Arthur e il Popolo dei MinimeiArthur e il Popolo dei Minimei - Anteprima 

Il regista e scrittore Luc Besson sconfina e invade anche il mondo videoludico.

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Microscopici folletti africani

La mente dietro a questa storia di fantasia è quella di Luc Besson, scrittore e regista di film celebri come Nikita (1990), Leon (1994), Il quinto elemento (1997) e Giovanna d’Arco (1999). Arthur e il popolo dei Minimei è il primo di un filone di racconti scritti da Besson, arrivati ormai al terzo capitolo, che è stato recentemente trasposto in un film che mischia animazione 3D a riprese reali presentato in anteprima lo scorso 21 gennaio al Future Film Festival di Bologna.
Il cast delle voci nella versione americana è specchio di quanto generoso sia il budget investito per la produzione: si parla di David Bowie, Snoop Doggy Dogg, Mia Farrow, Freddie Highmore, Madonna (che presta la voce alla principessa Selenia), Harvey Keitel e, udite udite, Mr. Robert De Niro.

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Dal libro al film, dal film al videogioco

Inutile dire che questo non è un articolo riguardante il film d’animazione, bensì il tie-in omonimo che ne è venuto fuori per PC, PS2, Nintendo DS, PSP e GBA. Il videogioco è stato sviluppato dal team francese Etranges Libellules, scelto e supervisionato durante tutta la fase di programmazione direttamente da Luc Besson.
Per la maggior parte del tempo il giocatore non si limita a controllare Arthur, ma ha a sua disposizione altri due personaggi (la Principessa Selenia e Betameche) con i quali dovrà organizzarsi in un continuo gioco di squadra: non è infatti possibile procedere nell’avventura senza utilizzare in maniera intelligente le diverse abilità di ognuno dei tre protagonisti (Arthur è il più agile, Selenia dispone di un coltello per eliminare alcuni tipi di ostacoli e Betameche riesce a raggiungere luoghi poco accessibili grazie alla sua piccola statura).
Oltre che nella risoluzione degli enigmi, i tre mini-eroi sono piuttosto diversi anche quando si tratta di combattere, poiché uno usa il combattimento corpo a corpo, un’altra un pugnale e il terzo dei proiettili che lancia dalla distanza. I due personaggi che vengono lasciati al controllo della CPU sanno difendersi piuttosto bene ma in questa circostanza hanno limitata iniziativa d’attacco. Nel primo livello ci si ritrova proprio nel giardino di Arthur, dove tutta la vicenda ha inizio, e ci si accorge immediatamente che la meccanica di gioco è incentrata essenzialmente sui combattimenti. Nel secondo livello invece si passa al platform 3D, con arrampicate, salti da una “piattaforma” all’altra e via dicendo. Alcuni livelli sono ambientati dentro la casa di Arthur, e questo crea un po’ di varietà evitando la monotonia che si verrebbe a creare se il gioco fosse interamente ambientato in giardino; ci sono inoltre alcune missioni di combattimento aereo che si intraprendono in groppa a dei moscerini armati di fucili e addirittura missili a ricerca (!).

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Piccoli grandi dubbi

Il film non è stato accolto in modo particolarmente caloroso dalla critica e dal pubblico statunitensi, e il gioco, diciamolo, rischia di seguirne le orme. Siamo d’accordo sul fatto che il prodotto sia rivolto principalmente ad un target giovane, ma da quanto visto finora le meccaniche paiono un po’ troppo semplificate e ci sono seri dubbi sulla longevità. Discorso a parte invece per la grafica, fedele a quanto proposto su grande schermo e sufficientemente convincente su ogni piattaforma. Arthur e il popolo dei Minimei offre tantissime scene tratte direttamente dal film e riproposte come vere e proprie fasi di gioco, nonché sequenze fantasiose e particolarmente strampalate che potrebbero strappare ben più di un sorriso agli utenti. Aspettiamo comunque la versione finale per trarre le giuste conclusioni: a presto per la recensione su Multiplayer.it.

Microscopici folletti africani

Arthur è un bambino di di dieci anni che vive tranquillamente con sua nonna. Un giorno, leggendo un vecchio libro che apparteneva al nonno, trova delle indicazioni per scoprire un fantomatico tesoro nascosto nel suo giardino. Arthur decide allora di risolvere l’enigma e con grande sorpresa e stupore si trova rimpicciolito e catapultato in un mondo magico abitato dalla tribù dei Minimei, microscopici folletti africani alti non più di qualche millimetro che vivono nel suo giardino. Inizia così un'affascinante avventura che lo porterà nel loro fantastico regno, dove i Minimei vivono in perfetta armonia con la natura, affrontando pericoli di ogni genere, ma scoprendo anche il valore dell'amicizia e il rispetto dell'ambiente.

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