A Volte li ScontanoA Volte li Scontano Vol.8 

Una rubrica che farà la felicità dei videogiocatori meno facoltosi che spesso non se la sentono di acquistare i titoli appena usciti a prezzo pieno. Un meraviglioso excursus approfondito e ricco di dettagli, attraverso i giochi in edizione economica.

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The Longest Journey


Linea: BLE / Steam

Prezzo: 9€ circa

Storico: Di The Longest Journey è uscito un seguito nel 2006, Dreamfall che, pur non raggiungendo il livello del primo episodio, ha mantenuto parte del suo fascino. Vi consigliamo di giocarci soltanto dopo aver terminato TLJ.

Primo Voto Multiplayer.it: N/D - Link all'articolo

Ma che fate ancora lì? Andate a comprare questo gioco. Subito! The Longest Journey è una delle migliori avventure grafiche della storia (secondo alcuni la migliore) ed è sicuramente uno di quei titoli che l’industria dovrebbe esaminare attentamente quando si parla di cultura videoludica e affini, non per altro per tentare di capire come gli sviluppatori siano riusciti a realizzare un’avventura solida dal punto di vista degli enigmi e affascinante dal punto di vista della storia. Tutto inizia con un racconto, poi un sogno e quindi il dipanarsi degli eventi verso direzioni inaspettate (che non vi riveliamo perché non siamo sadici) ma sempre equilibrate. Non c’è mai una caduta di stile o una deriva verso soluzioni narrative semplici e approssimative, necessaria per tappare qualche buco, come avviene spesso (troppo spesso) nelle avventure moderne e non solo.
Tecnicamente The Longest Journey è un titolo che mostra i suoi anni, ma poco importa. Come sempre avviene, quando si sono investite risorse nello stile più che nella spettacolarità nuda e cruda, la prova del tempo ripaga e rende più flebile il peso delle nuove conquiste tecnologiche. Così, pur non potendo vantare una risoluzione altissima o dei modelli poligonali dotati di effetti fantasmagorici, gli scenari sono quanto di più ispirato sia possibile trovare in un adventure e fatta l’abitudine ad alcuni difetti visivi a cui la next-gen ci ha disabituato, si riesce ad immergersi nella trama rimanendo comunque a bocca aperta di fronte a molte locazioni che sono dei piccoli capolavori a sè stanti.
Ovviamente avrete già da tempo capito che vi consigliamo di acquistare The Longest Journey, disponibile sia in versione scatolata, sia in versione DD (su Steam), senza remore. Non ve ne pentirete.

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Bad Boys II


Linea: Fair Game

Prezzo: 4,90€

Storico: Niente di rilevante da segnalare

Primo Voto Multiplayer.it: 6 - Link all'articolo

Solitamente i giochi tratti dai film fanno schifo. Uno se ne può rendere conto anche soltanto provando una demo o guardando qualche filmato tra quelli che regolarmente vengono rilasciati sul web. È una regola non scritta ma che difficilmente viene violata. Sarà la fretta di mettere insieme i pezzi in modo da dare l’illusione di aver creato qualcosa che possa attirare i fan della pellicola, sarà che spesso i team di sviluppo hanno pochissimo tempo per svolgere il lavoro, sta di fatto che questo “genere” di videogiochi raramente riesce a superare la sufficienza. Bad Boys II era insulso all’epoca della sua prima uscita ma con il tempo è sceso parecchio di grado. Un gioco d’azione con qualche idea interessante realizzata in modo pessimo. Basterebbe parlare di quando occorre passare dalla visuale in terza persona a quella in prima, con incomprensibile spostamento del mirino, che produce colpi andati a vuoto e la necessità di dover mirare due volte per poter colpire un nemico, per affossare completamente questa produzione. Ma noi siamo dei bravi ragazzi e non possiamo evitare di citare il design dei livelli lineare e insulso, l’azione ripetitiva al punto da diventare noiosa dopo poche sparatorie, gli scontri con i boss banali e frustranti e un comparto visivo degno della prima PlayStation.
L’unico motivo per cui potreste essere interessati ad acquistare questo gioco è l’essere fan sfegatati del film. Tutti gli altri lo lascino perdere e tornino a contare le pecore elettriche.

