Alien Hominid  0

La verità è là fuori. Sottoforma di un alieno tanto piccolo quanto letale, che fa strage di esseri umani… e siete voi che lo comandate!

Furia cieca

C’è qualcosa di perverso nella semplicità di questo titolo. A conti fatti, si tratta di un colorato clone di Metal Slug: l’ominide alieno spara senza sosta e cambia arma a ogni occasione, lancia granate (quando ne ha) e tira fuori un affilatissimo coltellaccio quando i nemici sono a un passo. Le modalità attraverso cui tutto questo si verifica, però, cambiano praticamente in ogni livello: ci si ritrova a gestire piani differenti, saltare su auto in corsa, affrontare nemici via via più ostinati e, non ultimo, combattere contro quindici boss uno diverso dall’altro, negli altrettanti stage disponibili. Le azioni a nostra disposizione sono le solite: è possibile far fuoco con l’arma equipaggiata, saltare, accovacciarsi (pratica indispensabile per evitare le pallottole nemiche, almeno nella maggior parte dei casi) e rotolare. Per quanto concerne le manovre puramente offensive, il nostro alieno può scavare all’istante una fossa e nascondersi dentro di essa per poi afferrare il primo nemico che gli cammina sopra, oppure saltare sulle spalle di un avversario per mettere fine alla sua esistenza in modo senz’altro spettacolare. Il tutto può essere provato anche da due giocatori contemporaneamente. Uhm, proprio come in Metal Slug… [C]

Alien Hominid
I boss sono sempre enormi e molto cattivi.

Alien Hominid
L'azione di gioco spesso è tanto frenetica da mettere in difficoltà i riflessi.

Alien Hominid
Ci sono svariati modi per far fuori i nemici.

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Extraterrestre, portami via…

Se la giocabilità di Alien Hominid ha indubbiamente un sapore classico e rappresenta qualcosa di esclusivo all’interno dell’attuale offerta per PS2, la sua realizzazione tecnica unisce vecchio e nuovo, in un mix estremamente gradevole e simpatico. Il gioco si sviluppa in due dimensioni e i personaggi che si muovono sullo schermo vantano animazioni ottime, da vero cartone animato. Il meglio, però, è rappresentato dagli effetti speciali, anch’essi realizzati “a mano”: le esplosioni riportano alla mente alcuni lavori targati SNK, e la cosa bella è che variano a seconda dell’arma utilizzata, così come le conseguenze sulle vittime. Gran parte degli elementi di sfondo sono interattivi: il vostro fuoco e le granate, infatti, possono far crollare interi edifici, lasciando solo un’alta coltre di fumo. Se proprio vogliamo trovare un difetto, magari una maggiore varietà nell’aspetto dei nemici avrebbe giovato, pur senza nulla aggiungere all’esperienza di gioco. È infatti difficile soffermarsi a notare i particolari della grafica durante una partita: Alien Hominid è un gioco piuttosto difficile, che da un lato permette di ricominciare dall’ultimo livello raggiunto (ammazzando di fatto la longevità), dall’altro propone situazioni in cui è impossibile evitare di perdere almeno una vita: determinare la posizione dei proiettili nemici è spesso arduo, e quando si è sotto tiro da diverse postazioni si finisce inevitabilmente per “morire” più e più volte, anche di seguito.
Alla modalità di gioco principale è stata affiancato una sorta di “minigioco” da ben duecento livelli, simpatico ma certamente di importanza marginale rispetto al resto.

Cosa dobbiamo aspettarci

Ogni tanto l’industria dei videogame è ancora capace di sfornare delle sorprese, e Alien Hominid potrebbe traformarsi in una di queste: partito “in sordina”, ha conquistato le maggiori piattaforme da gioco e ha la possibilità di proporre al “grande pubblico” un prodotto classico nell’impostazione ma stravagante nella realizzazione, che sa conquistare grazie alla propria immediatezza. Si tratta di un’interessante alternativa a prodotti dotati di maggiore spessore, che nei propri difetti riflette un po’ la limitatezza della “vecchia scuola”. Una partita con Alien Hominid è un’esperienza “leggera” e spensierata, eppure fa riflettere su cosa siano davvero i videogiochi: appuntamento con la nostra recensione!

Il primo mito da sfatare è che gli alieni siano dei piccoli omini verdi. In Alien Hominid, infatti, scopriamo che il colore che caratterizza questi simpatici esserini è il giallo limone. Il secondo mito da sfatare è che si tratti di creature benevoli, il cui livello culturale e tecnologico si trova al di là del concetto di guerra: il protagonista del gioco, infatti, è un piccolo strumento di distruzione di massa, armato fino ai denti e con l’attitudine a tagliare in due i grossi agenti dell’FBI o chiunque gli si pari contro con intenzioni ostili.
Certamente Alien Hominid non verrà ricordato per lo spessore della propria trama, quanto per come tutto viene raccontato: ci si ritrova davanti a un vero e proprio cartone animato umoristico, estremamente movimentato e spettacolare. E verrà ricordato anche per le proprie origini: nato come giochino freeware a disposizione su internet, è stato scaricato qualcosa come sei milioni di volte. I numeri lasciano poco spazio al resto, e così Alien Hominid è stato ridisegnato per debuttare sulle maggiori console.