Cinema e Kinect  12

La magia di Disney e Pixar in un action game a tutto movimento

I videogiochi spuntano come funghi. Non solo perché ne escono tanti, ma perché sembrano poter crescere in qualsiasi parte del mondo, anche a Bordeaux, quindi. Nella bellissima capitale del vino francese, a due passi dall'oceano, siamo stati invitati a visitare gli Asobo Studio, che da dieci anni sono al lavoro in una serie di uffici che si affacciano sulla splendida cattedrale della città. Oltre ad aver prodotto Fuel, titolo che vanta il record sul Guinness dei videogiochi come gioco di corse con la più vasta area esplorabile, la fortuna di questo team deriva dalla collaborazione con Pixar per la quale, tra gli altri, ha realizzato i giochi di Toy Story 3 e, soprattutto, di Ratatouille, che ha venduto quasi due milioni e mezzo di copie.

Questa volta è il turno di Kinect Rush: a Disney Pixar Adventure, che sfrutterà il sensore di movimento per Xbox 360 e che permetterà di vivere una serie di avventure legate a ben cinque tra le pellicole più famose del colosso dell'animazione statunitense: Up, Gli Incredibili, Cars, Ratatouille e Toy Story 3. Nella nostra visita abbiamo potuto provare un breve spezzone di ognuna delle sezioni in questione, tranne UP, che ancora non era disponibile e, soprattutto, abbiamo capito come si fa a lavorare con un mostro sacro come Pixar.

Diventa un personaggio della Pixar

A fare gli onori di casa, Sebastian Wloch, cofondatore dello studio e CEO, che ci ha spiegato come Kinect Rush: a Disney Pixar Adventure sarà, per l'appunto, composto da cinque sezioni, una per ogni film, ognuna divisa in tre episodi. L'idea per far stare insieme il tutto è quella di creare una sorta di parco attrazioni, sulla falsa riga di Disneyland, in cui avventurarsi per incontrare altri bambini, con cui interagire e farsi raccontare le loro fantasie basate sui film d'animazione, che sono i veri protagonisti del gioco. Durante questi racconti, una finestra onirica si apre, allargandosi sempre di più, fino a riempire lo schermo e a catapultare il giocatore dentro una delle scene d'azione previste. In ognuna di esse, utilizzando ben 40 diverse movenze rilevate da Kinect, bisogna riuscire a terminare un percorso raccogliendo quanti più bonus possibili e impiegando sempre meno tempo.

Cinema e Kinect
Sebastian Wloch

Raccogliendo, infatti, i gettoni disseminati lungo il percorso, é possibile sbloccare nuove abilità (oltre che costumi, oggetti per gli avatar e personaggi segreti), così da poter realizzare punteggi sempre più alti, tenendo fede al nome del gioco, che fa riferimento a corse contro il tempo, da fare anche con un amico con una modalità coop che divide in due lo schermo. In queste gare, però, non é solo necessario correre a rotta di collo (da notare che é possibile farlo anche solo oscillando le braccia, senza costringere il giocatore a saltare in modo sguaiato in salotto), ma bisogna anche risolvere piccoli enigmi, interagendo con gli elementi del fondale presenti su schermo, mentre ci si gode un gioco che vanta, probabilmente, la miglior cosmesi tra quelli usciti sinora per Kinect, con effetti di luce, un ottimo dettaglio poligonale e animazioni che, gioco forza, hanno la qualità di quelle tipiche dei film di riferimento. Pixar, infatti, ha collaborato con Asobo a stretto contatto, ospitando i designer e i grafici del team nei suoi studi e mandando suoi rappresentanti in Francia, a che tutto andasse per il meglio. Grazie a questo rapporto, che dura da svariati anni, la collaborazione è stata molto fluida, anche perché Wloch ci ha spiegato di come abbiano imparato a rispettare le linee guida e le indicazioni della casa madre, il cui controllo arriva a indicare dettagli come la disposizione delle piante nello scenario. Nei film Pixar niente è affidato al caso e ogni albero, ad esempio, ha una classificazione a seconda dell'ambiente in cui si prevede che cresca, se all'ombra o alla luce, e seguendo questi criteri ogni singola area di Kinect Rush: a Disney Pixar Adventure è stata valutata e risistemata a dovere. Proprio come fosse un film in tutto e per tutto.

La prova

La demo che abbiamo provato è la stessa che era disponibile al CES di Las Vegas la scorsa settimana e consentiva di provare una breve sequenza da quattro episodi del gioco, ognuno dei quali dovrebbe durare sui quindici minuti, per un totale di quarantacinque per ognuno dei cinque film. Il perno della longevità, che è forse l'unica cosa da valutare molto attentamente da quel che abbiamo visto, ruota tutto intorno alle nuove abilità da sbloccare, in modo da rigiocare i livelli alla scoperta di aree nuove e alla raccolta di bonus ulteriori grazie alla possibilità offerte dai nuovi poteri. Una della componenti più avanzate del software è quella che consente a ogni giocatore di essere scannerizzato per creare una versione Pixarizzata di se stesso, con un avatar che ha il colore della pelle, dei capelli e dei vestiti così come riconosciuti da Kinect.