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Tomb Raider: The Angel of Darkness


Linea: BIS

Prezzo: 9,90€

Storico: Questo è il sesto Tomb Raider di una serie che conta attualmente sette episodi. Considerato quasi unanimamente il peggiore, Angel of Darkness aveva segnato per molti la fine del brand che ha accompagnato i videogiochi per mano verso le grandi masse, facendo diventare di fatto Lara Croft una delle eroine simbolo dell’era PlayStation.

Primo Voto Multiplayer.it: N/D - Link all'articolo

Doveva essere il capitolo del rinnovamento, quello che avrebbe superato l’impostazione che per cinque episodi aveva caratterizzato la serie di platform / adventure con protagonista Lara Croft. Il risultato finale fu sconcertante e, invece di ridare smalto all’archeologa più famosa del mondo, l’unica che spara ai monumenti invece di studiarli, rischiò di affossarla definitivamente deludendo la maggior parte dei fan e diventando lo spassoso bersaglio dei detrattori abituali, che non speravano in altro per poter dare il colpo di grazia a Core Design. Ancora oggi questo The Angel of Darkness è sinonimo di un sistema di controllo bacato all’inverosimile, di un design dei livelli poco ispirato e di un lavoro che apparì ai più come incompiuto e fatto uscire in fretta e furia sul mercato senza approfondire il lavoro di beta testing.
Giocandolo, molti rimpiansero Tomb Raider: Chronicles, il precedente episodio, che ai più era sembrato l’ennesimo modo per sfruttare un personaggio ormai citato in maggior parte per la dimensione variabile dei suoi seni, sempre più prosperosi e definiti, più che per il carisma discutibile o per qualsiasi altro aspetto. Eppure a qualcuno è piaciuto e ha gradito le poche novità presenti… ma forse era qualche fan scatenato incapacitato a considerare fallimentare l’ennesimo titolo con protagonista la sua eroina preferita. Da acquistare solo per non avere un buco nella collezione di tutti gli episodi della serie.

Raccolta Bubble Bobble + Rainbow Island


Linea: Fair Game

Prezzo: 4,90€

Storico: Bubble Bobble è nato nel 1986 come coin-op, riscuotendo un enorme successo tra un pubblico eterogeneo. Rainbow Island, considerato il seguito di Bubble Bobble fino all’uscita del vero seguito ufficiale, nonostante per molti rimanga lui il vero seguito, (la storia è un po’ confusa… ma un senso c’è, non vi preoccupate), è invece del 1987 ed è sempre stato rilasciato in primo luogo come coin-op. Di entrambi i giochi esistono conversioni più o meno riuscite per quasi tutti i sistemi esistenti sulla faccia della terra. Esiste anche un terzo capitolo di questa saga ideale: Parasol Stars, che purtroppo non ha avuto molto successo e di cui non esiste una versione da sala.

