Armed & Dangerous  0

Planet Moon e Lucas Arts stanno per invadere Xbox, la vita da ricercati non è mai stata così bella. Siete pronti ad affrontare l'impero?

Lionhearts

Ci troviamo di fronte ad uno sparatutto in terza persona, incentrato su di un quartetto a dir poco bizzarro, composto dal protagonista Roman (un minaccioso bandito armato fino ai denti), il fedele aiutante dinamitardo Jonesy, un robot-centurione (!) ed un anziano telepate mutante accompagnato da uno stormo di mosche (!!). Lo strambo collettivo è alla ricerca del misterioso Book Of Rule, per trovarlo dovranno prima completare una lunga serie di missioni, intralciate dal malvagio esercito del re, composto da nerboruti scimmioni guerrieri chiamati Grunts. Risulta chiaro fin da subito lo spirito scanzonato, fracassone e parodico del character design, che, nonostante lo stile non certo aggraziato o fumettoso, presenta situazioni al limite del grottesco: dai nemici lanciati in orbita a seguito di rovinose deflagrazioni, alla possibilità di massacrare innocenti pinguini o pecore del luogo. L’ambientazione è un insano miscuglio fantasy- medioevale, con tocchi di retrofuturismo ed un vago alone bellico da seconda guerra mondiale. Impossibile infatti non notare paralleli con l'incursione degli alleati in territorio nazista, mentre perlustriamo villaggi fatiscenti popolati da Grunts-cecchini. Come altre produzioni occidentali, si avverte una certa carenza d’inventiva nell’edificazione di un mondo credibile e dotato di personaggi accattivanti, ma sembra evidente che l’impegno dei coders sia principalmente focalizzato sul reparto bellico, tra i più assurdi ed innovativi mai visti in un prodotto del genere. In primo piano la famigerata smart bomb Topsy Turvy, una trivella capace di ribaltare letteralmente lo scenario, con le conseguenze che potete immaginare. L’effetto è talmente ridicolo da meritare la visione di tutti. Non sono da meno il buco nero portatile (argh!) od un inquietante fucile in grado di lanciare famelici squali “intelligenti” che tracciano i malcapitati nemici. La resa visiva di questo arnese è difficilmente descrivibile, ma state certi che strapperà ben più di un sorriso al giocatore. Tutti questi ameni gingilli sono reperibili all'interno di alcuni pub che fungono anche da save-points.

Wanted dead or alive!

Per il resto la dinamica di gioco è relativamente accessibile, con semplici comandi ben distribuiti sui tasti del pad. Bastano pochi minuti per padroneggiare al meglio il tutto e posizionare i compagni di ventura, visto che l’enfasi è principalmente riposta sull’azione blastatoria, con sporadiche mansioni strategiche rapidamente esplicabili (almeno nei livelli che abbiamo visionato). Non mancano piacevoli diversivi funzionali a rendere meno lineare lo svolgimento dell’azione, per fare un esempio dovremo difendere le mura di una città dall’esercito degli scimmioni, avvalendoci di un cannoncino. Un minigioco talmente divertente da rimembrare quasi il mitico Beach Head di US Gold, ma con un effetto scenico paragonabile all’assalto degli orchi del Signore degli Anelli, decisamente ottimo. Tecnicamente siamo rimasti impressionati dalla qualità dell’immagine, che attinge a piene mani dall’hardware Xbox per conferire un aspetto fotorealistico. I livelli che abbiamo visionato si svolgono in una landa ghiacciata, con uso spropositato di bump mapping su pareti rocciose e l’asfalto innevato. L’effetto visivo è stupefacente, ma grava in maniera preoccupante sulla fluidità generale. Pesanti i cali di framerate riscontrati durante le azioni più caotiche, non così gravi da inificiare la giocabilità, ma ad ogni modo abbastanza fastidiose. Difficile auspicare un’ottimizzazione dell’engine, considerato lo status avanzato di questa beta, ma la speranza è l’ultima a morire. Discutibile inoltre l’IA degli avversari, efficace in certi frangenti, decisamente meno in altri: è piuttosto disarmante potersi avvicinare impunemente ad uno scimmione senza che si accorga minimamente della nostra presenza, ma l’elevato numero di nemici su schermo giustifica in parte questi deficit. Risulta infine eccessivamente lineare il level design, che, sebbene l’ottima interazione distruttiva con lo scenario, impedisce al personaggio di divergere dalla via prestabilita. Ad ogni modo non è da escludere che questo limite venga espanso nei livelli avanzati. Vista la spiccata natura single player, Il titolo supporterà la connessione Live esclusivamente per il download di contenuti aggiuntivi Per concludere siamo rimasti piacevolmente colpiti da A&D, uno prodotto divertente ed ironico in pieno stile Lucas Arts, restate sintonizzati per una futura review.

Era attesa da tempo l’ultima fatica dei Planet Moon, sviluppatori di Giants: Citizen Kabuto. Armed & Dangerous (da qui in avanti A&D) arriverà presto sulla consolona Microsoft, per allietarvi l’attesa la redazione di Multiplayer ha pensato bene di procurarsi una beta evoluta del titolo in questione, e possiamo già anticiparvi che dai nostri test intravediamo già le solide basi per un prodotto promettente.