A tu per tu con PSP  0

Intensi minuti d'amore con l'ultimo gioiellino Sony.

Tecnicamente, nulla da ridire: PSP con le prime demo ha confermato tutto ciò che già si pensava. L’hardware è marcatamente più potente di quello del Nintendo DS, per quanto un pelo sotto rispetto ai proclami Sony diramati sinora. Certo abbiamo visto solo le prime demo, è prestissimo per dare un giudizio, ma con occhio clinico possiamo collocare la console tra una PS-One/N64 e un Dreamcast. Buon polygon count, buone texture (per quanto non definitissime e in alcuni casi un po’ sfuocate o eccessivamente pixellose), alcuni effetti notevoli – i particellari in primis – e un frame rate molto alto. Le dimensioni ridotte del display e la sua eccellente qualità ovviamente aiutano molto e l’impatto visivo dei giochi, in molti casi, è decisamente di alto livello. Ovviamente il nostro giudizio è basato sui filmati dei giochi presentati e su una breve prova su strada delle demo interattive. Ci preme comunque segnalare una cosa: il rolling movie di Gran Turismo 4 Mobile Edition era nettamente superiore rispetto a tutte le altre demo presenti, tanto da essere virtualmente indistinguibile dal fratellone maggiore per PlayStation 2. Anzi, forse persino un po’ meglio come definizione grazie alle dimensioni del display. O son dei veri maghi i Polyphony (e non sarebbe certo una novità) o qualche inghippo c’è. Per ora ci limitiamo a prenderne atto e a riportarvi la cosa, il tempo dissiperà ogni dubbio. Oltre alla caterva di filmati, solo due erano le demo con cui era effettivamente possibile interagire:

T.O.E. (titolo provvisorio, Namco)
Un RPG, da Namco, con un nome in codice di questo tipo: beh, non ci vuole un genio per capire che si tratta del nuovo Tales of. Di fatto era l’unica demo ‘giocabile’ presente sullo showfloor, per quanto estremamente limitata: tramite il pad si poteva muovere l’eroe di turno in una città bidimensionale, parlare con qualche personaggio, esaminare qualche oggetto. E nulla più. La coloratissima grafica bidimensionale rende alla grande sul display di PSP, così come i full motion video.

Metal Gear Acid (Konami)
Interazione davvero limitatissima: di fatto una rolling demo nella quale si poteva spostare la visuale della telecamera, saggiando così le potenzialità di PSP nel rendering in real time. Graficamente la demo è davvero molto buona, con personaggi e ambientazioni dettagliate, pur non arrivando ai livelli eccelsi di MGS2 e, tantomeno, a quelli di MGS3. Curioso il gioco, che sembra essere uno strategico a turni in puro stile jappo: qualcosa di completamente diverso dal gameplay classico della serie.

Per il resto, solo filmati, tanti, dei vari giochi in sviluppo ai quattro angoli del pianeta, dalle software house più disparate. Impressionante come qualità soprattutto i giochi delle softco nipponiche, che si dimostrano ancora una volta un passo avanti tutti gli altri. Gradito il ritorno di tanti classici PlayStation: spiccano un nuovo Ridge Racer, che pare riprendere tutti i sacri crismi della saga facendo dimenticare le ultime, deludendi uscite, e un brillante WipeOut. Ancora un po’ scarno e dalle texture sfuocatine, ma veloce e adrenalinico come sempre.

Per tirare le somme è presto, che dico, prestissimo, ma le prime impressioni su PSP non possono che essere positive. Non porta con sé idee originali come quelle proposte dal DS, è una console convenzionale in un guscio (e che guscio…) tascabile, ma è potente e ha un design fantastico che la fa diventare un irresistibile oggetto del desiderio. E poi si chiama PlayStation.
Unici dubbi? Sul prezzo, che a occhio e croce sarà alto, sulla robustezza (vi prego fate una cover per quel fantastico display) in grado di far venire gli incubi al solo pensiero di deturpare il bel design con un graffio, e sulla durata delle batterie. Sony per il momento garantisce 10 ore in solo playback audio, 8 ore di gioco e 2,5 ore di playback video. Ma la batteria aggiuntiva da collegare alla console e da attaccare alla cintura per aumentare l’autonomia non è di buon auspicio.
E ora mettiamoci l’animo il pace, l’attesa per vederla nei negozi sarà lunga: fine anno in Giappone se tutto va bene, inizio 2005 negli States e in Europa Dio solo sa quando. Ma sempre troppo, maledettamente troppo.