Primo Voto Multiplayer.it: N/D

Il voto lo avete visto eppure chi scrive ama alla follia entrambi i giochi. Li ama talmente tanto che li gioca ancora oggi. Ma non in questa versione. Ad un prezzo di poco maggiore c’è la possibilità di portarsi a casa il primo volume delle due collection di classici da sala della Taito, che comprende entrambi più molti altri classici di grande valore. Oltretutto li emula meglio, permette un numero maggiore di configurazioni e offre del materiale extra veramente interessante, cose del tutto assenti in questa versione. Altro vantaggio di quella compilation rispetto a questa è la maggiore stabilità: è frustrante essere arrivati al settantesimo livello di Bubble Bobble e vedere la finestra del gioco sparire senza una spiegazione. Non esistendo un sistema per salvare, sistema di cui non si sentirebbe il bisogno se la stabilità fosse maggiore, la frustrazione prende presto il sopravvento costringendo ad abbandonare i giochi al loro destino e a passare ad altro. Eppure questi due classici senza tempo di Taito sono ancora freschi e godibilissimi.
Ma descriviamoli velocemente per quelli nati troppo tardi per poterli trovare in sala giochi, o che, semplicemente, non ne hanno mai sentito parlare. I protagonisti di Bubble Bobble sono due umani paciocconi, Bub e Bob, trasformati in draghetti spara bolle da uno stregone malvagio che ha rapito le loro donne. Lo scopo del gioco è quello di catturare i nemici con le bolle per poi farle scoppiare in modo da eliminarli. I livelli (100 + 100) sono formati da schermate fisse decorate dalle stesse piattaforme su cui ci si muove. Sembra semplice, ma c'è molto sotto la superficie: una miriade di oggetti speciali, moltissimi segreti, livelli extra, codici da trovare, stanze speciali e molto altro. Divertente e giocabile ancora oggi.
In Rainbow Island Bub e Bob sono ridiventati umani ma nuovi pericoli incombono sul mondo arcobaleno. Armati di arcobaleni, invece che di bolle, i nostri due amici dovranno letteralmente scalare sette mondi (più quelli nascosti raggiungibili solo a determinate condizioni) uccidendo sette boss per riuscire a salvare la loro terra. Anche qui abbondano gli oggetti, i bonus nascosti, i segreti e tutte quelle raffinatezze che distinguono i capolavori dai giochi medi.

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Guilty Gear Isuka


Linea: Best of Atari

Prezzo: 19,90€ circa

Storico: Niente di rilevante da segnalare

Primo voto Multiplayer.it: N/D

Sebbene i telegiornali parlino solo di picchiaduro tridimensionali, con lottatori che si piegano i pollici a vicenda, non bisogna per questo pensare che i teppisti bidimensionali che da sempre infestano i coin-op di mezzo mondo siano passati di moda. Al contrario, questi eredi di casa Capcom, diseducativi e propensi a favorire il sorgere di lotte clandistine nei cortili delle suole medie, sono sempre in auge e prolifici di sequel. Da quando Street Fighter ha forse definitivamente perso terreno (con tutto il bene, sono oramai secoli che impera, si può anche accantonarlo no? No, infatti), la serie Guilty Gear dicevamo pare risiedere sul trono senza troppe preoccupazioni. Tanto per dare da mangiare ai suoi facinorosi seguaci, esce anche per PC lo spin-off Guilty Gear Isuka, che promette risse a quattro sinceramente un po’ da capire. Sarete infatti presi in mezzo a scontri del tipo “tre contro uno” o “due contro due”, dando vita a coreografici pestaggi tra colpi d’arma e calci incendiari, combo più combo meno.
Il tentativo è apprezzabile ma la confusione tende a crescere fino a livelli difficilmente gestibili, anche perchè gli sfidanti non si disputano il titolo a colpi di video illegali con il telefonino, ma ricorrendo a scuole esoteriche di combattimento tutt’altro che discrete nelle proprie manifestazioni di potere, così che la prontezza e la precisione si perdono per lasciare posto ad un atteggiamento più orientato alla difesa, dal momento che i nemici attaccano un po’ da tutte le parti. Da un lato la modalità on-line ne trae un certo giovamento, ma dall’altro si sente le mancanza di un gameplay più snello e adeguato al mondo della lotta in due dimensioni. Non di meno la realizzazione tecnica è di prim’ordine e qualche ulteriore innovazione vale la spesa per i fan irriducibili, tanto più che su PC questo genere di giochi stenta a decollare. E’ in definitiva l’ideale se avete qualche altro amico con il quale sfidarvi in rete alle ore piccole della notte.

