Ancora in volo  6

Volati in Finlandia, abbiamo provato in esclusiva il seguito dell'indie di maggior successo mai approdato su console

Probabilmente è il freddo a rendere cocciuti e determinati i finlandesi. Rovio, società con sede a Helsinki da centinaia di milioni di download, ha impiegato anni e moltissimi tentativi prima di emergere con Angry Birds. Alan Wake e Max Payne, di Remedy, sono successi con storie bellissime ma travagliate. E RedLynx, che attraverso Trials HD e relativi contenuti aggiuntivi ha superato due milioni di unità vendute, ha dovuto addirittura pubblicare cento titoli in dieci anni prima di fare il botto. La storia del team con sede nella periferia della capitale finnica è stretta a doppio filo al suo territorio: dei cinquanta membri attualmente impiegati solo tre non sono autoctoni e la prima, grande possibilità di emergere era quella legata a un programma per lo sviluppo di software videoludico promossa da Nokia.

Un'avventura sfortunata perché NGage ha fatto una brutta fine, ma anche un'eccellente palestra che ha fruttato perle come Pathway to Glory e Reset Generation. Nel mezzo i primi Trials su browser con i loro venti milioni di giocatori e le 200'000 copie di Trials 2, venduto solo su PC. Passi a cui se ne sono sommati altri, la maggior parti quasi sconosciuti ai più, che hanno infine portato all'exploit su Xbox Live Arcade. E all'acquisizione da parte di Ubisoft. In primavera gli utenti Microsoft avranno il tanto atteso seguito - ancora una volta in esclusiva - che abbiamo potuto provare in tutta la sua strabordante offerta durante un press tour dedicato.

La formula perfetta

Se a formalità e saluti ci ha pensato Tero Vitala, CEO di RedLynx dal piglio manageriale, la presentazione vera e propria spettava al più estroso Antti Ilvessuo.

Il co-fondatore nonché creative director è un tipo tutto particolare che ha abbandonato l'uso dei biglietti da visita cartacei a favore di monete riportanti i suoi dati, oltre che il muso di un lince e strani simboli tra l'esoterico e il massonico. Antti ci introduce al gioco spiegandoci che Trials Evolution è stato sviluppato seguendo una semplice ma ferrea direttiva: mantenere inalterato tutto il buono fatto in precedenza, espandere ciò che risultava un po' limitato e produrre il Live Arcade contenutisticamente più ricco mai rilasciato. Il gameplay è quindi ancora una combinazione di grafica tridimensionale, fisica evoluta e giocabilità 2D. Preso in mano il pad ci impegniamo su una manciata degli oltre sessanta livelli inediti che compongono la campagna single player, giusto per verificare che il feeling è pressoché inalterato: i comandi rispondono alla perfezione, la simulazione della forza di gravità è folle ma coerente e ogni errore è un esercizio di frustrazione riconducibile a un proprio errore. Nonostante avessimo speso parecchie ore su Trials HD al tempo dell'uscita siamo costretti a chiedere eventuali differenze apportate al sistema di guida, facendoci spiegare come l'unica novità importante, al netto di minuscoli aggiustamenti, sia la maggior resistenza delle moto ai salti, visto che ora ce ne sono di più alti e frequenti.

Il track design a sua volta presenta la consueta alternanza di passaggi veloci e iper adrenalinici ad altri lentissimi, dove ogni minima pressione sul gas o i freni può fare la differenza tra una rovinosa caduta o il superamento dell'ostacolo. Chi avesse provato uno dei precedenti titoli, ci metterà pochi secondi a riprendere la mano. Se il livello di difficoltà ci è stato complessivamente confermato come paragonabile a quello del precedente capitolo, le ambientazioni sono state oggetto di ripensamenti. Intanto non sono più limitate all'anonimo magazzino di Trials HD, ma spaziano tra interni ed esterni, scorci naturalistici come colline e laghi ad altri dov'è impresso con forza il passaggio della mano dell'uomo, tra ponti, costruzioni in cemento e cantieri. Ma non mancano neppure excursus estrosi, ad esempio campi di battaglia sotto bombardamento (in effetti è lo sbarco in Normandia) e un omaggio a Inception, dove le strutture collassano su loro stesse in un costante cambio di prospettiva. L'idea è che ogni gara abbia elementi distintivi in grado di imprimerla nella mente del giocatore, che poi potrà parlarne con gli amici e ricordarla come un'esperienza unica e ben delineata. Per un simile motivo sono state introdotte le curve: i tracciati, sempre rigorosamente lineari, presentano in certi casi delle pieghe che senza modificare la prospettiva danno una maggior profondità a ciascuna corsa, con i punti già superati o quelli che verranno visibili sullo sfondo.