La telecamerina prende anche nota della grandezza della mascella, degli occhi e della testa, che può essere adornata con 50 tipi diversi di pettinature, selezionate in base a quanto "visto" dalle lenti. La cosa più carina è che il proprio alter ego viene adattato ai personaggi robotici e antropomorfi, a seconda di quale film si voglia giocare, venendo trasformati di volta in volta in un supereroe, una macchina, un robot o un topo, a seconda delle necessità.
Una volta dentro al gioco, ci si rende conto di come si tratti di un vero e proprio mini free roaming in 3d, nel senso che gli ambienti sono esplorabili semplicemente ruotando leggermente il busto nella direzione in cui si vuole avanzare e muovendo le braccia, più o meno velocemente, a seconda di quanto si vuole correre o meno. Anche nelle condizioni di confusione di uno studio affollato da una ventina di giornalisti, il software è parso al pari delle migliori produzioni per la telecamera Microsoft, senza ritardi e con anche i comandi vocali che rispondevano prontamente al nostro inglese - nella versione finale saranno ovviamente in italiano e a dare le voci i protagonisti ci saranno gran parte dei doppiatori dei film.

Ratatouille

Il topino di Pixar è il protagonista del pezzo che più ci ha divertito e convinto. La sequenza è quella in cui bisogna portare in salvo una zattera carica di cibo prima che un'inondazione travolga le fogne di Parigi. Un cancello chiudeva la via di fuga e andava aperto facendosi catapultare su un piano rialzato dopo esserci montati sopra con un salto. Una volta aperto, bisognava arrivare in fondo alla sequenza, nuotando nell'acqua, correndo lungo i canali e arrampicandosi su muri con una delle movenze che ha richiesto più tempo per essere messa a punto, trovando il giusto bilanciamento tra i giocatori più esperti, in grado di scalare con un movimento replica esatta di quello reale, e i giocatori più giovani per i quali il gioco si adatta facendo arrampicare il protagonista semplicemente alzando e abbassando le braccia. L'avatar indossava anche un mantello per planare dai piani più alti e proprio questo è uno dei poteri che si sbloccano migliorando i punteggi, visto che in prima battuta l'unica possibilità per uscire dalle fogne è quella di correre e nuotare fino alla fine.

Gli Incredibili

Un'isola tropicale e una base che va in mille pezzi erano il setting per quest'avventura, i cui protagonisti erano l'avatar del giocatore, rimodellato sulle fattezze di Mr o Miss Incredible, e il loro paffuto bambino. Tra tubature e piattaforme in caduta libera, qui bisognava stare attenti a non precipitare, evitando tutti gli ostacoli che si sovrapponevano alla corsa del protagonista. Nell'ultima delle stanze, ecco che bisognava sollevare delle colonne d'acciaio e scagliarle contro le vetrate che chiudevano l'area per poter proseguire fino alla fine della demo.

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Toy Story 3

Insieme a Ratatouille, la demo più complessa. Un bambino si prepara ad andare a scuola e dallo zaino gli cade un porcospino giocattolo. Woody e l'avatar Robotico del giocatore si lanciano all'inseguimento della madre e del figlio per rimettere il giocattolo al suo posto. Nel cortile subito fuori della casa era possibile guardarsi intorno, interagire con una scatola, sparandogli con il laser montato sul braccio del robot, per far uscire una nutrita schiera di monete.

Monete che uscivano anche da un tabellone attaccato a una parete, contro il quale si poteva scagliare un pallone, che poi restava in terra e poteva essere spinto. Per superare il cancelletto del giardino, bisognava prendere una pila e lanciarla al porcospino perché la inserisse nel motore che poteva azionare una rampa giocattolo. Da lì in poi partiva la corsa, in cui c'era anche una sezione in cui bisognava saltare tra una serie di piloni, stando in equilibrio, e che terminava con dei dei cavi per il bucato, a cui aggrapparsi alzando le braccia, tra i quali era anche possibile passare facendo il corrispettivo movimento. Anche qui, tra le tante strade possibili e le tante movenze riconosciute, è evidente l'ottimo lavoro fatto da Asobo.

Cars

Implementare Cars, in attesa di scoprire come sia la resa di UP, è stata forse la parte più complicata relativa allo sviluppo di Kinect Rush: a Disney Pixar Adventure, visto che le meccaniche sono profondamente diverse da tutti gli altri spezzoni. Come in altri giochi di guida con Kinect, bisogna impugnare un volante invisibile per sterzare, mentre spingere entrambe le mani in avanti serve per sparare e distruggere gli ostacoli per liberare scorciatoie e strade extra. Si può saltare per salire su percorsi alternativi e si attiva il boost sporgendo i fianchi sul lato, il tutto in maniera molto semplice e precisa.

Tra salti e rampe, ci si trova spesso a scendere da altezze molte elevate e anche qui, come in Ratatouille, si può planare allargando le braccia. Tokyo, la città ricostruita, faceva da scenario per una delle parti graficamente più appaganti di tutto il gioco. Dopo due anni di sviluppo Kinect Rush: a Disney Pixar Adventure è quasi pronto a esordire sul mercato a marzo e, anche se si tratta evidentemente di un gioco pensato per i più piccoli (gli studi di Asobo erano assiepati di bambini che tutti i mercoledì vanno in visita a fare da beta tester), la sfida a migliorarsi nei punteggi delle diverse sezioni potrebbe costituire un buon incentivo sia per i genitori più smaliziati che per i fratelli più grandi, amanti dei personaggi Pixar.

CERTEZZE

  • Tutta la magia di Disney e Pixar
  • Kinect usato al meglio
  • Grafica fumettosa e animata con cura

DUBBI

  • Durerà abbastanza per i fratelli più grandi?