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Full Throttle


Linea: Lucas Classic Line

Prezzo: 9,90€ circa

Storico: Niente di rilevante da segnalare

Primo voto Multiplayer.it: N/D

Quando la LucasArts ha telefonato a Pierpaolo chiedendogli di parlare dei suoi titoli storici in edizione budget, nessuno di noi si aspettava che sarebbero andati così indietro nel tempo. Per l’eccitazione il clone di Tagliaferri si è spento definitivamente sulla tastiera, mentre diamo dovuti rientrare dal lungo esilio al quale la redazione ci aveva confinato per esserci collegato anche solo una volta al sito di ProssimoGioco. Veniamo dunque a Full Throttle, avventura lontana dai toni tipici dell’amatissima casa di Monkey Island, Maniac Mansion, Grim Fandango e tanti altri non meno importanti. Innanzitutto il protagonista è un duro, grosso motociclista americano, partorito dalla mente di Tim Schafer, tanto lontano dai pirati caraibici come dagli alieni intergalattici (o da Elvis, per chi si ricorda Zack Mc Cracken).
Rispetto alla tradizione stabilita dai suoi predecessori, Full Throttle si discosta sotto diversi punti di vista: la grafica introduce l’elemento tridimensionale, agli enigmi (pochini) si aggiungono sequenze arcade e l’interfaccia “punta e clicca” si evolve verso una versione piu snella e moderna che sarà ripresa anche nei titoli successivi. Da un lato la storia è coinvolgente e ricca di colpi di scena, finali alternativi e nonsense abbondano, ma nonostante tutto resta una delle avventure targate LucasArts che meno ha attecchito nel cuore della comunità. Questo però non deve trarvi in inganno, non ci sono grossi motivi per lasciarsi sfuggire un pezzo di storia, tanto più che gode di un discreto doppiaggio in italiano.

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Sam & Max - Hit the Road


Linea: Lucas Classic Line

Prezzo: 9,90€ circa

Storico: Dopo esitazioni e tentennamenti, Sam & Max sono tornati sugli schermi nel 2006, con sei episodi indipendenti. Potete trovare a questo link tutte le recensioni dei nuovi episodi.

Primo voto Multiplayer.it: N/D

Questo mese la rubrica potrebbe anche intitolarsi “A Volte Ritornano”, considerando la natura dei titoli trattati. Benvengano comunque, se il calibro dev’essere quello di una delle coppie più divertenti che la storia dei videogiochi ricordi (almeno per quanto riguarda gli anni ’90). Le premesse da sole sono divertenti, e vi assicuriamo che non fa altro che migliorare: a distanza di così tanti anni, il folle umorismo dei personaggi ideati da Steve Purcell riesce ancora a far sorridere molto più di tanti sedicenti comici che infestano i media contemporanei. Considerate che mentre Sam, per quanto sia un cane (anatomicamente parlando), abbia almeno il distintivo da detective, il coniglio Max è semplicemente uno squilibrato bipede con le orecchie lunghe, allucinato come se tornasse da un lungo viaggio di mescalina.
La storia di per sè lascia basiti fin dalle premesse, considerando che dovrete mettervi sulle tracce di Bruno, una specie di yeti datosi alla macchia o forse rapito, chi lo sa, tanto la follia dilagante degli scenari diffcilmente può essere riepilogata seguendo un filo logico. Inutile insistere sulla demenzialità del titolo, che appare già evidente, ed è resa ancora più irresistibile dai continui dialoghi tra Sam e Max, ironici e taglianti come non ve li aspettereste da un gioco che ha visto la luce nel 1993. C’è forse da chiedersi come mai sia così difficile trovare oggi battute tanto ispirate e spassose, doppiate tra l’altro egregiamente nella nostra lingua madre. Un motivo in più, tra i tantissimi che potremmo elencare, per non lasciarsi sfuggire questo Sam & Max - Hit the Road. No, sul serio, è davvero esilarante e attuale, grazie anche al look da cartoon sempre al passo coi tempi, perciò non ditevi da soli che non amate le avventure perché tutti amano, o finiscono per amare, Sam e Max.