La cosmesi di Trials Evolution punta insomma sulla varietà, con centinaia di nuovi oggetti e una moltitudine di scorci, piuttosto che su un'evoluzione tecnologica pressoché assente. Un male? Beh, come per il gameplay, si tratta di un prodotto già curato che vuole elevare a potenza le solide basi su cui poggia. A noi continua a piacere anche se di certo non vincerà alcun premio per la direzione artistica o l'introduzioni di inediti effetti. Ma se qualcuno cercasse qualcosa di profondamente diverso, i giochi d'abilità sono stati completamente rifatti. Si tratta ancora una volta di sfide basate su regole proprie, che impongono quindi obiettivi specifici. Nell'apposita sezione Skill Games Circus troviamo salti con gli sci, una sorta di Super Monkey Ball, una gara a chi percorre più strada con l'acceleratore a manetta o senza possibilità di bilanciarsi in volo. E ancora UFO da far atterrare a colpi di gas e freno, moto con pochissima benzina a disposizione e simili follie. Gli skill game del passato non sono stati inseriti ma è prevedibile che verranno re-introdotti attraverso l'editor.

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ll medagliere

Tra le cose che meno soddisfacevano di Trials HD c'era il metagame della campagna single player. Per questo motivo la progressione in Evolution è stata rivista: speciali insieme di livelli, detti Licenze, costituiscono un primo scoglio da superare a mo' di tutorial, tanto per garantire al giocatore le conoscenze necessarie ad affrontare le sfide che seguono.

L'unlocking degli schemi, invece, avviene ottenendo un certo numero di medaglie. In questo modo non è necessario superare un dato quantitativo di tracciati ma, volendo, basta ripetere più volte lo stesso cercando di scalare tutti i piazzamenti, dal bronzo all'oro. In realtà il problema del metagame di Trials Evolution è velleitario: ogni giocatore vorrà portare quantomeno a termine tutti i livelli e, anzi, il vero impegno arriva nel momento in cui ci si dedica a scalare le classifiche online. Dalle leaderboard possono essere scaricati i fantasmi e delle prime posizioni - alcune migliaia, il numero preciso è ancora in via di definizione - è visualizzabile anche la pressione delle dita sui comandi, così da ca(r)pire i segreti dei migliori. Stanchi del gioco in solitaria e della caccia al millesimo di secondo, c'è il multiplayer a tener occupati.

Fino in quattro sulla stessa console per sfidarsi lungo i dodici tracciati a quattro corsie, dove fianco a fianco ci si da battaglia in mini tornei lunghi un numero variabile di turni. Oppure online alternando questi speciali percorsi a quelli tradizionali, dove gli avversari sono visualizzati come piccole sfere in movimento lungo la pista. Le gare in quartetti sono divertenti e frenetiche ma non certo tecniche come quelle solitarie. Inoltre dopo un po' il rischio di confondersi è alto. RedLynx non si è inventata altre particolari modalità o colpi di scena straordinari, però quanto implementato dovrebbe regalare ore di divertimento extra. Anche perché non mancano opzioni a supporto come un doppio matchmaking, classificato e non. I riconoscimenti ottenuti in single e multiplayer sono infine visualizzati su una sorta di badge confrontabile con quello degli amici, un riscontro immediato del proprio e dell'altrui livello raggiunto.

L'hai fatto tu

L'ultima fetta del pacchetto è composta dall'editor, qui evoluto e presente sia in versione Lite che Pro. In entrambi i casi le creazioni vanno inserite all'interno di una mappa ampia 2x4 chilometri: per disegnare una pista sono sufficienti pochi istanti, basta selezionare due punti ed eventualmente inserire delle curve qualora si volesse sfruttare questa nuova opportunità, aggiungendo poi ostacoli, strutture e così via. Con un tasto ci si butta nell'azione per provare quanto realizzato e, sempre senza caricamenti, si torna indietro alla fase di design e modifica. Purtroppo non è previsto che venga messa mano agli oltre sessanta nuovi schemi, ma ci saranno esempi ai quali attingere per imparare a usare i tool a disposizione.

Che in versione Pro, in particolare, si prospettano davvero allettante per gli aspiranti designer. Oltre a opzioni più elementari, come il cambio di telecamera - mai pensato di giocare a Trials in prima persona? - c'è un sistema di scripting visuale aggiornato che separa meglio i trigger, le azioni e così via. Oltre a skill game personalizzati, abbiamo visto esempi di gameplay in prima persona, giochi di guida, shoot em up e persino un clone di Angry Birds. Non sarà di certo qualcosa di accessibile o interessante per tutti, ma quella fetta di community che vorrà impegnarsi per creare nuovi contenuti lo farà supportata da classifiche di gradimento sia degli utenti che degli sviluppatori. Insomma le opere migliori non dovrebbero andare perse.
Il tutto, per una cifra che dovrebbe posizionarsi dalle parti di quella richiesta all'uscita dal precedente episodio. Un'offerta quella di Trials Evolution, parsa eccezionalmente ricca e corposa. Certo non ci sono spunti originali in grado di rivoluzionare il gameplay ma un single player dotato di decine di nuovi livelli e opzioni, il multiplayer e un editor dal potenziale estremamente accresciuto. Per ora la data d'uscita resta un generico Primavera 2012 ma dovrebbe tardare molto al momento degli annunci ufficiali. Vecchi e nuovi fan non rimarranno delusi.

CERTEZZE

  • Giocare Trials è sempre uno spasso
  • Single player con oltre sessanta nuovi livelli, più attenzione alle leaderboard e al sistema di progressione
  • Editor potenziato
  • Multiplayer in locale e online

DUBBI

  • Fondamentalmente un fan service
  • Le gare a quattro corsie possono essere un po' confusionarie