Non c’è niente da fare, Sony è proprio brava a fare hardware desiderabile. Prendiamo PSP, basta guardarla un attimo ed è amore, fa venire l’acquolina in bocca. E’ vero, per essere un portatile è proprio grande (ma questo vale anche per il DS…) ed è fatto di materiali che sembrano rigarsi solo a guardarli, ma è un gioiellino, e sa di hi-tech come pochi altri gadget. Sì, gadget, perché parlare di PSP solo in termine di console portatile è limitativo, perlomeno nelle intenzioni di Sony, considerandone le spiccate attitudini multimediali: non solo giochi, ma musica e film, oltre all’ormai immancabile connessione Wi-Fi. Da ciò una considerazione negativa, forse l’unica: PSP costerà, e costerà tanto. E’ evidente come il target non sia quello di Nintendo: PSP vuol essere l’ultimo giocattolino tecnologico, l’ultimo oggetto di tendenza, vuole diventare l’iPod del multimediale e del videogioco, con il suo irresistibile mix di parti in metallo, plastica trasparente e lacca nera (ma sarà disponibile in altri colori e livree). Tante prestazioni, tanto design, tanta immagine e zero compromessi. Anche sul prezzo. Naturalmente saremmo felicissimi di essere smentiti, ma l’impressione di tutti i redattori della cricca di Multiplayer che hanno avuto modo di vederla da vicino è stato pressocchè unanime: bella e costosa. A meno che, ovviamente, Sony non decida di fare il miracolo.

La prima cosa che salta all’occhio è sicuramente il display. Semplicemente enorme e di qualità stratosferica. L’immagine è nitidissima, i colori brillanti e la definizione ottima. A ciò aggiungiamo un angolo di visuale eccellente ed una luminosità incredibile, ed eccoci di fronte ad uno dei migliori (il migliore?) display mai visto su una device portatile. Impossibile non rimanere a bocca aperta. Grande il display, grande anche la console. Come già accennato PSP non è propriamente tascabile: più grande in dimensioni del Game Boy Advance (ovviamente non SP), non è chiaramente pensata per entrare in una tasca dei pantaloni, ma più realisticamente per essere portata in borsa, in uno zaino o, da veri esibizionisti, appesa al collo tramite l’apposita strip. Strip che Sony ha prontamente presentato in più versioni, compresa una con cuffie stereo integrate. Al di là delle dimensioni, l’impugnatura della console sembra essere piuttosto comoda. Ovviamente i pochi modelli che era possibile toccare con mano all’E3 erano saldamente ancorati ad appositi totem, tanto da impedirne una corretta impugnatura e rendere difficile giudicare in modo oggettivo l’ergonomia. L’impugnatura sembra essere comoda, per quanto ci abbia destato qualche perplessità la disposizione del minuscolo stick analogico, a sinistra e molto in basso subito sotto la croce direzionale e, soprattutto, i due tasti dorsali L e R in plastica trasparente, bellissimi da vedere ma non troppo comodi da premere mantenendo al contempo una salda presa sulla console. Un difetto questo comunque comune nel mondo degli handheld. Per il resto, sembra di impugnare il classico Dual Shock: croce direzionale ‘divisa’, i soliti quattro pulsanti a destra, più gli immancabili Select e Start, oltre che tutta una serie di tasti funzione nella parte bassa: regolazione del volume, un pulsante per spegnere la retroilluminazione del display (o almeno così deduciamo…), un tasto con una nota musicale dalla funzione ignota e il misterioso pulsante Home. Prima o poi ci spiegheranno a cosa serve, o comunque lo scopriremo da soli. In ogni caso le console demo presenti sullo showfloor avevano tutti questi tasti e lo stick analogico disattivati, per cui non era possibile capirne l’effettiva funzione. Ricca la dotazione di accessori extra: telecamera, modulo GPS – metallizzate entrambe - e una fantastica tastiera trasparente a sfioramento, tutte da collegarsi alla porta USB posta sulla parte alta della console. A sinistra si trova invece lo slot per i Memory Stick Duo, nella parte bassa lo slot per i dischi UMD, supporto ottico su cui verrà distribuito tutto il software e i contenuti (musica e video) per PSP.