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Una statistica dice che il 95% dei furti in Italia rimane impunito. Quindi il crimine paga. I videogiochi no.

La dinamica

Il copione è semplice ed efficace: la banda Bassotti accede al locale dell'azienda A detta "di appoggio", gli ruba un furgone e sfonda il cancello dell'azienda B detta "Obiettivo", manomette l'allarme con abilità singolare, scarica il contenuto del furgone nel magazzino dell'azienda B, ruba quello che c'è da rubare (videogiochi), brinda con il vino, beve l'acqua e scappa, chiudendosi tutto dietro. Questa è arte, altro che Grand Theft Auto.

La vittima

La vittima interviene sul posto a giochi fatti. E' mattina presto, guarda il suo cellulare, non ha squillato. L'allarme che per mesi l'aveva tormentato giorno e notte con falsi allarmi, costringendolo a interventi extra-orario, non aveva retto i barbari. Il sistema giaceva spento, esanime. I fili tagliati da mano abile. La telecamera zooma sulla sim del compilatore telefonico divelta dalla sua sede che non ha fatto il suo dovere. La rabbia della vittima è doppia. Si guarda intorno, vede le bottiglie di vino e di acqua aperte, si augura che abbiano causato malessere agli esofagi che le hanno bevute.

Il carabiniere stanco

Il carabiniere stanco e disilluso sente che non li prenderanno mai. Non lo dice, ma lo si legge in faccia. Scrive un verbale già scritto mille volte. La vittima, memore di ben quattro serie di CSI, indica le bottiglie bevute. "Ci sarà della saliva" afferma, "oppure delle impronte, chissà". Il carabiniere stanco dice che no, non serve la scientifica. Tanto non li prenderemo mai.

I testimoni

La scena del crimine è ancora "calda". Iniziano le visite dei testimoni, in composto ma sdegnato silenzio. Si formano piccoli capannelli di curiosi. Si sentono mormorii, e chi più sa racconta a chi meno sa. Si comincia a creare il mito del furto con destrezza. La leggenda metropolitana è pronta per essere servita. Il pomeriggio qualcuno chiamerà qualcun altro che qualcun altro ancora di non precisato ha raccontato di un furto strano è avvenuto in città.

La realtà è un videogioco o un abile camuffamento di un film. Può capitare che improvvisamente si possa diventare oggetto di una leggenda metropolitana, una di quelle che inizia con "un amico di un mio amico gli ha raccontato che...". Il seguito è solitamente una storia verosimile con dettagli incredibili che la rendono affascinante. Ti senti così quando ti capita qualcosa di eccezionale, nel senso di fuori dalla norma. Ci sono volute dodici ore affinchè il furto avvenuto nella sede di Multiplayer.it diventasse un racconto di strada, che con il passaparola si propaga e si trasforma.
Gli elementi per una puntata surreale di CSI ci sono tutti: c'è la banda Bassotti, c'è la vittima, c'è il carabiniere stanco e disilluso, c'è l'orma di scarpone su un foglio, un sistema di allarme insuperabile superato. Ecco dunque a voi il plot del film, come si dice in questi casi, tratto da una storia realmente accaduta.