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Il Signore degli Anelli: La Battaglia per la Terra di Mezzo


Linea: EA Classic

Prezzo: 19,90€ circa

Storico: Niente di rilevante da segnalare

Primo voto Multiplayer.it: 8.2 - link all'articolo

Quelli di Electronic Arts sono furbi, su questo non c’è dubbio. Non solo infatti costringono i dipendenti a turni di lavoro estenuanti, ma si aggiudicano pure licenze milionarie, come quella del Signore degli Anelli, della quale mancano solo le macchine fotografiche con l’occhio di Sauron nell’obiettivo. Nulla da eccepire, La Battaglia per la Terra di Mezzo è un titolo di pregevole fattura, fedelissimo alla trilogia cinematografica e assolutamente spettacolare. Purtroppo risulta fin troppo semplicistico (in fondo deve vendere a milioni di giocatori no?), il che comunque può rappresentare un incentivo per i tanti fan che magari hanno poca dimestichezza con gli strategici. Tra i punti di forza c’è sicuramente quello di poter guidare le orde del male, lorde di fango e imperiture nei loro propositi distruttivi, che cavalcano (o marciano, più precisamente) sotto i vessili di Mordor e Isengard, mentre dalla parte del bene, lucente e senza macchia (notate i mantelli sempre freschi di lavanderia), cavalcano, questa volta letteralmente, le legioni di Rohan o i fortificatori nati di Gondor. All’appello non mancano neppure Gandalf e compagnia, ehm sì insomma, Legolas, gli hobbit e Aragorn per citarne alcuni, che con il passare delle battaglie acquistano nuovi poteri, così come accade per le armate sopravvissute che si fanno sempre più scaltre e potenti. Se da un lato si può soprassedere sulla scarsa profondità tattica, che in fondo non è una regola aurea imprescindibile, e sulla gestione delle risorse quasi magica, dall'altro lato però, quello che non si può tollerare è invece il rivedere gli eroi morti della saga che ricompaiono nei crocevia narrativi della trama. Questo è davvero un orrore, una mancanza di stile che lascia un po’ senza parole, ma purtroppo è quanto hanno deciso di fare dalle parti di Electronic Arts. Resurrezioni a parte, gli scontri frontali sono entusiasmanti ed epici, imbevuti di una saga che non perderà mai il suo fascino nonostante gli abusi commerciali, perciò fateci un pensierino, tanto più che non dovete essere volpi del deserto per dare scacco al nemico.

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Keepsake – Il Mistero di Dragonvale


Linea: N/D

Prezzo: 19,90€

Storico: Potete scaricare a questo indirizzo la nuova patch rilasciata da Lighthouse Interactive.

Primo voto Multiplayer.it: 9 - link all'articolo

Lydia è la prima studentessa che scoprendo la scuola misteriosamente deserta anziché andare a giocare al biliardo si lascia andare alla disperazione, in particolare per l’assenza di Celeste, sua compagna all'Accademia di Magia (laurea triennale con forti sbocchi occupazionali). Le ragazze sono così più responsabili dei maschi e anziché spendere la mattinata giocando ad House of the Dead in sala giochi, la protagonista si avventura nell’immenso castello per capire che fine ha fatto il corpo docenti e gli alunni che avrebbero dovuto passare un’altra giornata di studio forzato. L’avventura è in realtà molto toccante e le emozioni che suscita nel giocatore sono perfettamente incorniciate dagli splendidi ambienti nei quali Lydia vagherà in cerca di risposte. Sebbene non tutto l’impianto artistico regga gli standard elevatissimi di alcuni fondali, impreziositi dalle ottime inquadrature, il risultato finale non si risparmia in eleganza e delicatezza.
Gli enigmi, perché è poi questo il fulcro di un’avventura una volta intessuta una trama convincente, sono dei più disparati, dal semplice al molto complesso e piovono in abbondanza. Peccato solo che si vada in giro un po’ troppo spesso senza sapere bene dove o perché, mentre può inficiare notevolmente la qualità del gioco quel comando per gli aiuti che farà spesso capolino nella vostra testa. Alla fine è possibile ottenere addirittura la soluzione di ogni enigma e sebbene ci siano giocatori che proprio non possono o non riescono a spendere il tempo necessario per portare a compimento un rompicapo, la tentazione di lasciarsi andare subito ad un piccolo aiuto è tanta. Non è un reato non avere tempo e voglia di risolvere un’avventura, ci sono sempre tanti altri giochi che fanno al caso di ciascuno, e se anche voi la pensate allo stesso modo, allora Keepsake è da non perdere.

