posizionarsi praticamente alla stessa altezza di quello sinistro originale, rivelandosi da esso indistinguibile per aspetto e feeling nell'utilizzo. Ma il Circle Pad Pro porta con sé anche tre bottoni, nel dettaglio R, ZR e ZL; Gli ultimi due sono di fatto due novità, dei grilletti che faranno comodo in parecchie situazioni. Peccato che siano semplici tasti senza escursione analogica, che sarebbe stata perfetta nel caso di racing game realistici, ma probabilmente in tal caso i costi si sarebbero alzati troppo. Il tasto R è invece una semplice replica di quello già presente nella console perchè quest'ultimo (a differenza di L), con il Circle Pad Pro inserito viene disallineato dal relativo grilletto. Un elemento di comodità che sottolinea la qualità di progettazione del prodotto. Un'ultima citazione per l'alimentazione della periferica, che avviene in maniera separata dalla console e più specificatamente tramite una batteria ministilo alloggiata al centro dietro uno sportello da aprire tramite una moneta; la autonomia promessa da Nintendo di ben 480 ore appare ben più che soddisfacente.