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X-COM: Terror From The Deep


Linea: Steam

Prezzo: 3,50€ Circa

Storico: Ce ne sarebbero di cose da dire sugli X-COM, su come la Hasbro abbia causato la fine della serie impedendo di fatto lo sviluppo di altri sequel, di come molti ancora li giochino non avendo trovato alternative valide negli anni trascorsi da allora, di come gli siano stati tributati remake amatoriali di ottima fattura e, insomma, di come si tratti di una serie molto amata nonostante il 1994, anno di uscita del primo episodio, sia ormai lontano. Per informazioni più dettagliate andate qui e qui.

Primo Voto Multiplayer.it: N/D

Se invece di X-COM: Terror from the Deep avessero messo su Steam, allo stesso prezzo X-COM: UFO Defense, in Italia più conosciuto come UFO: Enemy Unknown gli avremmo assegnato 6/5 come valutazione. Non credo esista una serie di strategici riuscita come questa. Stiamo parlando di capolavori assoluti a cui è difficile trovare macchie nonostante gli anni trascorsi dalla prima uscita. Chiunque sia appassionato del genere non può non rimpiangere gli X-COM e quello che hanno rappresentato: un picco d’eccellenza mai più raggiunto e che altre serie possono soltanto sognare. Anche i tre UFO (Aftermath, Aftershock, Afterlight) di recente pubblicazione, pur essendo dei buoni prodotti che si sono prefissi lo scopo ideale di prendere in mano l’eredità degli X-COM, non sono in realtà degni nemmeno di togliergli la polvere dai calzari (ma sì, quando possiamo… esageriamo!)
La trama del gioco, che poi è più o meno quella di tutti gli episodi, riguarda degli alieni che vogliono invadere la terra con ovvia nascita di una resistenza armata per tentare di mettergli i bastoni tra le ruote. Alla guida del gruppo X-COM dovremo riuscire a difendere i vari territori minacciati, ottenendo supporto finanziario e logistico, e dovremo raccogliere artefatti alieni per sviluppare tecnologie adatte a respingerli. Il gioco si svolge su due “piani”: uno globale, con una visione completa del mondo che consente di gestire le varie basi X-COM e di accedere alle missioni, e uno particolare, con visuale isometrica, dove si svolgono le missioni vere e proprie, consistenti in vari obiettivi da raggiungere (eliminare le forze di occupazione, carpire qualche segreto e molto altro) tramite la gestione di truppe e risorse varie.
La caratteristica peculiare di questo secondo episodio è l’immensa difficoltà delle varie missioni, pensate per i giocatori più esperti di UFO Defense. In effetti qualche giocatore abituato ai pallidi e semplicistici strategici attuali potrebbe trovare Terror From the Deep fin troppo difficile. Problemi loro. Lasciatelo perdere se siete tra quelli che considerano “strategia” selezionare centinaia di truppe, dargli una destinazione e stare a vedere quello che succede in battaglie tanto spettacolari quanto ingestibili. Qui ogni vittoria va sudata e meditata. Compratelo se volete un titolo strategico profondo, capace di appassionare per giorni e giorni, venduto oltretutto ad un prezzo più basso di quello di una birra. Non ve ne pentirete.

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